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Milan Pact Awards 2017: i vincitori

Sindaci e rappresentanti di città di tutto il mondo riuniti a Valencia per il terzo incontro annuale e summit dei sindaci del Milan Urban Food Policy Pact (MUFPP). L’incontro è occasione per scambiare idee e condividere i progressi nel raggiungimento degli obiettivi del Patto. Uno dei principali meccanismi per promuovere la cooperazione tra città è il Milan Pact Awards: il premio alle buone pratiche delle città firmatarie lanciato nel 2016 dal comune di Milano e Fondazione Cariplo per premiare le città più innovative, per favorire la diffusione delle migliori pratiche nel campo della sostenibilità dei sistemi alimentari urbani. 

food policy gruppo Valencia

I vincitori della seconda edizione 

Il Milan Pact Awards prevede due premi monetari da 15 mila euro attribuiti alle migliori pratiche tenendo in considerazione anche le difficoltà (amministrative, economiche, ambientali) affrontate per sviluppare il progetto, e sei menzioni speciali: una per ciascuna categoria del quadro d’azione del Patto. Le somme vengono utilizzate dai vincitori per avviare una collaborazione con altre città del patto.

Alla seconda edizione del premio hanno partecipato 39 città che hanno sottoposto 53 buone pratiche esaminate da una giuria internazionale composta da membri di agenzie ONU, ricercatori, società civile, settore privato e Fondazione Cariplo. I criteri adottati nella valutazione includono la replicabilità della pratica proposta e la relativa adattabilità a diversi livelli territoriali, l’impatto atteso sul contesto urbano con particolare riferimento alle azioni a vantaggio delle fasce vulnerabili della popolazione e alla salvaguardia dell’ambiente, il livello di partecipazione attiva degli attori pubblici, privati e della società civile.

Toronto

Vincitore con il punteggio più alto

Community Food Workd for Newcomers: il cibo come strumento di integrazione sociale

Community Food Works (CFW) è un’iniziativa attuata nell’ambito della strategia alimentare di Toronto (Toronto Public Health)  che punta alla formazione nel campo della preparazioni alimentari: dalla conoscenza di base degli alimenti alle norme sanitarie. Il programma  si rivolge a persone residenti in aree a basso reddito;  le  lezioni coniugano educazione alimentare, conoscenze necessarie a ottenere le certificazioni per avviare un’attività commerciale (bar, ristoranti, negozi di gastronomia) e fondamenti di management e contabilità. I corsi sono completamente gratuiti e sono sviluppati da un consorzio formato da vari dipartimenti cittadini, inclusi quelli che si occupano di servizi sociali e lavoro, da associazioni e enti attivi nella comunità. Community Food Works non è solo un veicolo per generare occupazione e nuova imprenditoria ma anche un modo per migliorare la qualità della nutrizione, la salute e l’inclusione sociale.

Antanarivo

Vincitore in contest economico svantaggiato

Programma di agricoltura urbana

Il Madagascar è tra I 5 paesi più affetti da malnutrizione cronica (UNICEF, 2016). In particolare nella capitale Antanarivo si assiste a una crescita del tasso di malnutrizione dovuto a un aumento della popolazione in povertà. Questo ha spinto il comune di Antanarivo a lanciare, nel 2009, il programma di agricoltura urbana in collaborazione con l’Institut des Métiers de la Ville (IMV, l’agenzia di cooperazione decentralizzata della regione Ile-de-France). Gli obiettivi iniziali erano 1) la realizzazione di micro orti nei quartieri dove l’accesso al cibo e il livello di nutrizione erano più precari; 2) La creazione di attività economiche e occupazione attraverso l’apertura di canali di vendita dei prodotti coltivati localmente. Il progetto è partito ufficialmente nel 2011 ed entro la fine dell’anno aveva già raggiunto 100 famiglie. Attraverso una partnership con il Comitato nazionale sulla nutrizione sono stati introdotte varietà di ortaggi potenziate e sono stati avviati corsi di formazione per insegnare ai beneficiari a coltivare con efficacia in piccoli spazi. L’IMV e il comune di Antanarivo hanno deciso di estendere il programma creando una piattaforma che raccoglie tutte le organizzazioni dedite all’agricoltura urbana in città, ampliando la divulgazione delle tecniche di coltivazione in ambiente urbano.  A oggi il programma è implementato in 24 distretti cittadini, conta 21 centri di formazione (tra cui scuole e centri sociali) e ha oltre 15.000 beneficiari.

Ede (Paesi Bassi)

Menzione speciale categoria governance

L’impegno politico per la strategia alimentare: un caso di successo

La città di Ede ha immaginato un nuovo ruolo per i governi locali all’interno dei sistemi alimentari, considerando il cibo un argomento specifico e centrale all’interno delle politiche cittadine.  Dal 2015 Ede ha una strategia alimentare che affronta le questioni del cibo in modo sistemico. Il comune ha anche adottato un programma per attuare la strategia, allocato fondi e creato un team di dedicato di 5 persone. Ha anche nominato il primo “assessore al cibo” dei Paesi Bassi, con specifiche deleghe in materia. La strategia alimentare di Ede è stata sviluppata attraverso un processo partecipativo che ha coinvolto, cittadini, ONG, esperti di educazione alimentare, università, start up, ospedali e agricoltori. Dopo le prime fasi dell’implementazione, la città sta conducendo una valutazione della strategia per verificarne l’efficacia e apportare eventuali cambiamenti.

Copenhagen

Menzione speciale categoria alimentazione e diete sostenibili

Conversione delle mense scolastiche e pubbliche agli alimenti biologici

Il comune di Copenhagen ha deciso nel 2002 che l’intero sistema delle mense pubbliche cittadine avrebbe dovuto utilizzare il 90 per cento di alimenti biologici. Nel 2016 è stata raggiunta la percentuale dell’88 per cento. La strategia del “90 per cento biologico” ha comportato uno sforzo parallelo: da una parte la formazione del personale delle cucine, dall’altro il cambiamento del sistema degli appalti. La trasformazione dei pasti preparati da 900 cucine è stata resa possibile grazie all’impegno di vari dipartimenti comunali e consulenti esterni. Il perno della strategia è la formazione del personale all’uso di tecniche per ottimizzare la preparazione dei piatti con l’uso di ingredienti freschi, invece che ricorrendo a semilavorati. La conversione al biologico dei menù è avvenuta senza aggravi di costo. Il compito per tutti i centri cottura era di adottare i cambiamenti restando entro i limiti del budget. Una delle dirette conseguenze di questa scelta è stata la crescente specializzazione dei fornitori. che si concentrano su una specifica tipologia di cliente: mense scolastiche, ospedaliere ecc., e una diversificazione nell’offerta di prodotti.

Austin

Menzione speciale categoria: giustizia sociale ed economica

L’iniziativa accesso al cibo sano

Il consiglio comunale di Austin ha approvato una risoluzione con la quale chiedeva all’amministrazione comunale di sviluppare raccomandazioni per migliorare l’accesso al cibo fresco, sano e conveniente. In risposta l’Ufficio per la Sostenibilità del comune Austin ha avviato una consultazione che ha coinvolgo vari settori dell’amministrazione e oltre 33 stakeholder. Il risultato è stata l’adozione della Strategia per il Cibo Sano: un insieme di sei programmi per accresce l’accesso al cibo sano nelle aree che hanno i più alti tassi di insicurezza alimentare. Fra le attività sovvenzionate dall’iniziativa il programma Fresh for Less, che garantisce punti di reperimento di frutta e verdura freschi, e beni di prima necessità attraverso mercati mobili, bancarella con prodotti freschi e negozi di prossimità. Le attività sono gestite dalle comunità locali e da organizzazioni no-profit. Quasi tutti i punti vendita accettano i buoni spesa per le famiglie in difficoltà economiche (SNAP) e riconoscono ai beneficiari incentivi per l’acquisto di cibo fresco. Il comune ha avviato un’analisi del contesto alimentare su vasta scala, raccogliendo dati su circa 900 punti vendita per verificare l’offerta di cibo fresco e nutriente. Le informazioni raccolte saranno illustrate su una mappa della città che conterrà anche indicazioni sul reddito e la distanza dei residenti di ciascun quartiere dai negozi che offrono cibo sano, oltre al tasso di proprietari di un’auto. Questi dati permetteranno all’amministrazione di programmare più efficacemente le iniziative volte ad accrescere l’accesso al cibo.

Dakar

Menzione speciale categoria: produzione alimentare 

Micro Orti

La città di Dakar sta andando in contro a un aumento demografico senza precedenti, che ha come conseguenza un tasso crescente di insicurezza alimentare. La carenza di terre coltivabili ostacola lo sviluppo di progetti tradizionali di agricoltura urbana. La soluzione sono i micro-orti. Le verdure vengono coltivate su tavoli e dentro contenitori di materiali riciclati, il tutto su un substrato di gusci di arachidi e paglia di riso. Questo metodo rende i micro-orti accessibili e disponibili a tutti, in quanto richiedono uno sforzo fisico minimo. Inoltre, richiedono un minore utilizzo d’acqua rispetto all’agricoltura tradizionale e l’acqua in eccesso viene riciclata, rappresentando un perfetto esempio di economia circolare. Il progetto si rivolge alle fasce di popolazione a basso reddito e in particolare a donne senza lavoro, anziani, disabili, persone in difficoltà. Oltre mille persone, delle quali l’80 per cento donne hanno beneficiato a oggi della tecnologia dei micro orti. Il progetto è facilmente replicabile ed è già in fase di realizzazione in tutta l’Africa occidentale.

Lubiana

Menzione speciale categoria: approvvigionamento e distribuzione alimentare

Promozione della filiera corta

Il comune di Lubiana ha lanciato la Strategia per lo Sviluppo Rurale 2014-2020, proponendosi un obiettivo ambizioso: l’autosufficienza alimentare. Nei dintorni Lubiana ci sono più di 800 aziende agricole che il comune sta aiutando a connettere con i consumatori in città. Per accorciare la filiera alimentare e accrescere l’accesso dei cittadini a cibi di produzione locale, l’amministrazione ha elaborato una strategia che cerca di raggiungere diversi target. Si basa su: promozione dei mercati contadini e di eventi come i “festival della campagna”; incentivi agli agricoltori per la diffusione della vendita diretta nelle aziende agricole; stimoli alla creazione di catene di approvvigionamento più sostenibile per hotel e ristoranti; sensibilizzazione attraverso campagne nelle scuole elementari; diffusione del “Cestino di Lubiana”: una sorta di marchio di produzioni biologiche che al momento raggruppa 70 fornitori.

Bruges (Belgio)

Menzione speciale categoria: sprechi alimentari

Un approccio innovativo per ridurre lo spreco alimentare nelle strutture sanitarie

Il comune di Bruges ha sviluppato, attraverso un processo dal basso, un insieme di linee guida per la creazione di una food policy sostenibile. Limitare lo spreco alimentare nelle organizzazioni pubbliche è emersa durante le consultazioni pubbliche come una delle priorità più importanti. Agire contro lo spreco negli ospedali e nelle strutture sanitarie, tuttavia, presenta sfide peculiari  Bruges ha elaborato un processo partecipativo con l’obiettivo di stimare e analizzare lo spreco alimentare e il relativo impatto economico in quattro strutture sanitarie della città; aiutare tali strutture a ridurre lo spreco, formando lo staff con un approccio innovativo, sviluppare e diffondere metodi efficaci per la riduzione dello spreco nelle strutture sanitarie; aumentare la consapevolezza tra le istituzioni sanitarie riguardo allo spreco alimentare, il suo impatto e le possibili soluzioni. Il personale delle case di cura viene addestrato per condurre una misurazione delle quantità di cibo sprecate. Nel corso di un workshop che dura una giornata, insieme a un gruppo di esperti vengono elaborate soluzione creative, successivamente testate negli ospedali. Al termine della prova si misurano nuovamente le quantità sprecate e si raccolgono le impressioni di pazienti e colleghi. Si comparano, infine, i risultati in termine di riduzione dello spreco valutando un’applicazione più estesa delle soluzioni elaborate di concerto con gli esperti.

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