08 Aprile 2026

Il rafforzamento e l’innovazione nel Terzo Settore passano dalla formazione continua.
Il programma Riprogettiamo il futuro nasce per accompagnare i processi di rafforzamento e trasformazione organizzativa degli enti non profit che operano nei settori dell’Ambiente, dell’Arte e della Cultura e dei Servizi alla persona e valorizzarne il ruolo nelle comunità e nei territori di riferimento (Regione Lombardia e province di Novara e VCO).

Con questo obiettivo Fondazione Cariplo aggiorna la proposta formativa con una nuova serie di videocorsi e mentorship online, progettati per supportare gli Enti del Terzo Settore nello sviluppo di nuove competenze strategiche.  La formazione nasce per coinvolgere il maggior numero di persone all’interno delle organizzazioni in base alle tematiche di interesse e agli ambiti di lavoro.

Nuovi videocorsi andranno ad aggiungersi alle risorse già presenti sulla piattaforma Cariplo Social Innovation Lab, con contenuti che guardano alle sfide dei prossimi anni e moduli che vanno dal corporate fundraising all’employer branding, dalla progettazione di piani di sviluppo organizzativo alla costruzione e gestione di reti collaborative, dal change management fino all’utilizzo del bilancio sociale come strumento strategico. Ogni videocorso è corredato di slide, esercitazioni e materiali di approfondimento.

La formazione e le mentorship saranno utili per la partecipazione al Bando Riprogettiamo il futuro 2026 (IV edizione). 

Rivedi la presentazione di lancio del programma e del bando

TIPO

Con scadenza

SOSTEGNO FORNITO

€ 2.250.000

OBIETTIVO

Favorire la transizione/integrazione generazionale e promuovere il protagonismo giovanile all’interno delle organizzazioni; promuovere e facilitare azioni di sviluppo e rafforzamento organizzativo; promuovere la sostenibilità ambientale delle organizzazioni.

PRINCIPALI LIMITI DI FINANZIAMENTO

Contributo minimo € 25.000 e massimo € 90.000, non superiore a 80% dei costi

Premessa

Il bando è emesso dalle Aree Ambiente, Arte e Cultura e Servizi alla Persona nell’ambito della Linea di Mandato 4 “Creare le condizioni abilitanti al rafforzamento delle comunità”.

Contesto

Quasi 370 mila enti non profit a livello nazionale, diversi per natura giuridica, missione e dimensioni, un bacino di quasi 950 mila dipendenti e di circa 4,7 milioni di volontari. Il “Terzo Settore” nonostante le difficoltà di contesto degli ultimi anni, si conferma un pilastro essenziale del welfare, della coesione sociale, della partecipazione culturale, della sensibilizzazione e protezione dell’ambiente e della cittadinanza attiva. Le organizzazioni non profit attive sul territorio di riferimento di Fondazione Cariplo sono oltre 62.000, danno lavoro a quasi 216.000 persone, mobilitano 1 milione di volontari. Hanno nel tempo consolidato la propria capacità di intervento di fronte ai bisogni sociali e promosso una fondamentale offerta di animazione artistica, culturale, ricreativa e ambientale che sta contribuendo alla tenuta e alla valorizzazione del protagonismo delle nostre comunità.

In questo momento storico di grande incertezza e di sfide complesse, questi enti si trovano di fronte a un doppio livello di difficoltà: da un lato devono affrontare i cambiamenti imposti dalla rapida evoluzione dei bisogni e del contesto di riferimento, dall’altro devono ripensare i propri modelli operativi per renderli più sostenibili e in grado di offrire servizi capaci di durare e di adattarsi nel tempo.

È quindi sempre più sentita da parte degli enti la necessità di rafforzare la propria visione strategica, di consolidare il proprio posizionamento nel contesto di riferimento, anche in termini di consapevolezza del valore generato e di rinnovamento delle modalità di relazione e condivisione, anche con le Istituzioni. Parallelamente, in un settore dove la principale risorsa è rappresentata dal capitale umano, stiamo assistendo a un momento cruciale di riflessione sulle professioni nel Terzo Settore, sia in termini di attrattività, reperimento e trattenimento di figure qualificate (in particolare per profili socio-educativi) sia, più in generale, in ottica di transizione generazionale.
Le organizzazioni non profit devono ora rilanciare il proprio ruolo innovativo e diventare una leva di cambiamento, dimostrando la capacità di attirare e coinvolgere i giovani, favorendo e governando il passaggio intergenerazionale. Alcune opportunità potrebbero scaturire dal nuovo quadro legislativo di riferimento, dalla transizione digitale e climatica e dal ripensamento dei modelli operativi per offrire servizi più sostenibili e resilienti. Diventano dunque fondamentali i temi del rafforzamento organizzativo e del capacity building.

Fondazione Cariplo, negli anni, ha dato centralità a questa riflessione attraverso diversi strumenti, settoriali e intersettoriali, riconducibili alla volontà di accompagnare i processi di rafforzamento e trasformazione delle organizzazioni e, più in generale, di migliorare la capacità degli enti che si interfacciano con la Fondazione stessa di perseguire la propria mission in maniera più efficace ed efficiente e di rispondere ai bisogni delle comunità.

Per questo Fondazione Cariplo ha lanciato il Programma intersettoriale “Riprogettiamo il futuro” per accompagnare i processi di rafforzamento organizzativo e trasformazione degli enti che operano nei settori dell’Ambiente, dell’Arte e della Cultura e dei Servizi alla Persona.

ISCRIZIONI ALLE MENTORSHIP al link: bit.ly/rifmentorship

30 Marzo 2026

È online il bando Anita Chiama – L’infanzia prima: idee per sviluppare e innovare servizi, cultura e spazi, promosso nell’ambito della Sfida di mandato Anita – L’infanzia prima.

Il bando sostiene progetti innovativi e iniziative di ricerca finalizzati a promuovere il benessere delle bambine e dei bambini tra 0 e 6 anni, con particolare attenzione alle situazioni di vulnerabilità. L’obiettivo è rafforzare e sperimentare nuove risposte nei campi dei servizi, dell’avvicinamento alla cultura e degli spazi di vita, favorendo la produzione di risposte a bisogni concreti, di evidenze e la diffusione di modelli e conoscenze.
Sono previste due linee di intervento:

  • Anita Chiama Soluzioni, rivolta a enti non profit per lo sviluppo o il consolidamento di interventi innovativi;
  • Anita Chiama Ricerca, dedicata a enti di ricerca per progetti di ricerca e ricerca-intervento.

Il budget complessivo è di 5 milioni di euro. Le candidature dovranno essere presentate entro giovedì 11 giugno 2026, ore 17.00.

Per accompagnare gli enti interessati, sono previsti due incontri di presentazione del bando:

Il testo integrale del bando e la documentazione sono disponibili sul sito di Fondazione Cariplo.
Per info: anita@fondazionecariplo.it

In arrivo la Call Reti Mille(giorni)

Sarà pubblicata a breve la Call Reti Mille(giorni), nell’ambito della sfida Anita – L’infanzia prima, per sostenere reti territoriali integrate finalizzate all’intercettazione precoce e al sostegno della prima infanzia (0–3 anni) in condizioni di vulnerabilità. La Call intende rafforzare la collaborazione tra servizi, Terzo settore e attori del percorso nascita, promuovendo risposte coordinate e continuative a livello di ambito o sovra-ambito.

L’infanzia prima: idee per sviluppare e innovare servizi cultura spazi

TIPO

Bando con scadenza

SOSTEGNO FORNITO

5.000.000 €

OBIETTIVO

Promuovere soluzioni innovative e sviluppare conoscenze per il benessere dell’infanzia (0-6 anni), sostenendo progetti capaci di rispondere ai bisogni di cura, educazione e sviluppo delle bambine e dei bambini, con particolare attenzione alle situazioni di vulnerabilità.

PRINCIPALI LIMITI DI FINANZIAMENTO

Max 200.000 € per progetti di durata massima di 24 mesi

Premessa

“Anita Chiama” è un bando con scadenza, promosso dall’Area Attività Filantropiche Trasversali e Sfide di Mandato di Fondazione Cariplo. Il bando si inserisce nella Sfida Anita – L’infanzia prima che intende promuovere il benessere delle bambine e dei bambini tra 0 e 6 anni, con particolare attenzione alle situazioni di vulnerabilità.

Contesto

L’infanzia, intesa come il periodo compreso tra la nascita e il sesto anno di età , rappresenta una fase cruciale e non replicabile per lo sviluppo umano, in cui si gettano le fondamenta per la salute, l’apprendimento e il benessere futuro di ogni individuo, con ricadute significative sull’intera società.
Il benessere del bambino, strettamente legato alla qualità delle relazioni e dei contesti di vita, incide profondamente sullo sviluppo cognitivo, emotivo e relazionale.
In Lombardia, come nel resto d’Italia, l’infanzia si trova ad affrontare sfide complesse e interconnesse di natura demografica, sociale e ambientale: il costante calo delle nascite, l’incremento della povertà minorile e la frammentazione dei servizi educativi e di cura, in particolare nei contesti più vulnerabili, rappresentano fattori che incidono profondamente sulle condizioni di vita dei bambini. A ciò si aggiunge una carenza di dati e di analisi sistematiche, che limita la capacità di comprendere pienamente i bisogni reali dell’infanzia e di valutare l’efficacia delle risposte offerte dai servizi.
Questi elementi, agendo in sinergia, ostacolano il riconoscimento dell’infanzia come priorità pubblica e risorsa strategica per lo sviluppo futuro della società. Ne deriva la necessità di promuovere politiche integrate e fondate su solide evidenze, in grado di rispondere efficacemente alle nuove sfide e di valorizzare il ruolo dell’infanzia nello sviluppo sociale ed economico del territorio.

La cultura come tessuto connettivo delle comunità

TIPO

Bando senza scadenza

SOSTEGNO FORNITO

€ 4.500.000

OBIETTIVO

Costruire un ecosistema culturale più equo, plurale e resiliente attraverso una partecipazione via via più ampia e produzioni artistico-culturali sempre più diversificate, in dialogo con l’evoluzione della nostra società.
In particolare, il bando sostiene progetti orientati prioritariamente a uno dei seguenti obiettivi specifici:
– favorire la partecipazione di pubblici sempre più ampi e diversificati (NUOVI PUBBLICI);
– promuovere produzioni artistico-culturali che rispecchino le diverse componenti della società, in particolare di quelle meno rappresentate nei circuiti culturali istituzionali (PLURALISMO).

PRINCIPALI LIMITI DI FINANZIAMENTO

Richiesta complessiva di contributo compresa fra € 30.000 e € 150.000 e fino a un massimo del 70% del totale

Premessa

Il bando è emesso dall’Area Arte e Cultura nell’ambito della Linea di mandato 2 – Ridurre le disuguaglianze, intervenendo sulle diverse forme di povertà e fragilità.

Contesto

La società contemporanea è attraversata da disuguaglianze che incidono su molteplici aspetti della vita quotidiana, tra cui la relazione delle persone con la cultura. I crescenti divari sociali, infatti, ostacolano l’accesso alla conoscenza, all’informazione e alle opportunità culturali, mettendo a rischio l’esercizio dei diritti di una parte considerevole della popolazione. Secondo Eurostat, in Italia la partecipazione culturale è tra le più basse in Europa e meno della metà degli italiani svolge almeno un’attività all’anno. L’altra metà della popolazione comprende tanto coloro che, pur interessati, non partecipano per ragioni economiche o per la presenza di barriere fisiche, sensoriali o simboliche, quanto chi non considera la cultura come un’opzione per il tempo libero. In questo secondo caso, le motivazioni sono diverse: scarso interesse nei contenuti proposti, distanza dai linguaggi utilizzati, modalità di fruizione non adeguate, ma anche l’assenza, nelle proprie reti sociali, di persone con cui condividere tali esperienze. Come noto, un’insufficiente partecipazione culturale limita la capacità delle persone di esprimersi, di confrontare opinioni e punti di vista, di costruire legami di fiducia ecc.; a livello sistemico, essa alimenta meccanismi di esclusione e di polarizzazione che, tra l’altro, rischiano di indebolire il tessuto sociale. A questo si aggiunge l’insufficiente investimento per la cultura in Italia: secondo i dati disponibili più recenti, nel 2023, a fronte di un investimento medio europeo per la cultura dello 0,6% rispetto alla spesa complessiva, in Italia si è attestato allo 0,3%. Parallelamente, nel periodo 2007-2023, la quota riconducibile alle amministrazioni locali è passata dal 47% al 33% del totale del finanziamento pubblico per la cultura. Ciò penalizza qualità, innovazione e pluralismo nella produzione artistico-culturale e un’equa distribuzione dell’offerta sul territorio a scapito delle aree marginali e periferiche, nonché delle organizzazioni culturali attive a livello locale e più vicine alle comunità. 

La cultura, eppure, può invertire la spirale delle disuguaglianze, dando avvio piuttosto ad un circolo virtuoso. La partecipazione ad attività artistico-culturali, innanzitutto, può contrastare la povertà educativa, promuovere la salute e il benessere delle persone, sostenere processi di riqualificazione e cura dei beni comuni ecc. Al contempo, la valorizzazione delle diverse espressioni culturali presenti nella società contemporanea consente di comporre una rappresentazione pluralista e più fedele al contesto socio-culturale in cui siamo immersi. Infine, la condivisione di esperienze artistico-culturali in un contesto di socialità può favorire la nascita e il rafforzamento di legami tra persone e gruppi diversi. Queste dinamiche trovano nei luoghi di cultura dei contesti abilitanti, ancorché la presenza delle barriere già ricordate possa talvolta farli percepire come elitari. Per superare tale criticità si può sperimentare un dialogo più stretto con lo spazio pubblico e con i luoghi non convenzionali, considerati più familiari e accessibili. 

La compilazione online e i template degli allegati obbligatori saranno disponibili su questa pagina dal 22 aprile.

Generare conoscenza per ridurre le disuguaglianze

TIPO

Bando con scadenza

SOSTEGNO FORNITO

€ 2.300.000

OBIETTIVO

Generare nuova conoscenza per ridurre le disuguaglianze e favorire losviluppo di società più inclusive

PRINCIPALI LIMITI DI FINANZIAMENTO

Contributo compreso tra € 100.000 e € 200.000

Premessa

Il bando INEQUALITIES RESEARCH – Generare conoscenza per ridurre le disuguaglianze è un bando con scadenza che si inserisce nella linea di mandato “Ridurre le disuguaglianze intervenendo sulle diverse forme di povertà e fragilità”

Contesto

Il costante proliferare delle disuguaglianze rappresenta uno fra i principali ostacoli per il benessere delle persone, la coesione sociale e il progresso della collettività. Questo fenomeno si manifesta lungo molteplici dimensioni, dalla salute all’istruzione, dal reddito alla provenienza geografica, dall’identità di genere alla partecipazione civica, seguendo logiche sempre più additive e interconnesse. Le recenti crisi internazionali hanno ulteriormente ampliato questi divari, accentuandone la natura multidimensionale e anche il nostro Paese si allinea a questa tendenza globale.
In Italia, infatti, nel 2024, oltre 5,7 milioni di persone si trovavano in condizione di povertà assoluta, con un’incidenza più elevata tra famiglie numerose, monogenitori, nuclei con minori e famiglie con cittadinanza non italiana, dove il rischio di povertà raggiunge livelli sensibilmente superiori rispetto ai nuclei composti da soli cittadini italiani. Permangono inoltre marcati divari generazionali ed educativi: la povertà è più contenuta tra le famiglie con una persona di riferimento con almeno 65 anni e diminuisce al crescere del livello di istruzione. Anche gli indicatori di povertà relativa confermano questa tendenza, con un’incidenza che cresce significativamente all’aumentare della dimensione familiare.
Favorire lo sviluppo di una società più equa e accessibile, capace di garantire piena dignità di cittadinanza a tutte le persone, senza distinzione di condizioni economiche, sociali, territoriali, culturali o di genere, costituisce quindi una sfida di primaria importanza.
L’esperienza italiana, per altro, presenta elementi peculiari che offrono spunti preziosi per elaborare modelli di intervento rilevanti anche a livello internazionale. L’Italia, infatti, è riconosciuta come un mosaico territoriale complesso, dove convivono contesti molto differenti: grandi metropoli, piccoli centri, aree interne, città medie e territori rurali. Questa pluralità rende il Paese un osservatorio privilegiato per analizzare come le disuguaglianze cambino in relazione alla scala di osservazione e all’ampiezza dei territori considerati. Le attività di ricerca sono quindi chiamate a confrontarsi con tale complessità, valutando in che misura le proposte siano capaci di cogliere e integrare le specificità dei diversi contesti.

Clima Creativo

Clima Creativo è un progetto intersettoriale nato nel 2024 dalla collaborazione tra le Aree Ambiente e Arte e Cultura della Fondazione, con l’obiettivo di promuovere l’educazione alla sostenibilità ambientale nelle scuole secondarie di secondo grado attraverso l’utilizzo di linguaggi artistico-creativi. Il progetto valorizza il ruolo della scuola come laboratorio sociale e come comunità di partecipazione, stimolando il protagonismo degli e delle studenti nello sviluppo di progetti culturali capaci di diffondere sul territorio consapevolezza sulla questione ambientale. 

Attraverso l’omonimo bando, sono stati sostenuti 51 progetti, coinvolgendo 102 enti culturali e ambientali, 51 scuole e circa 1.800 studenti. I progetti, della durata di due anni scolastici, prevedono la realizzazione di percorsi educativi che intrecciano la sostenibilità ambientale con la creatività, attraverso laboratori di co-progettazione, formazione, pratiche artistiche e la produzione di un output creativo (spettacoli, video, podcast, mostre, ecc.) a tema ambientale. In accompagnamento degli enti e delle scuole beneficiarie della prima edizione del bando, è stata attivata una Comunità di Pratica facilitata dall’Università di Milano Bicocca – Dipartimento di Scienze Umane: uno spazio di confronto e apprendimento finalizzato a favorire il dialogo tra diverse professionalità, la sperimentazione di modalità condivise di lavoro, lo scambio di esperienze e competenze e lo sviluppo di reti educative interdisciplinari.

Le tematiche ambientali trattate dai progetti finanziati spaziano dai cambiamenti climatici e i loro effetti sul territorio (siccità, eventi meteorologici estremi), all’economia circolare e al consumo sostenibile (fast-fashion e inquinamento da plastica), ma anche l’agroecologia, la tutela delle biodiversità, fino a trattare il tema della sostenibilità in relazione alle disparità economiche, energetiche e di genere e le migrazioni climatiche. I laboratori artistici previsti si basano su linguaggi diversi tra cui il teatro e la recitazione, incluso il lavoro dietro le quinte (drammaturgia, regia, sound e light design, sartoria, sceneggiatura e scenografia), il canto e la produzione musicale, la fotografia, la pittura, la scrittura, il citizen journalism fino alle forme di espressione quali il podcast, il videomaking, la comunicazione social,  la grafica e la progettazione web. 

Al termine dei percorsi educativi verranno realizzati due eventi finali di rappresentazione degli elaborati delle scuole, mentre i lavori della Comunità di pratica saranno oggetto della redazione di Linee guida per la diffusione della metodologia messa a punto durante il progetto.

Programma Riprogettiamo il futuro

Il Programma – promosso nel quadro della linea di mandato 4 “Creare le condizioni abilitanti al rafforzamento delle comunità” – prevede un’articolazione pluriennale per rispondere in maniera incrementale ai bisogni di rafforzamento e sviluppo organizzativo delle organizzazioni .  

Ha avuto inizio nel 2022 ed è stato disegnato sulla base degli apprendimenti frutto di diversi programmi di capacity building promossi dalle singole aree filantropiche nel tempo, culminati nel programma intersettoriale e multilivello Cariplo Social Innovation, lanciato nel 2017, che ha coniugato innovazione, capacity building e finanza sociale.  

Le linee di lavoro e supporto agli enti non profit del Programma Riprogettiamo il futuro sono:

  1. Formazione a distanza Attraverso la piattaforma Cariplo Social Innovation Lab, con l’obiettivo di mettere a disposizione delle organizzazioni che aderiscono, iscrivendosi alla piattaforma, un luogo digitale con un ampio catalogo di risorse formative e approfondimenti; in particolare:
    • una sezione dedicata a tematiche rilevanti per il mondo del non profit (strategia, progettazione, digitale, fundraising e normative);  
    • una sezione interamente dedicata a temi/contenuti propri di Fondazione Cariplo (es. Criteri Ambientali Minimi, Rendicontazione, Area riservata alle organizzazioni);
    • una sezione di Buone Pratiche con videointerviste a enti che raccontano le loro esperienze di cambiamento organizzativo realizzate anche con il contributo di Fondazione Cariplo;
    • un “Questionario di autovalutazione” che gli utenti compilano al momento della registrazione in piattaforma, con lo scopo di individuare le macroaree di competenze da rafforzare (e restituire alla Fondazione una panoramica sulle competenze di “partenza”). 
  1. Mentorship Realizzazione di percorsi di accompagnamento e mentorship a cura di esperti, volti a far acquisire maggiore padronanza e strumenti di lavoro per svolgere al meglio:  
    • analisi organizzativa di partenza (analisi del bisogno) per orientare meglio le scelte in ambito di cambiamento; 
    • monitoraggio e valutazione di impatto in un progetto di trasformazione organizzativa.

Le videoregistrazioni dei laboratori online sono state messe a disposizione, anche per fruizione libera e asincrona, sulla piattaforma Cariplo Social Innovation Lab

  1. Bando Il Bando intende sostenere lo sviluppo organizzativo degli enti non profit attivi in campo ambientale, culturale e dei servizi alla persona al fine di rafforzarne il ruolo di importante leva di tenuta e coesione nelle nostre comunità, aumentando l’efficacia del loro operato, valorizzandone il capitale umano, e ampliando le rispettive comunità di riferimento. 

A oggi sono state realizzate 3 edizioni: nel 2022, nel 2023 e nel 2025. Tra gli obiettivi, particolare attenzione è stata data a promuovere e facilitare il cambiamento interno alle organizzazioni e a favorire il protagonismo giovanile all’interno delle organizzazioni. 

TIPO

Call for Applications

SOSTEGNO FORNITO

Pilot Application: il budget totale massimo per ogni progetto di ricerca è di 50.000 €

Full Application: il budget totale massimo per ogni progetto di ricerca è di 250.000 €

OBIETTIVO

Promuovere la ricerca di base a supporto di progetti focalizzati su aspetti sconosciuti delle malattie rare.

Premessa

Fondazione Cariplo e Fondazione Telethon ETS hanno stretto un’alleanza per promuovere la ricerca di base a supporto di progetti focalizzati su aspetti sconosciuti delle malattie rare. La ricerca di base, soprattutto nel campo delle malattie rare, è ancora un’area di investimento orfana, ma è anche pionieristica per lo sviluppo della ricerca applicata nelle patologie più frequenti.
Infatti, l’analisi della letteratura scientifica ha evidenziato la tendenza dei ricercatori a concentrarsi su una porzione limitata del genoma umano. I geni più studiati non sono necessariamente i più significativi: a volte lo studio di un gene anziché di un altro è semplicemente legato alla tempistica della sua scoperta. Esistono quindi numerose regioni di DNA e set di geni – con i relativi mRNA e proteine ​​- la cui funzione è ancora sconosciuta ma che potrebbero potenzialmente svolgere un ruolo importante all’interno di pathway molecolari e meccanismi fisiologici e patologici.

Percorsi condivisi di ricerca.

TIPO

Bando con scadenza.

SOSTEGNO FORNITO

1.300.000 €

OBIETTIVO

Supportare percorsi di ricerca condivisi tra artisti e scienziati.

PRINCIPALI LIMITI DI FINANZIAMENTO

Contributo compreso tra € 50.000 e massimo € 100.000 e non superiore al 80% dei costi.

Premessa

Il bando “ARTESCIENZA – Percorsi condivisi di ricerca” è un bando con scadenza emesso congiuntamente dall’Area Arte e Cultura e dall’Area Ricerca Scientifica nell’ambito della Linea di mandato 1 “Creare valore condiviso, attraverso il sostegno alla creazione e allo sviluppo sostenibile di ecosistemi territoriali”.

Contesto

Nel panorama attuale, caratterizzato da complessità, interconnessione e rapida trasformazione, la conoscenza assume una connotazione sempre più plurale e aperta. Le grandi sfide del nostro tempo — ambientali, sociali, culturali o tecnologiche — richiedono approcci multidisciplinari capaci di attingere da fonti eterogenee e intrecciare saperi per generare risposte convincenti di fronte alla complessità che ci circonda.

In questo scenario, un dialogo efficace tra arte e scienza riveste un ruolo fondamentale per il progresso della società, favorendo una comprensione e una rappresentazione più profonda e sfaccettata della realtà. Artisti e scienziati, pur adottando metodi e linguaggi diversi, sono entrambi ricercatori e condividono l’orientamento verso approcci esplorativi e sperimentali. Entrambi, infatti, si avvalgono di rigore, creatività, immaginazione e intuizione per indagare il mondo da prospettive complementari. Il dialogo tra arte e scienza si rivela in particolare prezioso per arricchire i processi di ricerca, fornendo nuovi punti di vista, metodi esplorativi e strumenti espressivi, e coinvolgendo pubblici diversi. Inoltre, tale interazione innesca innovazione, anche proponendo nuovi format di collaborazione e spazi di sperimentazione. Infine, la relazione tra arte e scienza propone nuove prospettive e maggiore consapevolezza su sfide attuali a beneficio della comunità.

All’intersezione tra questi due mondi esiste dunque un enorme potenziale di innovazione, ma ci sono anche barriere significative ancora da superare: interazioni sporadiche e frammentarie, mancanza di dialogo paritario, tempi di ricerca troppo stretti e spesso vincolati all’ottenimento di risultati nel breve termine. Affinché il dialogo tra arte e scienza possa fiorire e aprire nuovi spazi cognitivi, è necessario favorire luoghi e tempi dedicati alla sperimentazione, dove artisti e scienziati possano incontrarsi per condividere sfide, esperienze e risultati.

A livello internazionale, esistono esempi virtuosi di progettualità che stimolano l’intersezione tra i due mondi. Citiamo per esempio il programma di residenze Arts at CERN, che invita gli artisti a sviluppare i propri progetti presso il laboratorio di fisica delle particelle di Ginevra; e l’iniziativa europea S+T+ARTS ideata per favorire l’inserimento di artisti all’interno di team scientifici, per stimolare nuove opportunità di innovazione tecnologica. Questi esempi, pur diversi per scopi e formati, presentano alcuni elementi in comune: team interdisciplinari, condivisione di spazi fisici e tempi di lavoro tra artisti e scienziati, documentazione del processo di dialogo tra i due mondi, networking tra istituzioni culturali, centri di ricerca, università, aziende, imprese creative.

Partendo da tali riflessioni, Fondazione Cariplo propone la seguente visione: promuovere un ecosistema in cui la ricerca artistica e quella scientifica possano dialogare, contaminarsi e crescere, generando nuove prospettive e forme di conoscenza.

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