Transizione digitale nell’economia sociale.

TIPO

Bando con scadenza.

SOSTEGNO FORNITO

Il budget a disposizione del presente bando ammonta a 2.000.000 €, di cui 1.000.000 € stanziati dalla Fondazione Cariplo e 1.000.000 € stanziati dalla Fondazione Compagnia di San Paolo.

OBIETTIVO

Favorire la progettazione e la realizzazione di strategie e processi di transizione digitale e consolidare la cultura e le competenze dell’innovazione digitale negli enti operanti nell’economia sociale.

Premessa

Il Bando è realizzato e promosso congiuntamente dalla Fondazione Compagnia di San Paolo, tramite la Missione Accelerare l’innovazione, e dalla Fondazione Cariplo, nell’ambito della linea di mandato 4 “Creare le condizioni abilitanti al rafforzamento delle comunità”.

Elementi di contesto e di scenario

L’Indice di digitalizzazione dell’economia e della società (DESI) 2021 colloca l’Italia al 18° posto tra i 27 Stati membri. Una situazione generale, dunque, che rischia di ridurre la competitività del Paese, anche se negli ultimi anni si è registrato un miglioramento grazie soprattutto alla maggiore attenzione politica e all’adozione di documenti programmatici, in linea con gli indirizzi europei, come il Piano Italia 2026 che ha definito la strategia digitale e tecnologica del Paese, all’interno del quale sono confluiti gli obiettivi e priorità della missione 1 del PNRR e del Fondo per la Repubblica Digitale.

In termini di miglioramento, sul fronte della connettività e dell’integrazione delle tecnologie digitali in questi ultimi anni sono stati compiuti passi avanti, raggiungendo rispettivamente un 7° e un 8° posto, mentre il fattore che pesa di più sulla rilevazione DESI è il capitale umano, con un 25° posto: solo il 46% delle persone fra i 16 e i 74 anni ha competenze digitali almeno di base e solo il 3,8% degli occupati è specializzato in Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (TIC).

A livello europeo si è riscontrata una sempre maggiore attenzione verso una transizione digitale che contribuisca a una società e a un’economia eque e inclusive, ponendo quindi al centro le persone, sostenendo solidarietà e inclusione, garantendo sicurezza, partecipazione, libertà di scelta, e promuovendo la sostenibilità e la transizione verde.

La Twin transition è la trasformazione voluta e indirizzata dalla Commissione Europea. Si tratta della sinergia tra la trasformazione digitale e quella ecologica-ambientale, una spinta alla modernizzazione dei processi produttivi attraverso lo sviluppo di soluzioni sostenibili, a basso impatto ambientale e ad alto impatto di evoluzione sociale.

Alla base di questa visione c’è la convinzione che l’innovazione tecnologica e il digitale hanno un impatto trasversale, in grado di efficientare i processi intra-organizzativi e inter-organizzativi attraverso l’integrazione delle filiere di prodotti e servizi e di creare ecosistemi digitali che abilitano la sostenibilità ambientale.

In questo senso, la Twin transition collega i target di digitalizzazione agli SDGs dell’Agenda Onu 2030, connubio che è anche uno dei pilastri portanti dell’European Green Deal.
Anche secondo il World Economic Forum la digitalizzazione ha un ruolo chiave nel sostenere l crescita sostenibile, in anni decisivi per l’azione sui cambiamenti climatici.

Un ruolo importante in tal senso può essere svolto dall’economia sociale: sul territorio europeo esistono circa 8 milioni di organizzazioni che lavorano nel settore dell’economia sociale, le quali impiegano più di 13,6 milioni di persone, occupando il 6% circa della forza lavoro totale. La Commissione Europea ha adottato un Piano d’Azione per l’Economia sociale 5 per un suo sostegno e sviluppo tra i Paesi membri, affermando le potenzialità della stessa per la concreta attuazione del pilastro europeo sui diritti sociali, per il raggiungimento di obiettivi di carattere ambientale ed economico-occupazionale, e riconoscendole un ruolo importante, in termini di equità e inclusività, anche nelle transizioni verde e digitale.

In Italia, sono oltre 360.000 le organizzazioni non profit, tra associazioni, imprese, cooperative sociali, fondazioni, con oltre 870.000 dipendenti e più di 4,6 milioni di volontari6. Il Nord-Ovest, costituito dai territori di riferimento della Fondazione Cariplo e della Fondazione Compagnia di San Paolo (Liguria, Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta), presenta dati rilevanti rispetto alla presenza di organizzazioni non profit (sono oltre 100.000, il 27% del dato nazionale) con una media di 2,9 dipendenti, superiore alla media italiana. Considerando il rapporto tra non profit e digitalizzazione, occorre riconoscere che in questi anni all’interno della crescita generale nell’uso delle tecnologie digitali, anche le istituzioni non profit hanno registrato miglioramenti: secondo i recenti rilevamenti ISTAT, nel 2021 quattro istituzioni non profit su dieci presentano un livello «base» di digitalizzazione, caratterizzato dalla connessione a internet e da una contenuta propensione all’utilizzo del digitale per finalità comunicative o di collaborazione; quasi un terzo mostra un livello più maturo, attraverso l’utilizzo di soluzioni digitali per la realizzazione di attività e di relazione con i propri utenti. Sempre secondo le rilevazioni ISTAT, sono ancora poche (17,7%) le istituzioni non profit che si avvalgono di uno specialista ICT e ancor meno quelle che adottano servizi di cloud computing, tecnologie avanzate e strumenti di analisi di big data. Le principali barriere alla transizione digitale risultano essere la mancanza di risorse, di competenze digitali nel personale e di conoscenza sulle tecnologie da adottare, come risulta anche da report internazionali.
A fronte di ciò, per quanto, soprattutto a partire dall’emergenza COVID-19, vi sia stata quindi un’accelerazione di alcuni processi, resta cruciale che, ai fini dello sviluppo delle organizzazioni, la dimensione dell’innovazione tecnologica e digitale venga affrontata in termini sistemici e strategici.

La transizione digitale implica infatti profonde ricadute sulle attività degli operatori dell’economia sociale, comportando mutamenti di processo e operativi: essa favorisce la nascita di nuove forme organizzative e nuovi servizi e promuove sia una maggiore consapevolezza nelle decisioni strategiche sia la creazione di nuove relazionalità con le comunità di riferimento. In questa prospettiva, l’economia sociale è chiamata a prendere parte ai processi di trasformazione indotti dalla rivoluzione tecnologica, per dotarsi sia di strumenti e pratiche capaci di renderla maggiormente resiliente rispetto agli shock esterni, sia di nuove interpretazioni per affrontare le nuove sfide sociali contemporanee.

Sia la Fondazione Cariplo sia la Fondazione Compagnia di San Paolo hanno tra i propri obiettivi strategici quello di intervenire sul capacity building e sullo sviluppo organizzativo degli enti del terzo settore.

Accompagnamento per la valorizzazione della ricerca.

TIPO

Bando con scadenza.

SOSTEGNO FORNITO

Il budget a disposizione ammonta a 1.500.000 euro e sarà assegnato mediante concessione di contributi, per massimi 880.000 euro, e servizi di formazione, coaching e accompagnamento. 

OBIETTIVO

Favorire la partecipazione dei team di ricerca italiani alle opportunità di finanziamento dei programmi Pathfinder e Transition dell’European Innovation Council (EIC).

Premessa

Il Bando vEIColo è promosso congiuntamente dalla Fondazione Compagnia di San Paolo, tramite la Missione Valorizzare la ricerca, dalla Fondazione Cariplo, nell’ambito della Linea di mandato “Creare le condizioni abilitanti al rafforzamento delle comunità” e dalla Fondazione CDP, all’interno del settore “Assistenza e Ricerca scientifica”. 

Contesto e obiettivi specifici del Bando

I Paesi dell’Unione europea faticano a tradurre l’elevata intensità di conoscenza in output produttivi e valore di mercato, manifestando una difficoltà sistemica nel capitalizzare i risultati della ricerca di eccellenza di cui l’Unione è forte promotrice. A frenare il percorso “dal laboratorio al mercato” è la scarsità di risorse investite nel venture capital, in particolare in confronto con player mondiali come gli Stati Uniti. Lo European Innovation Scoreboard 2024 della Commissione Europea riporta, tuttavia, che la performance in materia di innovazione continua a migliorare raggiungendo un aumento del 10% dal 2017 e una crescita dello 0,5% tra il 2023 e il 2024: anno dopo anno, anche grazie alle iniziative di policy comunitarie, si riduce costantemente il gap con i Paesi leader su scala globale

Nel contesto europeo, l’Italia si configura come Moderate innovator. Infatti, la innovation performance nazionale è stimata al di sotto della media europea anche se sta migliorando a un ritmo superiore rispetto a quello del resto dell’UE (+10%).

Contribuisce certamente al miglioramento del posizionamento europeo l’investimento comunitario messo in campo nel programma quadro settennale di Horizon Europe, che ha visto la luce nel 2021 e che si estenderà fino al 2027. La novità introdotta da Horizon Europe all’interno del “terzo pilastro” è lo European Innovation Council (EIC), che promuove la cooperazione tra ricerca e industria sostenendo lo sviluppo di innovazioni tecnologiche breakthrough capaci di creare nuovi mercati interni e internazionali. L’obiettivo dello EIC è facilitare il passaggio delle tecnologie da uno stadio iniziale di sviluppo a uno stadio sufficientemente evoluto da consentirne l’applicabilità a livello industriale, riducendo contestualmente il rischio tecnologico. L’impianto dello EIC è costruito con l’intento di accompagnare il “viaggio dal laboratorio al mercato” lungo l’intero spettro del TRL (Technology Readiness Level) attraverso tre diversi programmi di finanziamento: EIC Pathfinder, che fornisce supporto nelle fasi iniziali dello sviluppo di soluzioni tecnologiche innovative (fino a TRL 4); EIC Transition, che si pone a sostegno della maturazione della tecnologia e la sua validazione di mercato (da TRL 4 a TRL 6); EIC Accelerator, che sostiene PMI e start up nello scalare innovazioni aventi il potenziale di imporsi sul mercato (da TRL 6 a TRL 8 e, potenzialmente, TRL 9).

Concentrandosi sulla performance italiana nel dettaglio dei tre programmi di finanziamento dello EIC, il tasso di successo nazionale complessivo, pari all’8,6%, è ancora al di sotto della media europea (9%), con la prestazione italiana che decresce all’aumentare del potenziale di sfruttamento industriale delle tecnologie. 

Può essere utile sottolineare come il contributo a tali stime venga in larga parte da un ristretto numero di realtà nazionali: osservando il dettaglio della composizione territoriale degli indici, risulta evidente una scarsa partecipazione delle regioni del Sud Italia, per le quali il success rate si riduce attorno al 6,5%.

A fronte di questi dati, appare sempre più necessario rendere maggiormente pervasiva la cultura dell’innovazione e dell’imprenditoria negli Atenei e negli Enti di ricerca: il processo passa attraverso la necessità di formare competenze – e cultura – che accompagnino la valorizzazione economica dei risultati della ricerca. Pare pertanto cruciale offrire al personale di ricerca occasioni di formazione e di accompagnamento rispetto alle opportunità di finanziamento legate ai programmi dello EIC. 

Il Bando vEIColo intende favorire la partecipazione dei team di ricerca italiani alle opportunità di finanziamento dei programmi Pathfinder e Transition dello EIC. Esso interessa l’intero territorio nazionale grazie alla collaborazione tra la Fondazione Compagnia di San Paolo, la Fondazione Cariplo e la Fondazione CDP. Le tre Fondazioni collaborano al fine di promuovere e rafforzare il loro impegno nell’ambito della ricerca scientifica e dell’innovazione in ambiti di cruciale rilevanza per il futuro dell’Italia. 

Sviluppo organizzativo degli enti non profit.

TIPO

Bando con scadenza.

SOSTEGNO FORNITO

€ 3.000.000

OBIETTIVO

Promuovere e facilitare il cambiamento interno alle organizzazioni (change management); favorire la transizione generazionale e il protagonismo giovanile all’interno delle organizzazioni; promuovere la sostenibilità ambientale delle organizzazioni.

PRINCIPALI LIMITI DI FINANZIAMENTO

Contributo minimo € 15.000 e massimo € 80.000, non superiore a 80% dei costi.

Premessa

Il bando è emesso dalle Aree Ambiente, Arte e Cultura e Servizi alla Persona nell’ambito della Linea di Mandato 4 “Creare le condizioni abilitanti al rafforzamento delle comunità”.

Contesto

Oltre 360 mila enti non profit a livello nazionale, diversi per natura giuridica, missione e dimensioni, un bacino di quasi 920 mila dipendenti e di circa 4,6 milioni di volontari. Il “Terzo Settore” nonostante le difficoltà di contesto degli ultimi anni, si conferma un pilastro essenziale del welfare, della coesione sociale, della partecipazione culturale, della sensibilizzazione e protezione dell’ambiente e della cittadinanza attiva.

Le organizzazioni non profit attive sul territorio di riferimento di Fondazione Cariplo sono oltre 61.000, danno lavoro a quasi 211.000 persone, mobilitano 1 milione di volontari.

Le organizzazioni non profit hanno nel tempo consolidato la propria capacità di intervento di fronte ai bisogni sociali e promosso una fondamentale offerta di animazione artistica, culturale, ricreativa e ambientale che sta contribuendo alla tenuta e alla valorizzazione del protagonismo delle nostre comunità.

In questo momento storico di grande incertezza e di sfide complesse, questi enti si trovano però di fronte a un doppio livello di difficoltà: da un lato devono affrontare i cambiamenti imposti dalla rapida evoluzione dei bisogni e del contesto di riferimento, dall’altro devono ripensare i propri modelli operativi per renderli più sostenibili e in grado di offrire servizi capaci di durare e di adattarsi nel tempo.

È quindi sempre più sentita da parte degli enti la necessità di rafforzare la propria visione strategica, di consolidare il proprio posizionamento nel contesto di riferimento, anche in termini di consapevolezza del valore generato e di rinnovamento delle modalità di relazione e condivisione, anche con le Istituzioni. Parallelamente, in un settore dove la principale risorsa è rappresentata dal capitale umano, stiamo assistendo a un momento cruciale di riflessione sulle professioni nel Terzo Settore, sia in termini di attrattività, reperimento e trattenimento di figure qualificate (in particolare per profili socio- educativi) sia, più in generale, in ottica di transizione generazionale.
L’indagine “Mille Voci per comprendere” mostra alcune difficoltà diffuse: a) la mancanza di candidati, in special modo se riferita alle professioni di cura; b) la mancanza di esperienza e/o competenze; c) le politiche retributive poco attrattive, similmente per professioni di cura (17%) e altre professioni in ambito culturale e ambientale (20%).

Le organizzazioni non profit devono ora rilanciare il proprio ruolo innovativo e diventare una leva fondamentale di cambiamento, dimostrando la capacità di attirare e coinvolgere i giovani, favorendo e governando il passaggio intergenerazionale. Alcune opportunità potrebbero scaturire dal nuovo quadro legislativo di riferimento, dalla transizione digitale e climatica e dal ripensamento dei modelli operativi per offrire servizi più sostenibili e resilienti. Diventano dunque fondamentali i temi del rafforzamento organizzativo e del capacity building.

Fondazione Cariplo, negli anni, ha dato centralità a questa riflessione attraverso diversi strumenti, settoriali e intersettoriali, riconducibili alla volontà di accompagnare i processi di rafforzamento e trasformazione delle organizzazioni e, più in generale, di migliorare la capacità degli enti che si interfacciano con la Fondazione stessa di perseguire la propria mission in maniera più efficace ed efficiente e di rispondere ai bisogni delle comunità.

Nel 2022 la Fondazione ha lanciato il Programma intersettoriale “Riprogettiamo il futuro”, con la finalità di accompagnare i processi di rafforzamento organizzativo e trasformazione degli enti che operano nei settori dell’Ambiente, dell’Arte e della Cultura e dei Servizi alla persona, rispondendo a due obiettivi specifici:

  1. migliorare il funzionamento e la sostenibilità economico-finanziaria delle organizzazioni;
  2. potenziare le competenze del personale delle organizzazioni.

Il programma prevede tre linee di lavoro:

  • la formazione a distanza fruibile attraverso la piattaforma Cariplo Social Innovation Lab, che mette a disposizione delle organizzazioni non profit un ambiente digitale con un catalogo di risorse formative e approfondimenti su tematiche rilevanti per il comparto di riferimento4 e propedeutici alla partecipazione al bando;
  • percorsi laboratoriali di mentorship, gratuiti, fruibili online (nel periodo marzo – maggio 2025) previa iscrizione, per rafforzare le capacità di gestione del cambiamento e per immaginare azioni di transizione generazionale e di sostenibilità ambientale, anche ai fini della candidatura al presente Bando;
  • il presente Bando “Riprogettiamo il Futuro”, giunto alla terza edizione.

Bussola finanziaria

Secondo l’ultimo Rapporto OCSE PISA, quasi uno studente su cinque in Italia non raggiunge il livello minimo di alfabetizzazione finanziaria, un dato che si accompagna a profondi divari di genere e di contesto socio-economico. Negli Istituti Professionali, in particolare, la metà degli studenti mostra lacune significative nella comprensione dei concetti di base legati al denaro, al risparmio e alla gestione economica. 

Con Bussola Finanziaria, Fondazione Cariplo intende rispondere a questi problemi, affiancando gli Istituti Professionali nell’introduzione dell’educazione finanziaria, come previsto dalla recente Legge n. 21/2024 (“Legge Capitali”) e dalle Linee guida per l’insegnamento trasversale dell’educazione civica (D.M. 183/2024)

Gli obiettivi del progetto sono:  

  • rafforzare il livello di educazione finanziaria degli studenti degli Istituti Professionali quinquennali coinvolti; 
  • valutare l’efficacia del progetto e dei suoi effetti sulle conoscenze e le competenze degli studenti, per individuare strumenti replicabili e diffondere buone pratiche; 
  • contribuire a rendere maggiormente efficace l’avvio dell’educazione finanziaria in ambito scolastico e, in generale, lo sviluppo dell’educazione finanziaria nel Paese. 

Nell’ipotizzare le modalità di intervento più coerente Fondazione Cariplo ha collaborato con partner qualificati nel campo dell’educazione finanziaria in ambito scolastico: eQwa Impresa Sociale, Fondazione per l’Educazione Finanziaria e Evaluation Lab di Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore. Il progetto prevede: 

  • lo sviluppo e l’avvio di laboratori, attività didattiche e percorsi formativi innovativi per rendere l’apprendimento concreto, coinvolgente e misurabile; 
  • la valutazione dell’efficacia del progetto e dei suoi effetti sulle conoscenze e le competenze degli studenti, per individuare strumenti replicabili e diffondere buone pratiche. 

Sono in programma 1.600 ore di formazione distribuite tra gli anni scolastici 2025/2026 e 2026/2027 durante le quali verranno coinvolti oltre 2.000 studenti di 36 Istituti Professionali di 12 province del territorio di riferimento e 360 ore complessive di analisi e misurazione delle competenze economico-finanziarie degli studenti nei due anni scolastici di progetto.  

Malattie rare

A partire dal 2021, Fondazione Cariplo e Fondazione Telethon ETS hanno avviato una collaborazione strategica volta a sostenere la ricerca di base nel campo delle malattie rare, sia di origine genetica sia non genetica con l’obiettivo comune di ampliare le conoscenze sui geni e sui meccanismi molecolari ancora inesplorati, favorendo così lo sviluppo di nuove opportunità terapeutiche.

La ricerca di base, in particolare nell’ambito delle malattie rare, rappresenta un settore cruciale ma ancora poco sostenuto a livello di investimenti eppure, proprio da questo tipo di ricerca derivano molte delle scoperte che aprono la strada alla ricerca applicata e alla comprensione di patologie più diffuse.

L’iniziativa tra le due Fondazioni ha già portato alla pubblicazione di tre edizioni del bando congiunto attraverso la quale sono stati finora sostenuti 59 progetti di ricerca, per un valore complessivo di 14 milioni di euro, di cui 34 realizzati da organizzazioni attive nei territori di riferimento di Fondazione Cariplo.

L’originalità del modello – che sostiene lo studio di geni, famiglie geniche, proteine e molecole di mRNA di cui è ancora sconosciuta la funzione – è stata riconosciuta anche a livello internazionale, con una pubblicazione sulla rivista scientifica Drug Discovery Today (marzo 2024).

Nel 2024, le due Fondazioni hanno concluso la terza edizione del bando congiunto e, alla luce dei risultati positivi ottenuti, hanno deciso di rinnovare la collaborazione sottoscrivendo un secondo Accordo Quadro per il triennio 2025–2027, consolidando così un impegno condiviso a favore della conoscenza scientifica e dell’innovazione nel campo delle malattie rare.

Rapporto Disuguaglianze

Nel 2022 Fondazione Cariplo ha avviato un percorso strutturato per approfondire il tema delle disuguaglianze e sostenere la ricerca in questo ambito, lanciando il Bando “Inequalities Research” e realizzando il Primo Rapporto Disuguaglianze.

Il Rapporto rappresenta uno strumento prezioso per sviluppare una visione ampia e informata sul fenomeno, esplorandone di volta in volta diverse dimensioni e offrendo chiavi di lettura utili per l’azione.
Il Primo Rapporto Disuguaglianze, pubblicato a marzo 2023, ha analizzato le radici e le principali dimensioni da cui nascono le disuguaglianze di opportunità, evidenziando come esse non siano solo un ostacolo per i singoli individui, ma una perdita per l’intera comunità.

Il Secondo Rapporto Disuguaglianze

A due anni di distanza nel 2025, Fondazione Cariplo presenta il Secondo Rapporto Disuguaglianze, frutto di un percorso di ricerca e dedicato all’analisi delle disuguaglianze e alla valorizzazione del potenziale umano.

L’obiettivo è comprendere in profondità i fattori che limitano o favoriscono le possibilità di crescita delle persone e delle comunità, offrendo nuovi dati, analisi e prospettive per orientare le politiche e le azioni collettive.

La ricerca mette in luce come la condizione economica, la famiglia e il luogo di origine incidano fortemente sulla “fioritura personale”, ma anche come il mentor e la comunità svolgano un ruolo decisivo: il mentor è la scintilla che accende la crescita, la rete è l’ossigeno che la alimenta.
Ridurre le disuguaglianze richiede un impegno condiviso e la costruzione di ecosistemi di opportunità: solo un sistema capace di creare condizioni favorevoli consente alle persone di sviluppare pienamente il proprio potenziale.

AGER – AGroalimentare E Ricerca 

AGER – AGroalimentare E Ricerca è un’iniziativa filantropica promossa da un consorzio di 18 Fondazioni di origine bancaria, con Fondazione Cariplo nel ruolo di capofila.  

Avviato nel 2008, AGER sostiene ricerca scientifica ad alto impatto applicativo nel settore agroalimentare italiano, con lo scopo di rafforzare la competitività delle filiere agroalimentari attraverso l’innovazione e garantire la sostenibilità delle produzioni agricole italiane.  

Le iniziative e i risultati delle prime tre edizioni di AGER 

Nel corso delle prime due edizioni, svolte rispettivamente dal 2008 al 2015 e dal 2016 al 2022, sono stati sostenuti complessivamente 32 progetti multipartner e caratterizzati da un forte carattere multidisciplinare. L’obiettivo primario di questi interventi era di favorire lo sviluppo e l’adozione di tecnologie e soluzioni agronomiche innovative, specificatamente rivolte a otto settori strategici dell’agroalimentare italiano: cerealicoltura, ortofrutticoltura, zootecnia, vitivinicoltura, acquacoltura, olivicoltura, agricoltura di montagna e produzioni lattiero-casearie. 

A partire dal 2021 ha preso il via la terza edizione di AGER, con un focus ancora più marcato sul sostegno alla ricerca e all’innovazione orientate a una produzione agricola sostenibile. In questa fase, particolare attenzione è stata dedicata all’ottimizzazione nell’uso delle risorse naturali e alla capacità di affrontare le sfide poste dai cambiamenti climatici. 

Uno degli interventi di rilievo di questa terza edizione è rappresentato dal bando “Dal suolo al campo”, grazie al quale sono stati finanziati tre progetti mirati allo studio approfondito del microbioma del suolo. L’obiettivo di tali ricerche è quello di valorizzare il ruolo dei microrganismi nella promozione della salute e della fertilità dei terreni agricoli italiani, migliorando al contempo l’efficienza nell’utilizzo di acqua e nutrienti. 

Alla fine del 2024 è stato inoltre promosso il bando “Colture Proteiche: innovazioni per un’alimentazione sostenibile”, pensato per sostenere attività di ricerca su nuove tecnologie e processi produttivi volti a migliorare la qualità e la sostenibilità delle colture leguminose. Il fine ultimo di questa iniziativa è duplice: da un lato, favorire la diversificazione delle fonti proteiche nella dieta, dall’altro, promuovere un incremento dell’utilizzo di proteine di origine vegetale, in linea con le più attuali esigenze di sostenibilità alimentare. 

Nel complesso, l’intervento delle Fondazioni a sostegno del settore agroalimentare cuba oltre 39 milioni di euro

Un approccio anticipatore e collaborativo nella ricerca agroalimentare 

Nel corso dei suoi quasi 18 anni di attività, AGER ha sostenuto progetti caratterizzati da approcci, tematiche e finalità tra loro molto diversi. Questa varietà ha rappresentato un punto di forza, consentendo di affrontare le sfide emergenti del settore agroalimentare italiano e di rispondere in modo dinamico ai bisogni delle filiere

Un elemento distintivo degli interventi finanziati da AGER è stato la loro capacità di anticipare temi di ricerca che oggi sono diventati centrali nell’agenda agricola europea. Tra questi si possono annoverare il contrasto ai cambiamenti climatici, la promozione dell’economia circolare e la tutela degli aspetti salutistici e nutrizionali del cibo. Tali scelte hanno permesso ad AGER di posizionarsi come un attore all’avanguardia, capace di guidare l’innovazione a livello nazionale. 

Attraverso i bandi, AGER non si è limitata a finanziare la ricerca, ma ha promosso attivamente modelli di collaborazione tra ricercatori e attori delle filiere produttive. L’obiettivo è stato quello di incentivare la co-generazione di conoscenza e garantire la trasferibilità delle innovazioni al mondo produttivo, così da realizzare impatti concreti e duraturi sul settore agroalimentare. 

Guardando al futuro, il valore aggiunto di AGER non si esaurisce nei risultati scientifici ottenuti. La vera forza risiede nella capacità di costruire una comunità di intenti che coinvolge Fondazioni, ricercatori e territori. Questa rete di relazioni, basata su fiducia e condivisione, rappresenta la chiave per affrontare e vincere collettivamente le sfide dell’agroalimentare e per promuovere un’innovazione realmente sostenibile. 

Creare valore condiviso attraverso l’ecosistema culturale.

TIPO

Bando con scadenza.

SOSTEGNO FORNITO

2.000.000 €

OBIETTIVO

Sostenere le organizzazioni culturali che si impegnano nel valorizzare la propria offerta.

Premessa

Il bando è emesso dall’Area Arte e Cultura di Fondazione Cariplo nell’ambito della Linea di mandato 1 – Creare valore condiviso attraverso il sostegno alla creazione e allo sviluppo sostenibile di ecosistemi territoriali.

Contesto

La cultura rappresenta un agente di cittadinanza e un potente motore di cambiamento all’interno del tessuto sociale, incrementando la conoscenza, la fiducia e il senso di appartenenza oltre che promuovendo i processi trasformativi e creativi. Un’offerta di cultura ricca, articolata e accessibile è, quindi, elemento essenziale per favorire pluralismo, crescita culturale e migliore qualità della vita, nonché sviluppo economico e nuove opportunità di formazione e occupazione.

In Italia, tuttavia, sia la spesa pubblica sia quella delle famiglie per la cultura rimangono al di sotto delle medie europee, con inevitabili contraccolpi per la qualità, il rinnovamento, la diversificazione e, talvolta, per la sopravvivenza dell’offerta stessa.

La Fondazione ritiene pertanto necessario rinnovare il proprio impegno nell’attribuire e riconoscere un valore all’offerta culturale di qualità intesa come vero e proprio “capitale sociale”, ossia elemento fondamentale per favorire la crescita e l’arricchimento culturale della società.
Come negli altri settori, anche in quello artistico- culturale la pandemia ha provocato un’accelerazione di alcuni processi di innovazione e tendenze in corso, stimolando lo sviluppo di nuovi linguaggi, modalità di espressione e metodologie di produzione, che necessitano ancora di essere integrati in maniera efficace in un’offerta rinnovata.

Portale Ambiente

Per favorire la diffusione del patrimonio di conoscenza ed esperienze generati dai progetti finanziati in campo ambientale, la Fondazione mette a disposizione i seguenti siti.

UbiGreen

Contiene la mappatura e le realizzazioni dei progetti finanziati nell’ambito dei bandi: “Gestione sostenibile delle acque” (20042006), “Tutelare la qualità delle acque” (2008-2011), “Tutelare e valorizzare la biodiversità” (2007-2011), “Realizzare la connessione ecologica” (2012-2016) e “Capitale Naturale (2017-2019).

OPR Osservatorio sulle pratiche di resilienza

Censisce le pratiche di resilienza realizzate prevalentemente nel territorio di riferimento della Fondazione.

Portale AgriECO

Raccoglie, documenta e rendeaccessibili i progetti e le iniziative promosse dall’Area Ambiente nel settore dell’agricoltura sostenibile e sociale.

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