Promuovere l’educazione alla sostenibilità attraverso linguaggi artistico-culturali e creativi nelle scuole.

TIPO

Bando con scadenza.

SOSTEGNO FORNITO

€ 1.200.000

OBIETTIVO

Promuovere l’educazione alla sostenibilità ambientale attraverso linguaggi artistico-culturali e creativi nelle scuole.

PRINCIPALI LIMITI DI FINANZIAMENTO

Contributo massimo € 50.000

Premessa

Il bando “Clima creativo – Promuovere l’educazione alla sostenibilità attraverso linguaggi artistico-culturali e creativi nelle scuole” è emesso congiuntamente dall’Area Ambiente e dall’Area Arte e Cultura nell’ambito dell’omonimo progetto della Linea di mandato 2 “Ridurre le disuguaglianze”.

Contesto

La crisi ambientale e climatica è ormai un dato di fatto ed è fondamentale che l’intera cittadinanza e le istituzioni si impegnino a intervenire per conservare il patrimonio naturale esistente per le future generazioni. In merito, i e le giovani dimostrano una crescente consapevolezza dei rischi di deterioramento della qualità ambientale, in particolare a causa del cambiamento climatico, ed esprimono preoccupazione per il loro futuro. Secondo un sondaggio su Giovani e Clima realizzato da EMG Different e WWF, circa 6 giovani intervistati su 10 dichiarano che il cambiamento climatico ha un impatto sulla propria vita (58% molto o abbastanza) e il 56% si dice impegnato in azioni quotidiane per affrontare la crisi climatica. Circa 8 giovani su 10 (77%) si dichiarano molto o abbastanza preoccupati dal cambiamento climatico e il 44% si aspetta subito interventi dalle istituzioni.

In un’epoca in cui l’accesso all’informazione è molto ampio, la diffusione di dati scientifici, immagini e storie sugli impatti della crisi climatica ha contribuito a generare un senso di urgenza nelle nuove generazioni, spingendole a impegnarsi nell’attivismo e a sostenere azioni e politiche ambientali più efficaci per la tutela dell’ambiente.

Questo interesse, che è tangibile sui social e nella partecipazione alle manifestazioni di protesta, può essere stimolato e coltivato a scuola, in particolare attraverso l’arte: la sua potenza espressiva può far comprendere in modo profondo l’importanza della questione ambientale, ispirando azioni e cambiamenti positivi, promuovendo la consapevolezza e la responsabilità individuale e collettiva. Grazie alla capacità di raggiungere un pubblico ampio e diversificato, i linguaggi artistici possono incoraggiare la riflessione critica e promuovere un cambiamento culturale che porti a un mondo più sostenibile ed equo. Una narrazione efficace può mobilitare la comunità, spingendola a partecipare attivamente alla tutela dell’ambiente, a scalfire abitudini dannose consolidate e a sostenere politiche e iniziative che promuovano la sostenibilità ambientale.

AttivAree

Il 60% del territorio italiano è rappresentato da centri minori, spesso piccolissimi. Le ragioni sono principalmente dovute alla peculiare conformazione orografica territoriale ma anche alla storia, che ha determinato – nel corso del tempo – complesse dinamiche di insediamento. 
Si tratta, per la maggior parte dei casi, di centri lontani dalle aree urbane, incastonati tra i rilievi montani o spalmati al largo delle pianure: luoghi che un tempo, quando si viveva quasi esclusivamente di agricoltura, erano floridi e popolati, ma che con l’inversione della congiuntura economica, hanno cominciato a subire un progressivo spopolamento. Le persone hanno iniziato a migrare, orientandosi verso le città ricercando opportunità di lavoro e di vita più praticabili e comode. 

L’abbandono è stato lento e inesorabile e ha investito prima i borghi più isolati, poi i paesi ed infine intere aree: le aree marginali. Terre lontane, sia a livello geografico (perché distanti dai centri urbani più antropizzati e organizzati in termini di servizi e opportunità) sia dal punto di vista culturale, perché “allontanate” da un’evoluzione sociale che ha cambiato radicalmente le esigenze delle persone. 

Sono stati tempi  di transizione condizionati da una ripresa economica che sembrava inarrestabile e che ha convogliato le persone verso le città, dove si prospettava una vita migliore, lontano dai ritmi comandati dalla natura, dai “calli sulle mani” e dalle “fasi lunari”. 

Tutto questo, però, oggi è cambiato ed è iniziata una nuova fase. Nell’arco di un paio di generazioni è maturata una nuova consapevolezza rispetto al rapporto con la terra, e qualcuno, forte di una tecnologica e di un sapere che fa la differenza, ritorna (in un percorso a ritroso) a calcare le orme di chi, da questi luoghi era partito… 

Nelle aree rurali e nei borghi sparsi per l’Italia, oggi si sono riaccesi i riflettori e le speranze. Si è ricominciato a guardare a questi luoghi come a ideali bastioni che hanno custodito la nostra storia, rappresentando di fatto – con gli attrattori ambientali, culturali e sociali unici di cui dispongono – una parte importante del nostro Patrimonio
Oggi esiste anche un mercato, promettente e preparato  a valorizzare questo Patrimonio, che deve però essere messo a sistema e guardato in modo nuovo, trasformando ciò che un tempo è stato motivo di abbandono in risorsa e ciò che è stato tramandato ed è rimasto in esperienza

Ed è con questo nuovo sguardo rivolto alle potenzialità inespresse di queste aree, che Fondazione Cariplo promuove AttivAree, il Programma intersettoriale che mira a riattivare le aree marginali del territorio di riferimento della Fondazione e ad aumentare la forza attrattiva del territorio nei confronti dei residenti, di potenziali investitori e dei poli urbani di riferimento, facendo leva sulle risorse delle comunità. 

 Gli Obiettivi 

La parola d’ordine è rigenerazione del territorio attraverso un processo di cambiamento che favorisca crescita sociale, culturale ed economica che si realizzerà: 

  • promuovendo i processi partecipativi
  • valorizzando il  ruolo e le competenze del terzo settore
  • adottando approcci intersettoriali che integrino aspetti ambientali, sociali, culturali, economici e opportunità di ricerca; 
  • sviluppando interazioni proficue tra aree interne e aree urbane; 
  • riutilizzando manufatti esistenti che non comportino ulteriore consumo di suolo. 

 I territori  

Il Programma AttivAree finanzia due progetti di “rinascita” delle aree interne che sono stati selezionati tra le idee progettuali,  presentate da 11 territori della Lombardia e del Verbano-Cusio-Ossola, durante la fase di Call che si è chiusa il 30 giugno 2016. I progetti, che riguardano le aree interne dell’Oltrepò Pavese e delle valli bresciane Trompia e  Sabbia, hanno colto l’idea dello sviluppo e del consolidamento strutturato di un immaginario ponte verso la città e i centri urbani di maggiori dimensioni, non in chiave di subalternità o di perdita della propria identità ma di complementarietà e di scambio di know how e servizi. Così come hanno condiviso una reinterpretazione del ruolo dell’agricoltura in una chiave ambientale, sociale e scientifica più moderna. 

I progetti 

Nel  progetto Oltrepò(BIO)diverso, promosso dalla Fondazione Sviluppo Oltrepò Pavese, si punta  sulla biodiversità come fattore di competitività, connessione, sviluppo e ripopolamento, un  progetto che si può definire di “rigenerazione rurale e comunitaria”. La biodiversità è intesa anche in senso sociale, culturale e interculturale, attribuendo un rinnovato ruolo all’agricoltura e al paesaggio anche come ambiti di applicazione di ricerca scientifica. L’accesso alla terra è un elemento fondamentale per promuovere l’attività agricola multifunzionale e per questo si intende lavorare per il superamento della frammentazione fondiaria e per la valorizzazione del patrimonio di biodiversità (ad esempio, la ricchezza di specie di farfalle presenti in Oltrepò è  pari a quella dell’intera Gran Bretagna). Collegata a questa visione, è l’idea di aprire la comunità locale a giovani e migranti e di sviluppare nuovi servizi che favoriscano il ripopolamento rurale e la conciliazione lavoro-famiglie e quindi una maggiore occupazione femminile, nonché la riattivazione di luoghi che rafforzi il processo di identità culturale collettiva. 

Nel progetto “Valli Resilienti”, proposto dalle Comunità Montane di Valle Trompia e Valle Sabbia, l’idea di rilancio è basata su una strategia articolata su diversi ambiti tematici, che punta a valorizzare le esperienze e competenze del territorio, insieme alle opportunità offerte dalle nuove tecnologie. Vi è inoltre un buon equilibrio tra il “dentro” e il “fuori”: da un lato servizi di prossimità agli abitanti gestiti in rete attraverso cooperative sociali e azioni di valorizzazione di prodotti locali, dall’altro efficienza amministrativa per attrarre nuovi investitori o accoglienza specializzata per target sociali fragili provenienti anche da altri territori. La leva che si intende utilizzare si basa sulla volontà di collaborazione e reciproca contaminazione tra i partner, scambiandosi buone pratiche e replicando quelle che funzionano. 

Prevenire è meglio che curare.

TIPO

Bando con scadenza.

SOSTEGNO FORNITO

€ 3.450.000

OBIETTIVO

Sostenere interventi di recupero urgenti e prioritari su beni di interesse storico-architettonico, con particolare attenzione al cambiamento climatico.

PRINCIPALI LIMITI DI FINANZIAMENTO

Contributo massimo € 130.000 e comunque non superiore all’80% dei costi totali preventivati per progetti che non prevedano la realizzazione di un assessment diagnostico;

contributo massimo € 150.000 e comunque non superiore all’80% dei costi totali preventivati per progetti che prevedano anche la realizzazione di un assessment diagnostico.

Premessa

Il bando è emesso dall’Area Arte e Cultura di Fondazione Cariplo nell’ambito della Linea di mandato “Creare valore condiviso attraverso il sostegno alla creazione e allo sviluppo sostenibile di ecosistemi territoriali”. Il bando è con scadenza.

Contesto

Le risorse economiche destinate alla conservazione del patrimonio storico-architettonico nel nostro Paese sono sempre inferiori al reale fabbisogno. È evidente la necessità di un cambio di paradigma per facilitare la buona gestione dei beni, adottando strategie di conservazione programmata in una logica di prevenzione dei danni, di restauri basati sul criterio del “minimo intervento” e di cura continua. Trascurare la programmazione di azioni di conservazione del patrimonio culturale potrebbe condurre alla perdita di sicurezza nella fruizione dei beni, fino alla loro inevitabile chiusura e abbandono.

In un contesto di cambiamento climatico, tale scelta diventa ancor più decisiva, poiché gli eventi metereologici estremi contribuiscono ad aggravare il degrado del patrimonio culturale minacciandone l’integrità e la trasmissibilità alle future generazioni. Al contempo, risulta urgente,nell’ambito dei beni storico-architettonici, favorire l’individuazione di strategie efficaci per affrontare la transizione climatica, in un’ottica di sostenibilità finanziaria, ambientale e sociale.
In linea con i principi della Convenzione di Faro, risulta infine imprescindibile promuovere la partecipazione attiva della cittadinanza per garantire una gestione sostenibile e condivisa del patrimonio culturale, rafforzando il legame tra i beni e le comunità di riferimento. Per favorire la creazione di tale legame, di particolare rilievo risulta l’educazione, anche presso le giovani generazioni, all’importanza che il patrimonio culturale riveste per le nostre comunità come valore identitario da trasmettere.

Centro di competenza per la rigenerazione urbana a base culturale.

TIPO

Bando con scadenza.

OBIETTIVO

Sostenere gli Enti pubblici e gli Enti del Terzo Settore nella definizione di progetti di rigenerazione urbana a base culturale.

Contesto

La Call è emessa dall’Area Arte e cultura nell’ambito della Linea di mandato 4 – Creare le condizioni abilitanti al rafforzamento delle comunità, con particolare riferimento all’intenzione di promuovere percorsi di competence building per il Terzo Settore e gli enti territoriali.

L’Area Arte e cultura di Fondazione Cariplo promuove da tempo linee d’intervento riconducibili al tema della “rigenerazione urbana a base culturale”, un approccio che vede nell’arte e nella cultura una leva di sviluppo per la ripresa di territori, aree e luoghi caratterizzati da condizioni di degrado o di abbandono.

Nel corso della realizzazione delle iniziative illustrate è diventata sempre più evidente la necessità di competenze tecniche specifiche su temi quali l’analisi del contesto di intervento, la progettazione di spazi ibridi e flessibili e la definizione di un business plan credibile e sostenibile.

In tal senso, Fondazione Cariplo può esercitare la propria natura sussidiaria non solo sostenendo la realizzazione di progetti di rigenerazione urbana a base culturale, ma anche promuovendo la diffusione delle competenze presenti nel proprio territorio di riferimento, il dibattito su tali temi e la creazione di nuove reti e partenariati tra le istituzioni e gli enti attivi da tempo nella progettazione e realizzazione di progetti orientati a creare spazi di produzione e fruizione culturale aperti, innovativi e sostenibili.

Get it!  

Get it! è un programma di capacity building e impact investment readiness promosso da Fondazione Cariplo e Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore e realizzato in collaborazione con Cariplo Factory. Nasce nel 2018 all’interno del programma intersettoriale di Fondazione Cariplo “Cariplo Social Innovation”, con l’obiettivo di sostenere su tutto il territorio nazionale lo sviluppo di idee e start-up promosse da innovatori under 35 e in grado di di generare impatto sociale, culturale e ambientale.  Il modello di Get it! – denominato “Social Venture Building Model – prevede:

  • la raccolta di soluzioni innovative a impatto in fase di early-stage mediante la promozione di  Call for Impact;
  • la selezione delle migliori iniziative candidate che accederanno a percorsi  gratuiti di incubazione/accelerazione e mentorship , con la possibilità di ricevere un investimento da parte della Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore.

Negli anni il modello si è evoluto attraverso nuove declinazioni tematiche e territoriali, sviluppando diverse edizioni di “Get it! 4 Partners” e mantenendo salda la missione di promuovere soluzioni capaci di generare valore condiviso.

A oggi, Get it! ha raccolto oltre 2.000 candidature e offerto circa 200 percorsi di empowerment, consentendo a FSVGDA di investire in 21 start-up a impatto.

Get it! tradizionale (2018 – in corso): La Call for Impact tradizionale di Get it! prevede, per le migliori iniziative selezionate, l’offerta di percorsi gratuiti di incubazione/accelerazione e mentorship su misura, della durata di 3+3 mesi, unitamente alla possibilità di accedere all’Investor Day annuale, durante il quale due tra le iniziative a impatto ambientale, culturale o sociale più promettenti potranno ricevere un investimento da parte di FSVGDA. Nelle prime quattro edizioni della Call for Impact tradizionale, il programma ha raccolto complessivamente 1.320 candidature, attivato 85 percorsi di empowerment e consentito di realizzare  investimenti in 17 start-up a impatto, di cui 13 nell’attuale portafoglio di investimenti di FSVGDA. La quinta edizione (2026–2028) offrirà 12 nuovi percorsi di empowerment e fino a 4 investimenti in altrettante start-up.

Get it! 4 Music (2024 – in corso): Nel 2024 è stata avviata Get it! 4 Music, iniziativa dedicata allo sviluppo dell’imprenditoria musicale italiana e realizzata dai partner di Get it! –  Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore e Cariplo Factory – con il coinvolgimento di Music Innovation Hub.

Il programma prevede, per le migliori iniziative selezionate, l’offerta di percorsi gratuiti di incubazione/accelerazione e mentorship su misura, della durata di 3+3 mesi, unitamente alla possibilità di accedere all’Investor Day, durante il quale le iniziative a impatto musicale più promettenti potranno ricevere un investimento da parte di FSVGDA. La prima edizione ha registrato 69 candidature, attivato 10 percorsi di accompagnamento e assegnato 2 investimenti. La nuova edizione, avviata nel 2026, mira a rafforzare la competitività internazionale delle imprese musicali emergenti, incrementando le opportunità di networking e visibilità nei contesti del settore.

Get it! 4 Oltrepò (2025- in corso): Get it! 4 Oltrepò Pavese è promosso nell’ambito di “Get it! – Percorso di Valore” dalla Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore in partnership con Cariplo Factory e Colline e Oltre ed è realizzato con il contributo di Fondazione Cariplo e Fondazione Monte di Lombardia, con il patrocinio di Assolombarda di Pavia e con il supporto tecnico di POYM.

L’iniziativa nasce con l’obiettivo di valorizzare il territorio dell’Oltrepò Pavese, rafforzandone in chiave sostenibile e innovativa la competitività del tessuto imprenditoriale, attraverso la collaborazione tra aziende, start-up e attori territoriali. Il programma si rivolge a idee e start-up che promuovono soluzioni innovative a impatto sociale, ambientale e culturale, con particolare focus su: Agritech, Tourism & Hospitality e Food & Wine. Alle migliori idee progettuali il programma offre un percorso gratuito di incubazione/accelerazione e advisory, della durata di 3 mesi, mentre alle migliori start-up la possibilità di realizzare un Proof of Concept, in collaborazione con imprese del territorio dell’Oltrepò Pavese, finalizzato a testare la propria soluzione in contesti operativi reali e validarne l’impatto operativo e di mercato. Le iniziative più promettenti, al termine dei percorsi, potranno beneficiare di un eventuale investimento da parte di FSVGDA. Il percorso integra attività di osservazione territoriale, networking con imprese locali, mentoring specializzato, sviluppo di progetti pilota e supporto all’accesso a investimenti.  L’iniziativa si collega alle politiche territoriali per la rigenerazione economica e rappresenta un modello replicabile di innovazione locale

Restituire alle comunità attraverso la cultura luoghi in condizione di disuso.

TIPO

Bando con scadenza.

SOSTEGNO FORNITO

€ 5.000.000

OBIETTIVO

Promuovere la rigenerazione culturale di edifici ed aree in condizione di disuso.

PRINCIPALI LIMITI DI FINANZIAMENTO

Contributo massimo € 350.000 e non superiore al 70% dei costi totali.

Premessa

Il bando è emesso dall’Area Arte e Cultura di Fondazione Cariplo nell’ambito della Linea di mandato 1 “Creare valore condiviso, attraverso il sostegno alla creazione e allo sviluppo sostenibile di ecosistemi territoriali”. Il bando è con scadenza.

Contesto

Fondazione Cariplo lavora da oltre un ventennio a favore della conservazione e della valorizzazione del patrimonio storico-architettonico di pregio sia per la creazione ed il consolidamento di sistemi e distretti culturali, sia per la realizzazione di interventi di rifunzionalizzazione di beni, con particolare attenzione alla loro riattivazione, gestione e sostenibilità economica.

La sempre più diffusa presenza – all’interno dei tessuti urbani ed extra urbani – di edifici ed aree circostanti inutilizzati o sottoutilizzati, rappresenta una delle ragioni che concorrono al verificarsi di fenomeni di degrado fisico e rischio sociale per le comunità locali. Pertanto, è importante facilitare percorsi di rigenerazione che possano rappresentare un’occasione per le persone di rivivere questi luoghi, ormai privi della loro funzione originaria, come luoghi in attesa di essere riscoperti e come risorse da riattivare.

La rigenerazione degli edifici e il ripristino di condizioni di originaria integrità delle aree esterne circostanti contribuiscono infatti a creare condizioni favorevoli per il benessere delle comunità, promuovendo inoltre la consapevolezza che vivere in un contesto riattivato e partecipato possa contribuire a migliorare la qualità della vita delle persone.
In tal senso, meritevole di attenzione ed intervento è anche la perdita d’uso di molti edifici legati al culto e all’ambito religioso, fenomeno crescente in tutta Europa, che in Italia si distingue non solo in termini numerici, ma anche per l’impatto proprio sul patrimonio architettonico di pregio.

In anni più recenti, la Fondazione ha sperimentato su questi temi approcci innovativi, come quello del riuso transitorio, per la rifunzionalizzazione di beni storici ed edifici in condizioni di disuso e sottoutilizzo, e nuove modalità di azione per la valorizzazione e la riqualificazione di contesti paesaggistici degradati.

In molti di questi casi si è confermato che il sostegno a questo tipo di operazioni, per avere un’efficacia di medio-lungo termine, debba contemplare non solo la componente economica dedicata agli investimenti strutturali, ma fornire anche un incentivo all’avvio e alla gestione diattività, con particolare attenzione al coinvolgimento delle comunità di riferimento, sia nelle fasi di progettazione degli interventi che, poi, in quelle di realizzazione e monitoraggio. Decisivo, poi, appare il loro posizionamento in strategie più ampie di valorizzazione del contesto territoriale, sia in chiave di sviluppo e reinterpretazione delle filiere locali che di inserimento nel tessuto sociale e culturale. In queste diverse esperienze è inoltre diventata sempre più evidente la necessità di competenze tecniche specifiche; a tal fine Fondazione Cariplo promuove dal 2024 il progetto “BeiLuoghi” volto alla condivisione di competenze sulla rigenerazione urbana a base culturale e alla creazione di nuove reti e partenariati tra le istituzioni e alcuni soggetti attivi da tempo nella progettazione e realizzazione di progetti orientati a creare spazi di natura culturale.

Rigenerazione urbana a base culturale

L’Area Arte e Cultura di Fondazione Cariplo promuove da tempo linee d’intervento riconducibili al tema della “rigenerazione urbana a base culturale”, un approccio che vede nell’arte e nella cultura una leva di sviluppo per la ripresa di territori, aree e luoghi caratterizzati da condizioni di degrado o di abbandono.

Il percorso progettuale

L’esperienza della Fondazione in tale ambito comprende iniziative quali, ad esempio, il progetto Distretti Culturali, concepito e sviluppato tra il 2004 e il 2015 per promuovere la valorizzazione del patrimonio culturale in una logica di sviluppo sinergico del territorio. Se i sei Distretti realizzati hanno trovato maggior diffusione prevalentemente in aree extraurbane, salvo le esperienze di Cremona e Mantova, attraverso il bando Cultura e aree urbane Fondazione ha sostenuto tra il 2011 e il 2013 esperienze di recupero e riuso di luoghi nelle città in un percorso di supporto alla progettazione e all’attuazione.

Sulla scorta di queste esperienze, nel 2018 la Fondazione, insieme a Regione Lombardia e Unioncamere Lombardia, ha siglato un Accordo di collaborazione volto alla progettazione e alla realizzazione di Piani Integrati della Cultura (PIC) finalizzati ad attuare, sia su scala territoriale che su tematiche prioritarie, interventi integrati e sinergici sul patrimonio e sulla produzione culturale in grado di promuovere processi di valorizzazione, consolidandone il legame con lo sviluppo economico e l’attrattività turistica. Nati per iniziativa pubblica, i PIC rappresentano il naturale coronamento di un processo condotto in collaborazione con un’istituzione privata, che si è sempre posta l’obiettivo di innovare, sperimentare, catalizzare risorse potenziali. Un ulteriore esempio è rappresentato dal Programma intersettoriale Lacittàintorno, lanciato nel 2016 nell’ambito di un Protocollo di intesa con il Comune di Milano, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita e dell’offerta culturale in tre aree milanesi individuate come prioritarie in termini di criticità e di potenziali risorse. Negli ultimi anni, inoltre, sono stati emessi bandi espressamente volti alla rigenerazione di spazi dismessi attraverso l’innesto di nuove funzioni culturali, come il bando Spazi in trasformazione (2021), o finalizzati al ripristino dell’originale bellezza, anche paesaggistica, dei luoghi oggetto d’intervento, come il bando La bellezza ritrovata (2021). L’iniziativa più recente in tale ambito è rappresentata dal bando Luoghi da rigenerare (attivo dal 2023), strumento teso a promuovere la riattivazione di luoghi inseriti in contesti già oggetto di politiche pubbliche e processi di rigenerazione, con l’obiettivo di promuovere azioni integrate e sostenibili sul lungo periodo.

Il rafforzamento delle competenze

Nel corso della realizzazione delle iniziative, si è resa sempre più evidente la necessità di competenze tecniche specifiche che soggetti esperti nella produzione e gestione di attività artistiche e culturali non necessariamente possiedono. In particolar modo, negli ultimi anni tale necessità è stata riscontrata nell’ambito della realizzazione del percorso di accompagnamento sul bando Spazi in trasformazione: l’accompagnamento, realizzato con il supporto tecnico di KCity – Rigenerazione urbana, è stato proposto con l’obiettivo di diffondere l’approccio francese dell’urbanismo transitorio promosso dal bando stesso e le opportunità ad esso connesse. In tale occasione si è rilevata, da un lato, una buona qualità nella proposta artistica e culturale immaginata dagli enti proponenti; dall’altro lato, invece, in alcuni casi si è rivelato difficoltoso affrontare ragionamenti in merito al contesto, alla visione di trasformazione sul lungo periodo e alla sostenibilità delle operazioni. Oltre alla consulenza one-to-one riservata agli enti beneficiari del bando Spazi in trasformazione, con KCity sono state organizzate anche sessioni di formazione online sul metodo e gli strumenti del riuso transitorio e, a conclusione dei 3 anni di accompagnamento, è stato prodotto un report finale sull’esperienza disponibile sul sito di KCity.

Sulla base delle esperienze citate, dal 2023 Fondazione Cariplo ha scelto di lavorare sulla diffusione di competenze nell’ambito della rigenerazione urbana a base culturale, supportando gli enti del Terzo Settore e gli enti pubblici del proprio territorio di riferimento (Lombardia e province di Novara e VCO) nell’ideazione e definizione di proposte progettuali coerenti, sostenibili sul lungo periodo e integrate con i piani di sviluppo dei contesti in cui si collocano. È con queste intenzioni che è stato avviato il lavoro finalizzato all’istituzione di un hub per la rigenerazione urbana a base culturale, dal nome BeiLuoghi, nella convinzione che la rigenerazione urbana a base culturale rappresenti un potente strumento a sostegno di processi di sviluppo sostenibili, accessibili e innovativi. BeiLuoghi, progettato e realizzato in collaborazione con Fondazione Housing Sociale, si propone di diventare uno spazio e un riferimento per l’avvio e sviluppo di una stagione di progetti di rigenerazione urbana a base culturale, promuovendo la diffusione di conoscenze e strumenti per lo sviluppo del territorio e di infrastrutture sociali sostenibili. In tal senso il ruolo del progetto è anche quello di favorire l’intermediazione tra soggetti di diversa natura, offrendo l’opportunità di facilitare lo sviluppo di progetti articolati e condivisi.

I prossimi step

Da settembre 2025 riparte il percorso di accompagnamento realizzato con la consulenza tecnica di Avanzi – Sostenibilità per azioni, CheFare, Codici Ricerca e intervento, KCity e l’Area Progettazione di Fondazione Housing Sociale, che affiancheranno i 9 enti selezionati tramite Call nella progettazione di luoghi attrattivi, sostenibili e condivisi con le comunità dei territori di riferimento.

Creare valore condiviso attraverso l’ecosistema culturale.

TIPO

Bando con scadenza.

SOSTEGNO FORNITO

2.000.000 €

OBIETTIVO

Sostenere le organizzazioni culturali che si impegnano nel valorizzare la propria offerta.

Premessa

Il bando è emesso dall’Area Arte e Cultura di Fondazione Cariplo nell’ambito della Linea di mandato 1 – Creare valore condiviso attraverso il sostegno alla creazione e allo sviluppo sostenibile di ecosistemi territoriali.

Contesto

La cultura rappresenta un agente di cittadinanza e un potente motore di cambiamento all’interno del tessuto sociale, incrementando la conoscenza, la fiducia e il senso di appartenenza oltre che promuovendo i processi trasformativi e creativi. Un’offerta di cultura ricca, articolata e accessibile è, quindi, elemento essenziale per favorire pluralismo, crescita culturale e migliore qualità della vita, nonché sviluppo economico e nuove opportunità di formazione e occupazione.

In Italia, tuttavia, sia la spesa pubblica sia quella delle famiglie per la cultura rimangono al di sotto delle medie europee, con inevitabili contraccolpi per la qualità, il rinnovamento, la diversificazione e, talvolta, per la sopravvivenza dell’offerta stessa.

La Fondazione ritiene pertanto necessario rinnovare il proprio impegno nell’attribuire e riconoscere un valore all’offerta culturale di qualità intesa come vero e proprio “capitale sociale”, ossia elemento fondamentale per favorire la crescita e l’arricchimento culturale della società.
Come negli altri settori, anche in quello artistico- culturale la pandemia ha provocato un’accelerazione di alcuni processi di innovazione e tendenze in corso, stimolando lo sviluppo di nuovi linguaggi, modalità di espressione e metodologie di produzione, che necessitano ancora di essere integrati in maniera efficace in un’offerta rinnovata.

Contrastare le disuguaglianze attraverso la cultura e la socialità.

TIPO

Bando con scadenza.

SOSTEGNO FORNITO

€ 2.000.000

OBIETTIVO

Favorire l’accesso a un’offerta culturale ampia e diffusa e valorizzare la dimensione sociale della cultura.

PRINCIPALI LIMITI DI FINANZIAMENTO

Richiesta complessiva di contributo compresa fra i 20.000 € e i 150.000 € e non superiore al 70% dei costi totali.

Premessa

Il bando è emesso dall’Area Arte e Cultura nell’ambito della Linea di mandato Ridurre le disuguaglianze, intervenendo sulle diverse forme di povertà e fragilità.

Contesto

Un’offerta culturale diffusa, accessibile e condivisa contribuisce a promuovere il benessere e a migliorare la qualità in ogni contesto di vita: una sua distribuzione più equa è utile per contrastare il divario in termini di opportunità, competenze e inclusione sociale tra persone che abitano contesti diversi. Un esempio sono le diverse iniziative, avviate negli ultimi anni, che promuovono cultura e socialità in aree spesso poco servite e che tentano, anche con difficoltà, di colmare il divario centro- periferia creando dei presidi di produzione e fruizione culturale diffusi sul territorio.

Inoltre, la condivisione di esperienze coinvolgenti e stimolanti in una situazione pubblica consente alla cultura di agire come collante sociale, facilitando la nascita e il rafforzamento di legami tra persone diverse per età, interessi, origini e competenze, contribuendo a contrastare la polarizzazione sociale e culturale che sempre più contraddistingue la nostra società. Tali esperienze educano al riconoscimento reciproco, allo scambio, al confronto, al rispetto, oltre a rendere possibili incontri imprevisti con persone esterne alle cerchie abituali: rappresentano quindi una parte fondamentale del “fare comunità”.

Consapevole dell’importanza della cultura nella formazione individuale, nello sviluppo di competenze e nella promozione di una società coesa e prospera, Fondazione Cariplo intende investire sul contrasto alle disuguaglianze di opportunità e di accesso alla cultura, promuovendo lo sviluppo di un’offerta culturale diffusa sul territorio in modo capillare e realmente inclusiva, capace di intercettare e coinvolgere tutte quelle persone che, per vari motivi, hanno difficoltà ad avvicinarsi e orientarsi autonomamente.

Distretti Culturali (2004 – 2015)

Il progetto Distretti Culturali è stato avviato nel 2004 da Fondazione Cariplo, in collaborazione con Regione Lombardia e il Politecnico di Milano, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio culturale lombardo in una prospettiva di sviluppo territoriale.

Il primo esperimento è stato il Distretto culturale dei Magistri Comacini, in provincia di Como, che ha dato avvio a un modello innovativo: il distretto culturale come ecosistema territoriale in cui beni culturali e ambientali, servizi e attività produttive operano in sinergia.

Il progetto si è contraddistinto per:

  • una visione di lungo periodo;
  • l’investimento sul capitale umano;
  • l’integrazione tra cultura e filiere produttive;
  • l’innovazione nei servizi e nelle metodologie;
  • la sostenibilità delle azioni.

Unico in Italia per durata e dimensioni, il progetto ha previsto un percorso di accompagnamento e verifica della fattibilità dei distretti sul territorio, culminando nella realizzazione di sei distretti culturali in Lombardia.

Grazie a un cofinanziamento di 20 milioni di euro da parte della Fondazione, e al contributo significativo dei territori coinvolti, sono stati attivati:

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