Fondazione Cariplo presenta la filantropia del 2016

La Commissione Centrale di Beneficenza di Fondazione Cariplo, nella seduta del 3 novembre 2015, ha approvato il Documento programmatico che contiene budget e indicazioni per le attività sulle quali intende impegnarsi nel 2016. L'attività filantropica non subirà flessioni, anzi: oltre 152 milioni di euro verranno destinati al sostegno di progetti di enti non profit nel campo dell'arte e della cultura, per le attività nel settore ambientale, per il sociale e per la ricerca scientifica.

Questo il dettaglio:

  • 11,2 mln di euro per il sostegno a progetti in campo ambientale
  • 30 mln di euro per il sostegno a progetti per l’arte e la cultura
  • 45,4 mln di euro per il sostegno ai servizi alla persona e al volontariato
  • 22,6 mln di euro per il sostegno a progetti per la ricerca scientifica
  • 43 mln di euro ad altri settori e attività

'Proseguiamo nel solco della continuità, senza ridurre le risorse per l'attività filantropica - ha dichiarato Giuseppe Guzzetti, Presidente di Fondazione Cariploanzi, abbiamo un margine di incremento, rispetto alla base di 150 milioni annui che ci siamo dati come obiettivo; ma siamo consapevoli che non solo la quantità delle risorse è importante, ma anche il modo con cui esse vengono destinate ai progetti'.

Ecco dunque un'importante novità: Fondazione Cariplo si impegna a realizzare quattro grandi programmi intersettoriali che attivino risorse e competenze trasversali della fondazione su iniziative mirate a generare innovazione ed avere forte impatto sociale. Per il 2016, le quattro iniziative avranno un budget complessivo di 7,5 milioni di euro; nei tre anni successivi, potranno invece contare su circa 10 milioni di euro ciascuna.

Di seguito i 4 nuovi programmi intersettoriali:

  1. Periferie sociali: una grande iniziativa che punta a migliorare la qualità della vita nelle periferie attraverso la riqualificazione urbanistico-architettonica-ambientale, il rafforzamento della coesione sociale in zone degradate, lo sviluppo dell’imprenditorialità sociale e culturale, l'attenzione ai beni comuni e all’ambiente;
  2. Attiv·aree​:: riattivare le aree interne, in particolar modo quelle montane, caratterizzate da spopolamento e abbandono; azioni di potenziamento e innovazione delle filiere tipiche delle aree interne (agricoltura, allevamento, turismo) per facilitare la creazione di nuova occupazione, principalmente giovanile, passando per la ricostituzione delle identità culturali locali, la prevenzione del rischio idrogeologico, il miglioramento della qualità della vita;
  3. Cariplofactory: la creazione di un hub, a partire da un luogo fisico, che attraverso la rete di Fondazione Cariplo contribuisca a creare occupazione per i giovani; un incontro di saperi tra PMI e grandi aziende, imprese sociali, imprese culturali, scuole, università, enti di formazione, fablab, incubatori/acceleratori;
  4. Innovazione sociale, Capacity building del Terzo Settore e Impact investing: se efficacemente sostenuti, il Terzo Settore e i nuovi soggetti che si affacciano nel campo dell’imprenditoria sociale potrebbero promuovere un processo di ammodernamento e innovazione. La finanza sociale/ impact investing potrebbe supportare un ecosistema di imprenditoria sociale fortemente orientata all’innovazione applicata ai campi di welfare, cultura e ambiente.

'Oltre alla tradizionale attività filantropica  - ha spiegato Sergio Urbani, Segretario Generale della fondazione - attiveremo quattro grandi programmi che esprimono in maniera forte l’identità che Fondazione Cariplo si è costruita fino ad oggi, con l'obiettivo di concentrare risorse economiche e competenze della nostra struttura operativa per realizzare importanti iniziative pluriennali che faranno innovazione, sperimentazione e che – vogliamo - producano impatto'.

Una logica nuova che, ai mille progetti finanziati ogni anno e realizzati dalle organizzazioni non profit sostenute da Fondazione Cariplo, aggiunge un elemento di sfida: aprire nuove frontiere e immaginare nuovi modelli 'per soluzioni a problemi che sono sotto gli occhi di tutti, ma sui quali occorre concentrarsi con uno sforzo speciale e straordinario'.

'In passato abbiamo già dato vita a programmi di questo tipo - ha ricordato Guzzetti - con l'housing sociale, i distretti culturali, per i progetti a sostegno del welfare di comunità, ad esempio, per il quale nel 2016 metteremo a disposizione altri 10 milioni di euro, ma mai avevamo affrontato le questioni creando task force che coinvolgessero più aree sullo stesso tema. Un nuovo approccio multidisciplinare che sono sicuro darà ottimi risultati'. Focus speciali restano i giovani e l'occupazione: “Già ora, ogni anno, migliaia di giovani trovano un’opportunità di lavoro insieme ai progetti di Fondazione Cariplo, in collaborazione con aziende, istituzioni e organizzazioni non profit. La filantropia dimostra di essere un fatto concreto – conclude Guzzetti. Vogliamo continuare su questa strada”.

La filantropia realizzata da Fondazione Cariplo, infatti, coi suoi progetti ha già dimostrato di saper generare anche migliaia di opportunità di lavoro per i giovani. Qualche esempio: lo Sportello Green Jobs che si occupa di orientamento, formazione all’autoimprenditorialità green e alternanza scuola/lavoro di giovani studenti: l’obiettivo è creare 150 tirocini extracurriculari. Il nuovo progetto NEETwork per contribuire all’attivazione di giovani, dai 18 ai 24 anni con scarsa scolarizzazione, sta attivando 1000 tirocini retribuiti. Startup Revolutionary Road che, in collaborazione con Microsoft e Fondazione Filarete, ha raggiunto finora oltre 60.000 giovani con attività di training e formato più di 8000 ragazzi durante le Startup School, ha fatto nascere più di 300 startup e creato oltre 3500 occasioni di lavoro. I 6 distretti culturali realizzati in Lombardia hanno coinvolto 3000 imprese e professionisti.