Cosa accade quando usiamo le parole della disabilità per offendere o per far ridere? Il problema non è “una parola sbagliata”. Il problema è l’immaginario abilista che il linguaggio alimenta e riproduce: nella vita quotidiana, nei media, nelle istituzioni. Quando la disabilità viene usata come insulto, come metafora per degradare, come dispositivo narrativo per far ridere, le persone vengono ridotte a simboli e scorciatoie emotive. E questo ha conseguenze concrete: rafforza stereotipi, legittima discriminazioni, rende più difficile se non impossibile la piena partecipazione alla vita sociale.
Questi termini non sono neutri né “solo battute”: producono un danno reale sulle persone con sindrome di Down e, più in generale, su tutte le persone con disabilità. Per la Giornata Mondiale sulla sindrome di Down, 21 marzo 2026, CoorDown lancia la campagna di sensibilizzazione internazionale “JUST EVOLVE” sostenuta da Fondazione Cariplo per chiedere a ognuno di fare un salto culturale e di responsabilità: far diventare un lontano ricordo del passato le parole della disabilità usate per offendere. Cambiare, far evolvere il nostro linguaggio per produrre un cambiamento sostanziale in ogni comunità, è una chiamata all’azione per tutte le persone, aziende, media, scuole, istituzioni. Perché scegliere una narrazione più accurata e rispettosa non è solo un gesto di cortesia: è un atto che costruisce un mondo più equo e a misura di ognuno.
Fondazione Cariplo e la campagna Just Evolve
Il lancio di Just Evolve vede Fondazione Cariplo e il suo programma Destinazione Autonomia impegnati nel promuovere una cultura inclusiva. Il programma da 20 milioni di euro, punta a garantire la piena realizzazione di 1.000 Progetti di Vita per le persone con disabilità attraverso interventi su casa, lavoro, cultura accessibile e tecnologia. Cambiare il linguaggio è il primo passo per costruire una cultura del rispetto, a cui vanno affiancate azioni concrete che traducano i diritti in opportunità reali. Dal 2003 Fondazione Cariplo ha sostenuto oltre 160 progetti sul tema dell’abitare e 35 progetti di inserimento lavorativo.
Claudia Sorlini, Vice Presidente Fondazione Cariplo: «Una cultura che valorizzi le persone consente di aprire la strada verso azioni concrete, per rispondere ai bisogni di chi ne è direttamente coinvolto e delle loro famiglie. Con il programma Destinazione Autonomia, Fondazione Cariplo trasforma questi principi in attività tangibili: il programma garantisce la piena realizzazione dei progetti di vita delle persone con disabilità, per l’accesso alla casa, al lavoro, a occasioni di vera socializzazione. L’autonomia non può essere un privilegio: è un diritto di ciascuno. L’impegno è collettivo e non più rinviabile. Campagne di comunicazione come questa di CoorDown sono importanti per alimentare una condivisione di valori su questi temi».
Fino al 21 marzo, i social media di @CoorDown ospitano e rilanciano storie di persone con disabilità e delle loro famiglie in cui raccontano quali abitudini del passato sono state superate e come oggi sia il momento di evolversi.
In più, CoorDown ha creato un agente AI – a cura di FAIRFLAI – addestrato per guidare gli utenti che vogliono capire di più sull’argomento e attivarsi, trovare azioni concrete da realizzare per creare una cultura del rispetto e dell’inclusione a partire dal linguaggio. Con il movimento “Just Evolve” CoorDown coinvolge aziende, media, scuole e insegnanti, famiglie, gruppi di amici e associazioni chiedendo di impegnarsi e di diventare parte del cambiamento culturale necessario per superare una volta per tutte la “parola con la R”. Come prima azione CoorDown ha aderito alla raccolta firme lanciata da OMAR, Osservatorio Malattie Rare, che con una lettera aperta chiede di modificare la parola “minorati nella Costituzione Italiana”.
Le campagne di sensibilizzazione sulla disabilità hanno per anni cercato di ridurne o eliminarne l’utilizzo, sembrava che fosse una conquista alla portata, eppure stiamo assistendo a una sorprendente rinascita del loro uso, in parte perché persone in posizioni di potere e influenza hanno scelto di pronunciarle pubblicamente: da politici, CEO, fino a famosi podcaster, comici, stand up comedian, influencer, con una crescita di utilizzo sul social media X del 200% nel solo mese di novembre 2025 (Dati Montclair State University). Questa rinnovata visibilità contribuisce a legittimare l’uso di queste parole in ogni ambito della vita sociale: a scuola come insulto tra studenti, al lavoro come scherzo tra colleghi, nello sport come simbolo di fallimento.