29 Ottobre 2025

Il lavoro di cura è al centro di una crisi silenziosa, ma sempre più urgente. A rilanciare una questione cruciale per il Paese è stato l’evento “Prendersi cura di chi cura”, promosso da Fondazione Cariplo in collaborazione con Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore per discutere le difficoltà nel reperire e trattenere professionisti qualificati nei servizi del Terzo Settore.

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Il Quaderno di ricerca n.52, curato dall’Evaluation Lab di FSVGDA, fotografa infatti un mercato del lavoro in forte tensione: da un lato, la domanda di psicologi, educatori e assistenti sociali è in costante crescita; dall’altro, l’offerta fatica a tenere il passo, complici il fabbisogno di personale del settore pubblico e condizioni contrattuali spesso poco attrattive.

Nonostante un aumento del 30% delle iscrizioni universitarie nei corsi di laurea legati alle professioni di cura negli ultimi dieci anni (fa eccezione il settore socio-assistenziale che registra, a partire dal 2020, una diminuzione di circa il 10%), il Terzo Settore fronteggia grosse difficoltà. I dati evidenziano chiaramente le problematicità: stipendi più bassi, carichi di lavoro elevati, limitate prospettive di crescita e una percezione sociale ancora debole del “valore della cura” rendono complesso attrarre giovani professionisti e trattenere personale con esperienza.

Durante l’evento, articolato in tre panel, sono stati discussi i dati raccolti nella ricerca e sono emerse proposte concrete: al di là del nodo di fondo dell’aumento delle retribuzioni, si possono migliorare le condizioni contrattuali, investire in campagne di sensibilizzazione e i programmi di formazione continua, costruire alleanze tra università, enti del Terzo Settore e istituzioni. L’obiettivo? Ridare dignità e attrattività a un insieme di professioni che sono il pilastro del welfare e specchio della nostra capacità di prenderci cura gli uni degli altri.

Tre panel hanno scandito il ritmo dell’incontro, offrendo uno sguardo plurale e approfondito sulle sfide del lavoro di cura. Il primo, “Un valore (s)conosciuto”, ha affrontato le dimensioni culturali, economiche e di genere del lavoro sociale, con interventi di Barbara Da Roit (Università Ca’ Foscari Venezia), Stefano Granata (Confcooperative Federsolidarietà), Paolo Dell’Oca (Fondazione Arché) e Matilde Zanni (Consorzio dei Servizi Sociali del Verbano). Il secondo, “Dal sapere al saper fare”, ha ragionato sullo sviluppo di competenze specialistiche e trasversali tra formazione accademica e mondo del lavoro, con contributi di Eleonora Cortesi (Consorzio Consolida), Elena Luciano (Università di Milano-Bicocca), Salvatore Semeraro (Consorzio SiR) e Ilaria Botta (Consorzio Il Filo da Tessere). Il terzo, “Utili in tempo utile”, ha messo al centro il protagonismo giovanile e la necessità di transizioni generazionali nelle organizzazioni, con Francesca Gennai (Consorzio Nazionale CGM), Paolo Tartaglione (CNCA Lombardia, Cooperativa Sociale Arimo), Rossana Aceti (Cooperativa Il Pugno Aperto) e Simone Buzzella (Cooperativa Sineresi).

Valeria Negrini, Vice Presidente Fondazione Cariplo: “Il welfare sociale presenta, da tempo, diverse fragilità dovute ad una pluralità di fattori, tra cui l’insufficiente  finanziamento, la presenza di forti diseguaglianze territoriali in termini di servizi, il forte squilibrio nell’uso delle risorse destinate più a favore dei trasferimenti monetari piuttosto che al finanziamento dei servizi, un’impostazione che risale a decenni fa e non in grado di rispondere ai cambiamenti demografici e sociali del Paese. Contemporaneamente questa fragilità mette sempre in maggior evidenza la funzione ed il senso del welfare, come presidio di diritti fondamentali quali la salute e il benessere collettivo della comunità. La necessità di ripensare il nostro modello di welfare intreccia profondamente anche la necessità di ripensare il lavoro educativo e di cura; una sfida che è sia culturale che professionale. Richiede infatti competenze trasversali, in grado di tenere insieme sapere tecnico, sensibilità sociale e visione comunitaria. Nonostante ciò, una percentuale molto alta dei laureati in queste professioni – in gran parte donne – continua a operare in contesti poco valorizzati e mal retribuiti. Nel Terzo Settore il turnover giovanile raggiunge il 35,8%, segno di una crescente frustrazione. Fondazione Cariplo mira a diffondere una nuova visione del lavoro, che metta al centro il valore umano e sociale del prendersi cura. Riconoscere la portata trasformativa di queste professioni è il primo passo per restituire dignità, riconoscimento e prospettive a chi costruisce quotidianamente coesione e benessere collettivo”.

Fondazione Cariplo ha annunciato l’intenzione di proseguire il lavoro avviato con il Quaderno, continuando il suo impegno sul capacity building e sviluppo organizzativo grazie al Bando Riprogettiamo il futuro, promuovendo una nuova narrazione sul lavoro sociale e sostenendo azioni sperimentali per rafforzare la sostenibilità organizzativa delle realtà non profit.

22 Ottobre 2025

Viviamo in una società attraversata da profonde disuguaglianze. Condizioni economiche, sociali, culturali e territoriali continuano a influenzare le possibilità di ciascuno, determinando percorsi di vita spesso divergenti. Tuttavia, il Secondo Rapporto Disuguaglianze di Fondazione Cariplo, presentato alla Triennale Milano nell’ambito della 24ª Esposizione Internazionale di Triennale Milano – Inequalities, dimostra che queste disparità, pur restando una ferita aperta, non rappresentano un destino ineluttabile. Quando il sistema – istituzioni, comunità, famiglie e cittadini – riesce a mettere in campo politiche, reti e servizi capaci di sostenere le persone, nascono veri e propri “ecosistemi di opportunità”: contesti in cui anche chi parte da condizioni svantaggiate può fiorire, trasformando le difficoltà in risorse e cosi contribuire alla crescita collettiva.

In un Paese che invecchia e in cui ogni talento diventa sempre più prezioso, la capacità di far emergere e accompagnare il potenziale umano di ciascuno non è solo una scelta etica, ma una necessità per il futuro comune.

Le leve della fioritura: mentor e comunità

Dopo aver indagato nel primo Rapporto il “lato oscuro” delle disuguaglianze, questa seconda edizione si concentra sul “lato luminoso”: le condizioni che rendono possibile la fioritura personale e collettiva, anche in situazioni di vulnerabilità.

L’indagine, condotta su un campione di 1.201 giovani tra i 18 e i 45 anni, evidenzia che nel processo di fioritura umana giocano un ruolo decisivo la condizione economica, quella familiare e il contesto territoriale. Ma accanto a questi elementi emergono due leve chiave: il mentor e la comunità.

Il primo rappresenta la scintilla che accende il potenziale individuale; la seconda è l’ossigeno che lo mantiene vivo. Dove esistono reti solide di fiducia e partecipazione, anche le fragilità economiche, educative o familiari possono trasformarsi consentendo la fioritura dei potenziali umani.

Rivedi la presentazione 

I dati: una società diseguale ma ricca di potenziale

I numeri raccontano un Paese attraversato da disparità, ma anche da energie e talenti. Solo il 54% degli intervistati ritiene che la propria condizione economica abbia inciso positivamente sul proprio percorso di fioritura, contro il 63% che indica la famiglia, il 60% la vita sociale e il 65% l’esperienza scolastica. La condizione economica resta la principale barriera (28%), seguita dalle difficoltà relazionali (21%).

Nel complesso, il 77% del campione ha incontrato almeno un ostacolo nel proprio percorso di vita – una quota che sale al 93% tra chi si sente insoddisfatto. Eppure, più di una persona su due (52%) ha migliorato la propria condizione economica rispetto al punto di partenza, percentuale che cresce tra chi vive in contesti socialmente integrati (64%) e cala tra chi è isolato (28%). Anche sul piano educativo, il 62% segnala progressi significativi, che arrivano al 77% tra i più soddisfatti.

Questi dati confermano che la rete di relazioni è una leva decisiva: chi è inserito in contesti di fiducia tende a migliorare in tutte le dimensioni del benessere.
Tra quanti hanno affrontato difficoltà, il 52% dichiara di aver ricevuto aiuto da una o più persone – soprattutto amici (36%) e insegnanti (11%).

Fiorire insieme: una responsabilità condivisa

Il Rapporto mette in luce che la fioritura del potenziale umano è spesso il risultato di un processo collettivo.
La relazione con gli altri, la rete, la comunità e la presenza di figure di fiducia hanno un potere generativo: rendono possibile trasformare le fragilità in risorse.

Quando il sistema nel suo complesso – istituzioni, scuola, terzo settore, imprese e cittadini – si assume la responsabilità di creare contesti favorevoli, le disuguaglianze smettono di essere una condanna e diventano terreno di rinascita.

Dobbiamo domandarci se di fronte all’aumento delle disuguaglianze vogliamo e possiamo fare qualcosa. Sulla volontà, da parte nostra non ci sono dubbi: gran parte delle attività di Fondazione Cariplo vanno nella direzione del contrasto a questo fenomeno. Non possiamo permettere differenze così ampie tra una parte di popolazione e un’altra. Possiamo fare qualcosa? Certo. Innanzitutto dobbiamo avere una base dati e studi come quelli che emergono dal Rapporto sulle disuguaglianze. Nella prima edizione del rapporto si metteva in evidenza come sia importante intervenire già nei primi anni di vita dei bambini e sulla loro formazione ed educazione; in questa nuova edizione del Rapporto, emerge ben chiaro che occorre una rete e persone che stanno vicino a chi è in difficoltà. Il contrasto alle disuguaglianze crescenti è dunque un processo collettivo. Per questo Fondazione Cariplo si propone sempre di più come una piattaforma di relazioni e servizi. Le risorse economiche sono importantissime, e per questo cerchiamo alleanze, con istituzioni ed aziende per realizzare i nostri obiettivi. Di fronte questi fenomeni cosi ampi e complessi, dobbiamo lavorare tutti insieme” dichiara Giovanni Azzone, Presidente Fondazione Cariplo.

Le disuguaglianze non sono un destino inevitabile: possono essere comprese e affrontate. Milano, con le sue contraddizioni e le sue energie, è il luogo dove ogni giorno proviamo a costruire fiducia e coesione, perché la fioritura del potenziale umano è una responsabilità collettiva. Ringrazio Fondazione Cariplo per aver creduto in questa ricerca e per continuare a offrirci strumenti preziosi per leggere la complessità e agire insieme” dichiara Elena Buscemi, Presidente Consiglio Comunale di Milano.

Siamo felici di aver accolto oggi in Triennale la presentazione del secondo Rapporto Disuguaglianze realizzato da Fondazione Cariplo, un appuntamento di grande rilievo che si inserisce nel public program della 24ª Esposizione Internazionale Inequalities. La collaborazione con Fondazione Cariplo è stata un nodo fondamentale nella rete di sinergie attivate da Inequalities, che, in particolare attraverso il progetto Triennale on Tour, ha permesso di portare la riflessione sulle diseguaglianze al di fuori del Palazzo dell’Arte, e di coinvolgere diverse comunità locali nei loro territori. La conferenza di oggi è una grande opportunità che ha permesso di arricchire di ulteriori prospettive e punti di vista l’approfondimento dei temi che sono al centro della nostra Esposizione Internazionale.” dichiara Carla Morogallo, Direttrice Generale di Triennale Milano.

photo Gianluca Di Ioia © Triennale Milano

 

 

 

09 Ottobre 2025

 È online il bando Progetti Emblematici 2026, rivolto alle province di Bergamo, Lodi, Mantova, Monza e Brianza e Sondrio.

    Il bando sostiene iniziative in grado di valorizzare le risorse e le potenzialità locali e generare valore condiviso attraverso la creazione di ecosistemi territoriali.
    Ogni territorio potrà beneficiare di un contributo fino a 5 milioni di euro.
    Il bando prevede due scadenze: 12 febbraio per l’invio della proposta e 29 ottobre per il progetto definitivo.

    Per chiarimenti o informazioni sul bando è possibile scrivere a: progettiemblematici@fondazionecariplo.it

06 Ottobre 2025

Dopo l’annuncio dello scorso giugno, prende forma il nuovo assetto societario di Quaestio Holding SA, società lussemburghese proprietaria del 100% di Quaestio Capital SGR SpA. L’operazione ha visto l’ingresso di nuove fondazioni azioniste e una significativa redistribuzione delle quote.

A seguito della cessione da parte di DeA Capital SpA e della Direzione Generale Opere don Bosco, la nuova composizione dell’azionariato sarà la seguente:

  • Fondazione Cariplo: 43,98%
  • Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì: 12,02%
  • Fondazione di Sardegna: 12%
  • Fondazione Cariparma: 12%
  • Cassa Italiana della Previdenza ed Assistenza Geometri: 10%
  • Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano (Sparkasse): 10%

La riorganizzazione della base azionaria è volta ad una partnership di soggetti allineati in termini di esigenze e obiettivi strategici, che intende sviluppare servizi di gestione patrimoniale di eccellenza dedicati primariamente al mondo delle fondazioni di origine bancaria e delle casse previdenziali.

Oggi si è svolto, a Milano, il primo incontro ufficiale con la nuova compagine societaria. Il passaggio odierno ha formalizzato la composizione del nuovo Consiglio di Amministrazione, che risulta pertanto così composto: Emanuele Carluccio (che ha assunto la carica di Presidente), Alessandro Potestà (Managing Director), Barbara Tavecchio, Gianluca Grea, Adriano Maestri, Renato Ferrari, Paolo Andrei, Eleonora Broccardo, Carlo Mannoni (questi ultimi tre in rappresentanza delle nuove Fondazioni socie).

Questa nuova governance riflette la volontà di rafforzare il ruolo di Quaestio come piattaforma di riferimento per la gestione patrimoniale delle fondazioni di origine bancaria e degli enti previdenziali, valorizzando competenze, esperienze e visioni condivise.

01 Ottobre 2025

Quali trasformazioni culturali e organizzative per attrarre e sostenere competenze nel nonprofit?

Fondazione Cariplo, in collaborazione con Fondazione Social Venture Giordano Dell'Amore (FSVGDA) e Vita (mediapartner) offre un momento di riflessione a più voci, a partire dal quaderno di ricerca “Professionalità qualificate nei servizi di cura redatto dall'Evaluation Lab della Fondazione Social Venture Giordano dell'Amore. L’evento esplora, da prospettive culturali, formative e generazionali, scenari per attrarre e trattenere capitale umano qualificato nei servizi alla persona, con particolare attenzione al Terzo Settore e alle responsabilità condivise con gli altri attori del welfare.

Mercoledì 29 Ottobre 2025 ore 9.30

c/o MOSSO – via Angelo Mosso, 3 – Milano

PROGRAMMA
Introduzione
Marco Rasconi (Coordinatore Sottocommissione Servizi alla Persona, Fondazione Cariplo)

Presentazione del quaderno di ricerca
a cura di Paolo Canino (Evaluation Lab, FSVGDA)

Un valore (s)conosciuto: il lavoro di cura tra questioni culturali, economiche e di genere

Partecipano al dibattito Barbara Da Roit (Università Ca' Foscari Venezia), Stefano Granata (Confcooperative Federsolidarietà), Paolo Dell'Oca (Fondazione Arché) e Matilde Zanni (Consorzio dei Servizi Sociali del Verbano).

Dal sapere al saper fare: coltivare competenze specialistiche e trasversali tra università e mondo del lavoro

Partecipano al dibattito Marco Bottaro (Consorzio Consolida), Elena Luciano (Università degli Studi di Milano-Bicocca), Salvatore Semeraro (Consorzio SiR) e Ilaria Botta (Consorzio Sociale Il Filo da Tessere).

Utili in tempo utile: giovani, transizioni e protagonismo nelle organizzazioni

Partecipano al dibattito Francesca Gennai (Consorzio Nazionale CGM), Paolo Tartaglione (CNCA Lombardia), Rossana Aceti (Cooperativa Sociale Il Pugno Aperto) e Simone Buzzella (Cooperativa Sociale Sineresi).

Conclusioni
Valeria Negrini (Vicepresidente Fondazione Cariplo)

Modera: Sara De Carli (Vita)

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