07 Gennaio 2026

«All’inizio non volevo nemmeno accendere la telecamera. Pensavo che sbagliare non fosse concesso».

Filippo, 13 anni, studente di una scuola media lombarda, non riusciva a parlare ad alta voce e a guardare negli occhi i professori mentre parlava. Un giorno ha iniziato a fare delle videocall con Matteo, uno studente di ingegneria. Ogni settimana, 3 ore assieme, per parlare e aprirsi. Grazie al tutoraggio di Matteo è riuscito ad acquisire consapevolezza e sicurezza, imparando che non bisogna vergognarsi dei propri errori ma che servono per crescere.

Il programma si chiama TOP, o Tutoring Online Program. È una rete che attraversa l’Italia, per chi ha bisogno di supporto e chi ha tempo e competenze da offrire.

Nato dall’idea di professoresse delle università di Harvard, Bocconi e Bicocca e sostenuto dalla Fondazione Cariplo in collaborazione con CIAI, oggi coinvolge oltre 700 studenti all’anno, circa 80 scuole e centinaia di tutor universitari volontari. Il programma offre a ragazze e ragazzi il supporto di tutor individuali, attraverso sessioni online di sostegno scolastico nelle principali materie di studio. Obiettivo: non solo migliorare il rendimento scolastico, ma anche il benessere psicologico e socio-emotivo dei bambini e delle bambine.

CIAI: Centro Italiano Aiuti all’Infanzia è un’organizzazione non profit. Opera a livello nazionale e internazionale per la tutela dei diritti dei bambini, concentrandosi in particolare sull’adozione internazionale e sul sostegno psico-emotivo e sociale di bambini e famiglie vulnerabili. L’associazione lavora per garantire ai bambini il diritto a una famiglia e un ambiente adeguato, intervenendo con progetti educativi e di sostegno nelle comunità in cui opera.

«Il legame tra pari è l’elemento imprescindibile per l’efficacia del progetto», racconta Alessandro Masciadri, program officer di Fondazione Cariplo, «il progetto di tutoraggio online tra pari funziona perché si crea una relazione che è invece difficile da costruire con differenze d’età maggiori».

«Abbiamo presentato un piano di mandato che cerca di toccare quattro linee attraverso cui rafforzare la nostra comunità: creare risorse che siano condivisibili e sostenibili, utilizzare queste risorse per ridurre le disuguaglianze e guardare a un mondo sempre più ampio e interconnesso e per fare in modo che la nostra società in futuro possa essere attrattiva». Lo ha detto il Presidente di Fondazione Cariplo Giovanni Azzone, a margine della presentazione delle attività filantropiche.

Nel febbraio 2020, a causa dell’emergenza COVID-19, lockdown, quarantene e didattica a distanza, la motivazione e l’apprendimento di studenti e studentesse sono calati drasticamente. La perdita di conoscenze e competenze acquisite dagli studenti, detta learning loss, si è dimostrata grazie ai risultati dei dati INVALSI del 2022. I dati mostrano un peggioramento delle competenze degli studenti italiani post-pandemia, con effetti variabili a seconda del contesto geografico, del tipo di scuola e dello status socio-economico.

Nelle scuole secondarie di primo grado continua la tendenza al peggioramento:

  • in Italiano, il 66% degli studenti (cioè 4 punti percentuali in meno rispetto al 2019) raggiunge il livello base (dal livello 3 in su);
  • in Matematica 54% degli studenti (cioè 8 punti percentuali in meno rispetto al 2019) raggiungono il livello base. In sei regioni del Mezzogiorno (Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna) l’esito medio si ferma al livello 2, quindi al di sotto della soglia attesa dopo dieci anni di scuola.

Dietro ai dati ci sono storie che colpiscono. Paola Cristoferi di CIAI: «Ragazze che all’inizio si mostrano velate e, incontro dopo incontro, si aprono togliendo un velo alla volta. Ragazzi che invitano i tutor all’esame di terza media, al posto della mamma. Studenti universitari che, finito il tutoring, continuavano a collegarsi con i loro ragazzi solo per “fare la pausa caffè” insieme online».
«Perché alla fine – conclude – i numeri contano, ma sono queste relazioni a raccontare il progetto».

Sul piano sociale, TOP Tutoring Online si inserisce in un contesto critico, Cristoferi continua: «L’Italia ha numeri altissimi di dispersione scolastica. Non è solo chi abbandona, ma anche chi arriva al diploma senza competenze sufficienti: leggere un contratto di lavoro, per esempio, diventa impossibile. E questo limita la libertà, l’autodeterminazione. Il rischio non riguarda solo i più poveri: chiunque, senza supporto, può cadere in difficoltà. Ma le famiglie con strumenti reagiscono, le altre no. Ecco perché parlo di giustizia sociale:Il progetto è un’operazione di equità».

In questo contesto nasce TOP, con l’obiettivo di ridurre la perdita di apprendimento e utilizzare giovani studenti universitari, con un’ovvia esperienza scolastica pregressa per aiutare giovani adolescenti che faticano con la realtà scolastica.

«Sostenere i giovani perché la tecnologia non aumenti le diseguaglianze», così procede Azzone, attuale presidente della fondazione Cariplo riguardo progetto TOP. «Desidero un mondo in cui la tecnologia possa essere qualcosa che migliora la qualità della vita in modo diffuso e aperto per tutti».

Anna, 14 anni: «Volevo mollare scuola, non vedevo l’ora di finire le medie per poi andare a lavorare». Con l’aiuto di Ginevra, studentessa di 22 anni di Comunicazione che l’ha assistita per settimane in videocall, ha capito cosa sbagliava e ha imparato ad apprezzare anche lo studio: «Ora non vedo l’ora di iniziare il liceo».

Tutor (studentessa o studente universitario volontario) e tutee (studentessa o studente di scuola secondaria di primo grado) vengono abbinati in considerazione di alcune caratteristiche, tra cui le conoscenze linguistiche, l’esperienza di tutoring, il percorso di formazione accademica, la disponibilità oraria, le materie in cui si richiede o si offre sostegno ed eventuali formazioni pregresse nell’ambito dei Bisogni Educativi Speciali (BES).

I tutor sono studenti e studentesse universitari volontari di tutte le facoltà universitarie. Non è richiesta in partenza alcuna preparazione specifica, solo una forte motivazione e la disponibilità a frequentare il percorso formativo proposto, necessario per partecipare al programma. La formazione su principi pedagogici e metodologia di tutoraggio è condotta dall’Università Bicocca e quella sulla Child Protection Policy, CPP, ossia linee guida da seguire nella relazione con i minori, è curata da CIAI.

Lavorare “con” le bambine e i bambini e non “per” loro, significa renderli protagonisti e protagoniste, mettendoli al centro del programma con l’ascolto dei loro bisogni. La scelta di un approccio come quello del peer learning (apprendimento tra pari), che mette in relazione figure tra loro piuttosto vicine per età ed esperienze vissute, vuole favorire uno scambio e un confronto il più possibile paritario. Le attività di tutoring si svolgono interamente online, tutor e tutee hanno come punto di riferimento un supervisore che si relaziona con loro per affiancare il percorso di tutoraggio e dialogare con scuola e famiglia.

L’obiettivo è offrire un supporto scolastico personalizzato e restituire motivazione, fiducia e pari opportunità di apprendimento. Aiutando nello studio di italiano, matematica o inglese, un ragazzo o una ragazza delle medie per un totale di almeno 36 ore. 3 ore a settimana per 12 settimane. Il tutto online sulla piattaforma Tutornow. Tutornow è una startup specializzata nell’offerta di servizi di formazione online attraverso l’utilizzo di una piattaforma interattiva progettata appositamente per l’istruzione a distanza e un team di tutor qualificati che supportano gli studenti in tutte le fasi del loro percorso educativo.

TOP funziona perché è semplice e accessibile: basta un computer e qualche ora alla settimana. Per i ragazzi senza device o connessione, il progetto fornisce tablet e pacchetti dati. Paola Cristoferi, di CIAI: «In questo modo raggiungiamo anche luoghi lontani, paesini sperduti di montagna, senza limiti geografici. Ma soprattutto funziona perché genera trasformazioni: migliorano le competenze scolastiche, il benessere, la fiducia in sé e la capacità di immaginare il futuro».

«Questo non è solo tutoraggio, è costruzione di relazioni umane», spiega Alessandro Masciadri, uno dei responsabili del progetto di Fondazione Cariplo: «Il rendimento migliora, sì, ma a cambiare sono anche altre dimensioni, come ad esempio l’autostima». Paola Cristoferi, responsabile CIAI, che segue il progetto fin dalla sua nascita, aggiunge: «I tutor scoprono se stessi aiutando gli altri. È uno scambio paritario, non una lezione frontale».

Il progetto è aperto alle scuole secondarie di primo grado. Le scuole aderenti segnalano studenti e studentesse in base alla loro necessità di supporto scolastico, ma anche ad altre caratteristiche come la capacità di riconoscere i propri bisogni formativi e il desiderio di affrontarli.

Il bisogno di supporto scolastico individualizzato, ancora molto sentito da parte degli insegnanti e delle famiglie, continua ad essere poco accessibile alle famiglie in condizione di vulnerabilità economica. Anche quest’anno emerge soprattutto la necessità di accompagnamento dal punto di vista emotivo-motivazionale (si ravvisano ancora gli effetti della pandemia sul lungo periodo con ripercussioni sull’autostima e sull’ambito relazionale da parte dei tutee). Dai risultati delle precedenti edizioni del programma è emerso che la partecipazione a TOP ha influito positivamente non solo sul rendimento scolastico e sulle aspirazioni educative, ma anche sul benessere psicologico e socio-emozionale. Grande attenzione è inoltre posta agli aspetti emotivi, relazionali, al cambiamento del minore: l’obiettivo di TOP è avere uno sguardo non solo sul risultato scolastico, ma sull’intera sfera di sviluppo personale.

Simone, 22 anni, racconta come il rapporto con il suo tutee sia cambiato quando entrambi hanno imparato ad ascoltarsi e a capire l’uno i bisogni dell’altro per poter lavorare insieme, fondamentale per lui è stato condividere le proprie passioni e capire che sono un punto d’incontro con il suo tutee per sviluppare un rapporto.

L’esperienza fatta dai tutor viene inoltre certificata attraverso attestati spendibili nell’ambito accademico e lavorativo. L’attestato di Bocconi/Harvard e l’open badge emesso dall’Università Bicocca si sono rivelati strumenti utili a valorizzare l’impegno profuso e a motivare alcuni tutor nel rispettare i tempi, le azioni e le regole del programma.

«Una studentessa, grazie al lavoro con la sua tutor, ha ricominciato a parlare in classe dopo mesi di silenzio», racconta uno dei responsabili di TOP. «Può sembrare una cosa da poco, ma è un cambiamento enorme. Quando a scuola ti senti incapace, perché rifletti solo l’immagine negativa che pensi gli adulti abbiano di te, scardinare quell’idea ti ridà potere».

Come ricorda Giorgia Zilio, una delle responsabili di TOP: «Non è vero che i ragazzi non hanno voglia di fare niente. È che spesso nessuno capisce davvero i loro bisogni». TOP mira a creare spazi di ascolto, costruire relazioni autentiche, offrire fiducia. Perché la motivazione non si impone, si coltiva e può diventare il seme di un cambiamento che dura una vita.

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