Gli uffici di Fondazione Cariplo in via Manin 23, a Milano, resteranno chiusi dal 22 dicembre 2025. La Fondazione riaprirà il 7 gennaio 2026.
Resteranno attivi i servizi online.
Buone feste a tutti!
Gli uffici di Fondazione Cariplo in via Manin 23, a Milano, resteranno chiusi dal 22 dicembre 2025. La Fondazione riaprirà il 7 gennaio 2026.
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Si chiama “ARTESCIENZA – Percorsi condivisi di ricerca” il nuovo bando di Fondazione Cariplo, un’opportunità per sostenere progetti che nascono dall’incontro tra artisti e scienziati. Il bando promuove la creazione di contesti innovativi di ricerca, dove la contaminazione tra discipline, linguaggi e pubblici diversi genera nuove prospettive e conoscenze.
Il budget complessivo è di 1.300.000 euro, la scadenza per presentare le candidature è il 31 marzo 2026.
Il bando è stato illustrato in una presentazione in streaming lo scorso martedì 16 dicembre.
Clicca qui per rivedere la presentazione: https://vimeo.com/1147004918
Tra gli allegati in fondo a questa pagina trovate le slide proiettate.
L’iniziativa è rivolta a enti pubblici e privati non-profit attivi in campo artistico-culturale e nella ricerca scientifica, con sede in Lombardia e nelle province di Novara e Verbano-Cusio-Ossola. I progetti dovranno prevedere team multidisciplinari, momenti di lavoro condiviso tra artisti e scienziati e la realizzazione di un’opera creativa pensata per coinvolgere il pubblico.
Per tutte le informazioni, i requisiti e le modalità di partecipazione, è possibile consultare il testo completo del bando disponibile nella pagina dedicata del sito di Fondazione Cariplo.
Per domande e richieste di chiarimenti, è attiva la mail specifica.
L’Italia custodisce uno dei patrimoni culturali più estesi e variegati al mondo, e la Lombardia ne rappresenta uno dei centri più vivaci e dinamici. Musei, biblioteche, archivi, siti storici e archeologici non sono solo luoghi di conservazione, ma anche spazi di partecipazione, apprendimento e identità collettiva.
In un mondo in rapida trasformazione, la cultura è chiamata a dialogare con le tecnologie, i linguaggi e le aspettative delle nuove generazioni. L’innovazione rappresenta una grande opportunità: non si tratta solo di introdurre strumenti digitali, ma di accompagnare un cambiamento più profondo, capace di generare valore, accessibilità e connessioni più forti tra istituzioni, imprese e cittadini.
È in questa prospettiva che si inserisce la seconda edizione di InnovaCultura, un’iniziativa promossa da Regione Lombardia, Fondazione Cariplo e Unioncamere Lombardia, con il supporto di Cariplo Factory e con il coinvolgimento di Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore. Il progetto nasce per favorire il rinnovamento dei Luoghi della Cultura lombardi attraverso partenariati concreti con le Imprese Culturali e Creative.
La nuova edizione ha preso avvio con una Call for Interest, rivolta ai Luoghi della Cultura lombardi, per raccoglierne l’interesse a innovare i propri servizi. A questa hanno aderito 101 istituzioni culturali – musei, archivi, biblioteche, ecomusei, complessi monumentali, siti UNESCO e parchi archeologici – creando fin da subito un terreno fertile per la nascita di partenariati di qualità. Per identificare i bisogni trasformativi dei Luoghi della Cultura lombardi sono stati organizzati 5 workshop territoriali di co-design, momenti di confronto diretto che hanno permesso di analizzarne le sfide specifiche. Sulla base di quanto rilevato è stata costruita la Call for Solutions, volta a identificare le Imprese Culturali e Creative più innovative sul panorama nazionale e più rispondenti ai bisogni delle istituzioni culturali lombarde.
La Call for Solutions, realizzata da Cariplo Factory, ha raccolto 124 candidature da imprese culturali e creative di tutta Italia, confermando l’interesse crescente verso modelli innovativi di fruizione e valorizzazione del patrimonio culturale lombardo.
Le proposte hanno delineato un panorama vivace e multidisciplinare. Molte si sono concentrate sulla fruizione digitale e accessibile del patrimonio, con piattaforme e contenuti pensati per rendere musei e archivi più vicini ai cittadini. Un numero significativo ha puntato sulle esperienze aumentate, attraverso realtà virtuale, realtà aumentata e tecnologie immersive, capaci di trasformare la visita culturale in un’esperienza coinvolgente e multisensoriale.
Non è mancato l’interesse per la partecipazione civica, con soluzioni che favoriscono l’interazione diretta dei pubblici, né per le strategie comunicative innovative, che sperimentano linguaggi contemporanei come podcast, storytelling digitale e intelligenza artificiale. Molti progetti, inoltre, sono già presenti sul mercato o in fase avanzata di sviluppo, segno di una maturità crescente del settore.
Dal punto di vista territoriale, la Lombardia ha rappresentato il 44% delle candidature, seguita da Campania, Piemonte, Lazio ed Emilia-Romagna: un dato che conferma il ruolo della Regione come hub strategico dell’innovazione culturale italiana.
Con la chiusura della Call for Solutions, InnovaCultura 2 entra ora nella fase di empowerment, che prende avvio nel mese di dicembre. In questa nuova tappa sono state selezionate da Cariplo Factory le 20 migliori realtà innovative tra le candidate, che avranno l’opportunità di intraprendere un percorso dedicato di crescita e accompagnamento; oltre a beneficiare, potenzialmente, di un investimento a impatto da parte della Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore.
Ha realizzato Annie, bibliotecario AI: assistente digitale conversazionale progettato per migliorare radicalmente l’accesso e l’esperienza in biblioteca.
Queste realtà rappresentano la varietà e la vitalità del settore culturale e creativo italiano: imprese che sperimentano linguaggi digitali, tecnologie immersive, nuove forme di partecipazione civica e strategie comunicative contemporanee. Ognuna porta con sé un approccio originale e un progetto capace di contribuire al rinnovamento dei Luoghi della Cultura lombardi.
Il percorso di empowerment, a cui prenderanno parte, si articola in incontri di formazione, attività di mentoring e approfondimenti tematici, pensati per supportare concretamente le imprese nello sviluppo dei propri progetti.
Gli obiettivi sono chiari: rafforzare modelli di business sostenibili; consolidare le collaborazioni tra imprese e Luoghi della Cultura; e preparare al meglio le progettualità in vista delle successive fasi dell’iniziativa.
Questa fase rappresenta il cuore metodologico di InnovaCultura 2: non solo un sostegno economico, ma un vero e proprio processo di crescita e sviluppo, pensato per consolidare l’ecosistema culturale e creativo lombardo e accompagnarlo verso nuove forme di innovazione e partecipazione.
Un’iniziativa che mette al centro il valore del giornalismo e della filantropia: è Humans.
Era marzo 2025 quando Fondazione Cariplo ha infatti partecipato alla prima edizione del Digital Journalism Fest, la manifestazione dedicata all’informazione digitale ideata dal creator Francesco Oggiano e pensata per esplorare linguaggi, strumenti e nuove sfide del comunicazione digitale.
Nel corso dell’evento è stato presentato il nuovo progetto Humans, realizzato in collaborazione con Fondazione Cariplo con l’obiettivo di raccontare la filantropia attraverso le voci e le storie di chi ogni giorno contribuisce al miglioramento della vita delle comunità.
Per sei mesi il team di Digital Journalism ha seguito e formato tre giovani aspiranti giornaliste, Francesca Bellini, Agnese Giardini e Giorgia Angelica Ferronato, accompagnandole nello sviluppo di vari contenuti editoriali di attualità, legati alla filantropia moderna: il tema dell’abitare e l’housing sociale, i lasciti testamentari in favore di cause o beneficenza, il progetto TOP contro la dispersione scolastica.
Partecipare al progetto Humans significa per Fondazione Cariplo investire in ciò che considera uno dei motori più potenti del cambiamento: i giovani. Da anni la Fondazione promuove percorsi che offrono ai ragazzi e alle ragazze strumenti, opportunità e contesti in cui crescere, mettersi alla prova e dare forma alle proprie idee. Anche in questo progetto il protagonismo giovanile è un elemento centrale: sono infatti tre giovani aspiranti giornaliste a raccontare, con sensibilità e linguaggi nuovi, temi sociali spesso complessi ma profondamente attuali.
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Giunto alla quarta edizione, il bando di Fondazione Cariplo e Fondazione Telethon ha portato alla selezione di 26 nuovi progetti di ricerca, per un totale di circa 3,6 milioni di euro e con il coinvolgimento di 35 gruppi di ricerca provenienti da 12 diverse regioni italiane.
Con questo nuovo finanziamento, l’investimento complessivo delle due Fondazioni dal 2021 a oggi sale a oltre 17 milioni di euro, per un totale di 85 progetti finanziati e 125 laboratori italiani coinvolti.
In Lombardia, 14 sono stati i ricercatori che hanno meritato un finanziamento, per un investimento complessivo di circa 1,6 milioni di euro:
Il programma si ispira a un’iniziativa dei National Institutes of Health (NIH) americani e mira a “illuminare la porzione più oscura del genoma umano”, invitando i ricercatori a esplorare aspetti genetici e meccanismi molecolari ancora in gran parte sconosciuti, ma con un forte potenziale per la comprensione e il trattamento delle malattie rare.
I progetti finanziati si concentrano su tre principali aree di ricerca:
Per la prima volta, i ricercatori hanno potuto scegliere tra due modalità di progetto: i “pilot”, della durata di un anno e destinati a generare dati preliminari o nuovi strumenti di ricerca e “full”, di durata fino a due anni e basati su dati preliminari già disponibili.
Sono stati così finanziati 14 progetti “Pilot” e 12 “Full”, a conferma dell’impegno delle due Fondazioni nel sostenere la ricerca di base.
I progetti finanziati
Le proposte presentate da enti di ricerca italiani no profit, pubblici o privati, sono state 146 in totale (di cui 50 progetti Full e 96 Pilot). La valutazione è stata affidata a una commissione medico-scientifica internazionale composta da 16 esperti di caratura internazionale, presieduta dal Dr. Massimo Pandolfo della McGill University di Montreal (Canada).
Come nelle precedenti edizioni, la selezione è avvenuta attraverso il metodo della peer-review – la revisione tra pari – che assicura qualità, imparzialità e trasparenza. La maggior parte dei laboratori finanziati (14 su 35) si trova in Lombardia, mentre gli altri sono dislocati in Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Molise, Piemonte, Toscana, Veneto, Liguria, Trentino-Alto Adige, Lazio, Puglia e Campania. Tra le patologie oggetto di studio figurano distrofie muscolari, epilessie, disturbi del neurosviluppo e tumori rari.
In occasione della Giornata Mondiale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, prende il via “Anita – L’infanzia prima”, il nuovo programma strategico (Sfida) di Fondazione Cariplo che ha come obiettivo il benessere di bambini e bambine da 0 a 6 anni.
La presentazione giovedì 20 novembre, presso l’Auditorium del Museo Nazionale della Scienzae della Tecnologia Leonardo da Vinci, con la presenza di Valeria Negrini, vicepresidente di Fondazione Cariplo; Susanna Mantovani, garante dei diritti per l’infanzia e l’adolescenza di Milano; Paola Mercogliano, ricercatrice senior della Fondazione Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici; Maria Xanthoudaki, direttrice education del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci e l’artista Valerio Berruti, che ha scelto l’infanzia come oggetto delle sue opere.
Secondo le più recenti stime di Istat, sono proprio i minori ad essere la fascia di popolazione più povera: un dato particolarmente importante per un Paese come l’Italia che sta affrontando un inverno demografico senza precedenti, in cui il tasso di fecondità è al minimo storico (1,18 figli per donna) e in cui, quindi, i bambini sono sempre meno.
Nel Nord del Paese, l’incidenza della povertà assoluta tra i bambini tra 0 e 6 anni è pari al 13%: dati “stabili” rispetto al 2024 ma mai così alti dal 2014 ad oggi. Sul territorio di riferimento di Fondazione Cariplo sono circa 16.000 i bambini e le bambine che faticano a ricevere il giusto apporto nutrizionale quotidiano: bambini e bambine che sono spesso invisibili, difficili da intercettare e sostenere. Come sottolineato da Caritas nel rapporto annuale pubblicato in occasione della Giornata Mondiale dei Poveri, la povertà è un fenomeno multidimensionale e spesso è accompagnato dalle solitudini e dall’isolamento. è necessario quindi uno sforzo straordinario e alleanze tra istituzioni e terzo settore: lavorare promuovendo azioni sistemiche, welfare di precisione e interventi di prossimità.
Non si tratta di un semplice progetto, ma di una sfida che pone le sue priorità sulle necessità dei bambini e delle bambine: dare orientamento e sostegno ai neogenitori, rafforzare la rete dei servizi educativi, prestare attenzione alla qualità degli spazi in cui i bambini vivono e garantire accesso alla cultura fin dalla nascita.
Obiettivo: intercettare e sostenere – entro il 2028 – almeno 22mila bambini in povertà che si traduce in individuare un bambino su tre di quelli che si trovano in situazione di povertà assoluta nel territorio di riferimento mobilitando risorse, competenze e alleanze per un “investimento” complessivo di 20 milioni di euro.
La Vicepresidente di Fondazione Cariplo Valeria Negrini: «Con Anita – L’infanzia prima, Fondazione Cariplo compie una scelta coraggiosa: investire sull’infanzia come leva di cambiamento sociale. Non si tratta solo di numeri o di risorse, ma di una visione che mette al centro il diritto di ogni bambino a essere protagonista del proprio presente e, quindi, del proprio futuro. Mai prima d’ora abbiamo visto una mobilitazione così ampia di energie, competenze e alleanze: Anita è il segno di una comunità che si vuole fare carico del benessere dei più piccoli e in particolare dei più fragili tra loro, consapevole che dove stanno bene i bambini, c’è qualità di vita per tutti».
“Anita – L’infanzia prima” risponde a questa sfida con un approccio integrato e partecipativo. Tra le azioni concrete: uno strumento digitale dedicato all’orientamento e al sostegno dei neogenitori fin dal percorso nascita, la creazione di un hub di competenze con Comuni e Terzo Settore per sostenere e manutenere servizi educativi zerosei affinché siano sempre più pronti a rispondere alle esigenze educative dei bambini e delle loro famiglie, anche nelle aree interne dove denatalità e spopolamento mettono a rischio intere comunità.
Sarà promosso un bando per innovare gli spazi di vita dei bambini, per individuare soluzioni in cui le strutture educative siano accoglienti e vivibili anche nei mesi più caldi e le aree gioco siano concepite come luoghi di sperimentazione e crescita.
Musei, biblioteche, teatri saranno sostenuti per potenziare l’offerta culturale dedicata all’infanzia e, contestualmente, saranno realizzati interventi per potenziare la fruizione dei luoghi di cultura da parte dei bambini più fragili.
Saranno sperimentate le “Baby Bank”, spazi di riuso di beni essenziali per la prima infanzia in cui dono e contrasto della povertà materiale sono al centro dell’azione dei territori.
Nel corso del 2026 verranno sostenute e potenziate le reti territoriali di contrasto alla povertà a partire dall’esperienza del “Tavolo Millegiorni” attivato dal Programma QuBì, la ricetta contro la povertà infantile a Milano.
Il programma darà vita ad un investimento specifico sulla ricerca scientifica sull’infanzia e ad una campagna di comunicazione volta a cambiare la narrazione pubblica e rendere l’infanzia un tema attrattivo anche per chi non è genitore o caregiver.
La forza di “Anita – L’infanzia prima” è data dalle alleanze già attivate e da quelle che saranno costruite durante il percorso: primo partner dell’iniziativa è Anci Lombardia con cui si intende promuovere un dialogo con i comuni del territorio.
«ANCI Lombardia ha sempre sostenuto con convinzione il percorso zerosei, riconoscendolo come una leva strategica per la crescita dei bambini e per il rafforzamento delle comunità locali» afferma Mauro Guerra, Presidente di ANCI Lombardia – «in questi anni abbiamo accompagnato i Comuni nella costruzione di un sistema integrato di qualità, che unisce progettazione educativa, programmazione territoriale e cura degli spazi di vita dei più piccoli. Come già dimostrato nel lavoro svolto accanto a Fondazione Cariplo nell’ambito del PNRR, intendiamo partecipare anche a questa ‘’sfida’’ con un contributo tecnico e operativo, non solo di rappresentanza».
è previsto un Comitato Consultivo che supporterà la stessa Fondazione Cariplo a leggere le diverse dimensioni del fenomeno e le specificità dei territori, con l’intento di dare risposte efficaci e risultati tangibili. Tra i membri del Comitato e primo Ambassador di Anita è Valerio Berruti, che con la sua produzione artistica rende protagonisti i bambini e le bambine e riporta lo spettatore adulto a quell’infanzia che interroga, emoziona e chiede risposte. La mostra “More than kids” da luglio a Palazzo Reale di Milano è stata prorogata fino al 30 novembre: «Essere Ambasciatore di Anita è per me motivo di orgoglio perché ho trovato una forte sintonia tra la mia opera e i temi centrali dell’intervento proposto da Fondazione Cariplo. Anita parla di spazio pubblico, di cultura e di sostegno all’infanzia vulnerabile, che per me – come artista e come persona – sono elementi necessari da affrontare per poter parlare di benessere dei bambini e non solo».
Per celebrare la Giornata Mondiale dei Diritti dell’Infanzia Fondazione Cariplo regala 200 biglietti per l’ingresso gratuito al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci e al Playlab – area dedicata ai bambini e alle bambine dai 3 ai 6 anni: un’azione simbolica per permettere ai bambini e agli adulti che li accompagneranno di vivere un’esperienza unica che altrimenti non avrebbero occasione di fare.
Appuntamento a gennaio per il lancio del primo bando Anita Chiama che avrà l’obiettivo il sostegno degli enti che lavorano per il benessere dell’infanzia, con particolare attenzione all’infanzia più vulnerabile. Lo strumento avrà due linee: Anita Chiama Ricerca rivolta alla comunità scientifica, con l’intento di produrre ricerca basata sulle evidenze e Anita Chiama Innovazione in cui gli enti di terzo settore potranno presentare proposte a sostegno dell’infanzia.
Il nome “Anita” non è casuale. Nel 1882 la Commissione Centrale di Beneficenza promuove l’istituzione del Fondo Garibaldi per la realizzazione di servizi educativi, fondo che resterà attivo fino al 1958.
La scelta di richiamare l’esperienza storica del Fondo Garibaldi e di legarla alla figura di Anita, simbolo di determinazione e impegno, consente di valorizzare il patrimonio identitario della Fondazione Cariplo, proiettandolo verso il futuro. Il naming “Anita” richiama immediatamente un’immagine positiva e riconoscibile, capace di evocare sia la tradizione sia l’innovazione, e di rappresentare un punto di riferimento per la narrazione e la comunicazione del programma.
Una storia che attraversa oltre un secolo di impegno e che oggi si rinnova per rimettere l’infanzia al centro riconoscendone il valore cruciale per lo sviluppo dei singoli individui e delle comunità
Il programma “Anita – L’infanzia prima” si inserisce nel quadro delle grandi Sfide di Mandato di Fondazione Cariplo: iniziative trasversali che mobilitano risorse e competenze su temi cruciali per il futuro delle comunità.
Oltre all’infanzia, le altre Sfide riguardano il contrasto del fenomeno dei giovani NEET, il sostegno ai progetti di vita delle persone con disabilità e al reinserimento delle persone detenute e in uscita dal carcere, per un impegno complessivo da parte di Fondazione Cariplo di oltre 80 milioni di euro. L’obiettivo è generare cambiamenti strutturali e duraturi, mettendo in rete enti non profit, attori pubblici e privati.
In un Paese dove le competenze economico-finanziarie rappresentano ancora un elemento di fragilità per i giovani, Fondazione Cariplo lancia “Bussola Finanziaria”, un ambizioso progetto dedicato a 36 Istituti Professionali di 12 province del suo territorio di riferimento. L’iniziativa punta a rafforzare l’alfabetizzazione finanziaria di oltre 2.000 studenti attraverso laboratori, attività didattiche e percorsi formativi innovativi, pensati per avvicinare i ragazzi ai temi dell’economia e della gestione consapevole delle risorse e migliorare le loro competenze economico-finanziarie.
Il Progetto prevede un totale di più di 1400 ore di formazione distribuite tra gli anni scolastici 2025/2026 e 2026/2027, con l’obiettivo di fornire agli studenti competenze e strumenti pratici per comprendere il valore del denaro, pianificare le proprie scelte economiche e sviluppare competenze indispensabili per costruire autonomia e benessere nel loro futuro.
La sfida è significativa. Secondo l’ultimo Rapporto OCSE PISA, quasi uno studente su cinque in Italia non raggiunge il livello minimo di alfabetizzazione finanziaria, un dato che si accompagna a profondi divari di genere e di contesto socio-economico. Negli istituti professionali, in particolare, la metà degli studenti mostra lacune significative nella comprensione dei concetti di base legati al denaro, al risparmio e alla gestione economica.
Con “Bussola Finanziaria”, Fondazione Cariplo intende rispondere concretamente a questi problemi, affiancando gli istituti professionali nell’introduzione dell’educazione finanziaria, come previsto dalla recente Legge n. 21/2024 (“Legge Capitali”) e dalle Linee guida per l’insegnamento trasversale dell’educazione civica (D.M. 183/2024).
Il Progetto si avvale della collaborazione di partner qualificati nel campo dell’educazione finanziaria in ambito scolastico, eQwa Impresa Sociale e Fondazione per l’Educazione Finanziaria, che metteranno in atto percorsi didattici con cui rendere l’apprendimento concreto, coinvolgente e misurabile. L’Evaluation Lab di Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore curerà la valutazione dell’efficacia del Progetto e dei suoi effetti sulle conoscenze e le competenze degli studenti, per individuare strumenti replicabili e diffondere buone pratiche.
Secondo Francesco Lorenzetti, Direttore dell’Area Finanza e Sostenibilità che ha promosso il Progetto: “Con Bussola Finanziaria, la prima iniziativa espressamente dedicata all’educazione finanziaria, Fondazione Cariplo conferma il proprio impegno nel promuovere l’inclusione economica e la crescita delle competenze fondamentali per la vita dei cittadini. Una bussola, appunto, per orientare i giovani nel complesso mondo dell’educazione finanziaria e accompagnarli verso un futuro più consapevole e sostenibile”.
Fondazione Cariplo ha definito la propria strategia e attività filantropica per il 2026, introducendo alcune novità significative. La Commissione Centrale di Beneficenza ha recentemente approvato il piano 2026, confermando un impegno economico di oltre 215 milioni di euro, in linea con lo scorso anno (con un incremento del 40% rispetto al 2024).
Una fitta programmazione con molte attività che verrà sviluppata con bandi e progetti.
Proseguono come da programma le tre grandi “sfide di mandato”, già avviate, ciascuna con un focus specifico verso giovani, bambini/e e persone con disabilità. A partire dal 2026, si aggiungerà una quarta sfida strategica, dedicata alle persone detenute in carcere, con un budget specifico di 20 milioni di euro.
Queste scelte nascono da due fattori principali: la solidità della gestione patrimoniale e la crescente domanda di interventi in diversi ambiti. La Fondazione ha deciso di mantenere alto livello di impegno, consapevole delle sfide che il territorio sta affrontando. La disponibilità di risorse è frutto dei risultati nella gestione del patrimonio, che, ad oggi ha un valore di oltre 12 miliardi e 400 milioni di euro.
Le quattro linee guida individuate nel 2024, dopo l’insediamento dei nuovi organi, restano il riferimento per l’azione futura:
Nel corso dell’anno, vari approfondimenti hanno evidenziato la complessità di alcune tematiche già note: difficoltà giovanili, invecchiamento della popolazione, sostenibilità ambientale, inclusione sociale, transizione digitale, migrazioni, povertà educativa e culturale. Tutti fronti su cui la Fondazione è impegnata con una stella polare: il contrasto alle disuguaglianze crescenti.
La Fondazione ha quindi deciso di destinare risorse importanti a questi ambiti, che saranno sviluppati progressivamente grazie al lavoro delle Sottocommissioni e della Commissione Centrale e dalla elaborazione tecnica degli staff. Il quadro attuativo sarà completato nei primi mesi del 2026.
Giovanni Azzone, Presidente di Fondazione Cariplo, ha dichiarato: “Il 2025 è stato un anno intenso, in cui abbiamo aumentato le risorse a disposizione rispetto al passato. Anche per il 2026, sono stati messi a budget oltre 215 milioni di euro. Continuiamo ad ascoltare i territori e gli operatori, cercando di rispondere ai bisogni reali. Siamo particolarmente attenti ai giovani che non studiano né lavorano: in Lombardia sono oltre 160mila. Vogliamo offrire loro nuove opportunità. Proseguono anche i programmi dedicati all’autonomia delle persone con disabilità e al sostegno della prima infanzia. Non trascureremo le attività tradizionali, con bandi e progetti in ambito culturale, scientifico, ambientale e sociale, sempre con un approccio multidisciplinare. Abbiamo deciso di fare un passo in più: impegnarci per chi è detenuto in carcere, spesso ai margini e senza prospettive. Vogliamo costruire nuove alleanze con istituzioni e imprese, sul nostro territorio di competenza, ma anche in Italia e all’estero, perché queste sfide non si affrontano da soli. La Fondazione Cariplo è sempre più una piattaforma di servizi: alla disponibilità di risorse economiche aggiunge l’impegno a fare da collettore e lavorare insieme a chi ha a cuore queste tematiche. Fondamentale è l’apporto che gli enti del terzo settore danno alle comunità. Contiamo su una rete ricca ed articolata che ci consente stare sui territori capillarmente, anche nei luoghi più marginali, anche grazie alla presenza e all’azione delle 16 fondazioni di comunità locali. Ringrazio i componenti degli organi e lo staff della fondazione per il lavoro svolto e per la disponibilità a continuare con determinazione. I risultati della gestione patrimoniale ci permettono di guardare avanti con responsabilità e fiducia. A guidare le numerose e diverse attività della fondazione – conclude il presidente – è il contrasto alle disuguaglianze crescenti. Non possiamo accettare una situazione che vede allargarsi questa forbice”.
L’agricoltura sociale rappresenta un ambito in cui produzione, inclusione e cura dei territori si intrecciano. Non è soltanto un modello di impresa attenta all’ambiente e alle persone: è un’infrastruttura di welfare comunitario capace di creare opportunità occupazionali per persone in condizione di fragilità, rigenerare il paesaggio agricolo e rafforzare legami tra cittadini, organizzazioni del terzo settore e istituzioni.
Nel decimo anniversario dell’approvazione della legge nazionale sull’agricoltura sociale, il tema torna al centro dell’attenzione. Non si tratta di celebrare una ricorrenza, ma di consolidare le esperienze più efficaci e aprire nuovi cantieri di lavoro. Due strumenti sostenuti dalla Fondazione contribuiscono a questo obiettivo: il Quaderno dell’Osservatorio n.53 dedicato al bando Coltivare valore e AgriECO, il portale che organizza e rende accessibili i contenuti delle pratiche sostenute dall’Area Ambiente in ambito agricolo.
L’esperienza delle n. edizioni del bando Coltivare valore conferma che l’agricoltura sociale funziona quando dimensione ambientale e dimensione sociale sono integrate. Interventi di diversificazione colturale e gestione sostenibile delle risorse aumentano la resilienza delle aziende e creano spazi di apprendimento utili ai percorsi di inserimento. Allo stesso tempo, la presenza di servizi educativi e socio-terapeutici amplia la domanda di beni e servizi prodotti dalle imprese agricole, attivando economie di prossimità.
Il Quaderno, curato dall’Evaluation Lab di Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore, raccoglie e analizza i risultati delle edizioni del bando Coltivare valore (2018–2021). I numeri restituiscono la dimensione dell’impegno e dell’impatto:
Oltre ai dati quantitativi, il Quaderno evidenzia fattori qualitativi che hanno inciso sui risultati:
I progetti sostenuti si sono misurati con questioni complesse: garantire percorsi di inserimento lavorativo efficaci richiede accompagnamento, formazione sul campo e tutoraggio strutturato. Sul piano ambientale, il recupero di superfici in stato di abbandono e l’adozione di pratiche agroecologiche hanno posto sfide legate alla sostenibilità economica e alla gestione delle risorse.
La costruzione di reti territoriali tra cooperative sociali, aziende agricole, enti pubblici e servizi socio-sanitari è un obiettivo cruciale, ma non semplice, perché implica coordinamento stabile e capacità di governance condivisa. Anche la qualità del lavoro rimane un tema centrale: regolarità contrattuale, sicurezza e progressione delle competenze sono condizioni da presidiare per evitare precarietà e garantire continuità.
Infine, l’elaborazione di modelli economici innovativi (filiere corte, trasformazione dei prodotti, integrazione con servizi educativi e forme di turismo rurale) apre opportunità, ma richiede investimenti, competenze e mercati in grado di sostenere la diversificazione produttiva.
Il documento non si limita così a fotografare i risultati, ma individua fattori abilitanti e criticità ricorrenti, offrendo indicazioni concrete per progettare interventi replicabili.
AgriECO è il portale che raccoglie le principali iniziative in ambito agricolo promosse dall’Area Ambiente, a partire dai progetti sostenuti dai bandi Coltivare valore e Ruralis, ma non solo. Non è solo un archivio: è uno strumento di apprendimento e condivisione. Contiene schede-progetto, mappe, materiali tecnici e linee d’intervento, pensati per chi opera sul territorio: cosa è stato fatto, con quali risultati, quali strumenti sono stati utilizzati e con quali partner.
Il portale consente di mettere in relazione casi e approcci, facilitando il riuso di pratiche efficaci e il loro adattamento a contesti diversi.
Il lavoro di cura è al centro di una crisi silenziosa, ma sempre più urgente. A rilanciare una questione cruciale per il Paese è stato l’evento “Prendersi cura di chi cura”, promosso da Fondazione Cariplo in collaborazione con Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore per discutere le difficoltà nel reperire e trattenere professionisti qualificati nei servizi del Terzo Settore.
Il Quaderno di ricerca n.52, curato dall’Evaluation Lab di FSVGDA, fotografa infatti un mercato del lavoro in forte tensione: da un lato, la domanda di psicologi, educatori e assistenti sociali è in costante crescita; dall’altro, l’offerta fatica a tenere il passo, complici il fabbisogno di personale del settore pubblico e condizioni contrattuali spesso poco attrattive.
Nonostante un aumento del 30% delle iscrizioni universitarie nei corsi di laurea legati alle professioni di cura negli ultimi dieci anni (fa eccezione il settore socio-assistenziale che registra, a partire dal 2020, una diminuzione di circa il 10%), il Terzo Settore fronteggia grosse difficoltà. I dati evidenziano chiaramente le problematicità: stipendi più bassi, carichi di lavoro elevati, limitate prospettive di crescita e una percezione sociale ancora debole del “valore della cura” rendono complesso attrarre giovani professionisti e trattenere personale con esperienza.
Durante l’evento, articolato in tre panel, sono stati discussi i dati raccolti nella ricerca e sono emerse proposte concrete: al di là del nodo di fondo dell’aumento delle retribuzioni, si possono migliorare le condizioni contrattuali, investire in campagne di sensibilizzazione e i programmi di formazione continua, costruire alleanze tra università, enti del Terzo Settore e istituzioni. L’obiettivo? Ridare dignità e attrattività a un insieme di professioni che sono il pilastro del welfare e specchio della nostra capacità di prenderci cura gli uni degli altri.
Tre panel hanno scandito il ritmo dell’incontro, offrendo uno sguardo plurale e approfondito sulle sfide del lavoro di cura. Il primo, “Un valore (s)conosciuto”, ha affrontato le dimensioni culturali, economiche e di genere del lavoro sociale, con interventi di Barbara Da Roit (Università Ca’ Foscari Venezia), Stefano Granata (Confcooperative Federsolidarietà), Paolo Dell’Oca (Fondazione Arché) e Matilde Zanni (Consorzio dei Servizi Sociali del Verbano). Il secondo, “Dal sapere al saper fare”, ha ragionato sullo sviluppo di competenze specialistiche e trasversali tra formazione accademica e mondo del lavoro, con contributi di Eleonora Cortesi (Consorzio Consolida), Elena Luciano (Università di Milano-Bicocca), Salvatore Semeraro (Consorzio SiR) e Ilaria Botta (Consorzio Il Filo da Tessere). Il terzo, “Utili in tempo utile”, ha messo al centro il protagonismo giovanile e la necessità di transizioni generazionali nelle organizzazioni, con Francesca Gennai (Consorzio Nazionale CGM), Paolo Tartaglione (CNCA Lombardia, Cooperativa Sociale Arimo), Rossana Aceti (Cooperativa Il Pugno Aperto) e Simone Buzzella (Cooperativa Sineresi).
Valeria Negrini, Vice Presidente Fondazione Cariplo: “Il welfare sociale presenta, da tempo, diverse fragilità dovute ad una pluralità di fattori, tra cui l’insufficiente finanziamento, la presenza di forti diseguaglianze territoriali in termini di servizi, il forte squilibrio nell’uso delle risorse destinate più a favore dei trasferimenti monetari piuttosto che al finanziamento dei servizi, un’impostazione che risale a decenni fa e non in grado di rispondere ai cambiamenti demografici e sociali del Paese. Contemporaneamente questa fragilità mette sempre in maggior evidenza la funzione ed il senso del welfare, come presidio di diritti fondamentali quali la salute e il benessere collettivo della comunità. La necessità di ripensare il nostro modello di welfare intreccia profondamente anche la necessità di ripensare il lavoro educativo e di cura; una sfida che è sia culturale che professionale. Richiede infatti competenze trasversali, in grado di tenere insieme sapere tecnico, sensibilità sociale e visione comunitaria. Nonostante ciò, una percentuale molto alta dei laureati in queste professioni – in gran parte donne – continua a operare in contesti poco valorizzati e mal retribuiti. Nel Terzo Settore il turnover giovanile raggiunge il 35,8%, segno di una crescente frustrazione. Fondazione Cariplo mira a diffondere una nuova visione del lavoro, che metta al centro il valore umano e sociale del prendersi cura. Riconoscere la portata trasformativa di queste professioni è il primo passo per restituire dignità, riconoscimento e prospettive a chi costruisce quotidianamente coesione e benessere collettivo”.
Fondazione Cariplo ha annunciato l’intenzione di proseguire il lavoro avviato con il Quaderno, continuando il suo impegno sul capacity building e sviluppo organizzativo grazie al Bando Riprogettiamo il futuro, promuovendo una nuova narrazione sul lavoro sociale e sostenendo azioni sperimentali per rafforzare la sostenibilità organizzativa delle realtà non profit.