27 Maggio 2022

La Commissione Centrale di Beneficenza, organo di indirizzo di Fondazione Cariplo, ha approvato all’unanimità il bilancio d’esercizio 2021.

L'attività filantropica complessiva dello scorso anno ammonta a 126,7 milioni di euro; queste risorse sono state destinate alla realizzazione di 956 progetti, nei diversi ambiti di intervento della Fondazione.

107 progetti in campo ambientale per un valore di 11 mln; 471 progetti a favore dell’arte e della cultura, con un impegno di 32,1 mln di euro; 117 progetti nel settore della ricerca scientifica a fronte di un impegno di 19,6 mln di euro; 231 iniziative per il sociale con un impegno di 43,6 mln di euro.

A queste attività, suddivise per area di intervento, si aggiungono ulteriori 30 progetti ed iniziative di Fondazione Cariplo con 20,4 mln di euro di contributi; tra questi le attività sviluppate in collaborazione con le 16 Fondazioni di Comunità locali, presenti su tutto il territorio della regione Lombardia e nelle province di Novara e del Verbano-Cusio-Ossola.

Sul fronte della gestione del patrimonio l’esercizio 2021 si è chiuso per la Fondazione con un avanzo contabile pari a 276,44 mln di euro, che ha permesso di finanziare l’attività filantropica annuale della Fondazione ed ha consentito di allocare 91,4 mln di euro al Fondo di Stabilizzazione delle Erogazioni che, a fronte di ciò, ha raggiunto una consistenza pari a 330,49 mln di euro.

Tale risultato è stato conseguito principalmente grazie ai dividendi incassati dalla Fondazione, pari a 284,72 milioni di euro, di cui 210,46 mln di euro distribuiti dal portafoglio di partecipazioni azionarie e fondi chiusi, e 74,26 mln di euro distribuiti dal QAF-Fund One, gestito da Quaestio Capital Management Sgr. Nel corso del 2021 il QAF-Fund One ha ottenuto un rendimento total return lordo pari al 4,04%.

Al 31 dicembre 2021 il valore contabile degli attivi della Fondazione era pari a 8.087 mln di euro ed il patrimonio netto contabile era pari a 7.121 mln di euro.

Il bilancio è stato pubblicato sul sito della Fondazione nella versione integrale nella forma del Bilancio di Missione e del Bilancio d’Esercizio.

“Il Bilancio dell’anno 2021, che corrisponde al trentesimo anniversario di Fondazione Cariplo, si chiude in modo positivo: i risultati nella gestione del patrimonio hanno permesso la completa copertura dell’attività filantropica e il consolidamento del fondo di stabilizzazione. Questa è una buona notizia, perché la solidità del bilancio e la crescita del fondo di stabilizzazione ci consentono di guardare al futuro con fiducia e di continuare a investire nel rafforzamento delle comunità, sia attraverso azioni di risposta immediata ai bisogni emergenti, sia attraverso percorsi che generino nuove occasioni di crescita per il futuro di tutte le persone” ha commentato il Presidente di Fondazione Cariplo, Giovanni Fosti.

27 Maggio 2022
27 Maggio 2022

Un bando dedicato all’eccellenza: 15 giovani talenti avranno a disposizione 90.000 euro ciascuno per sviluppare la propria ricerca, acquistare materiali di consumo, attivare percorsi di formazione e di scambio con l’estero.

Contribuire allo sviluppo del sistema nazionale della ricerca investendo sulla formazione e sul capitale umano. È questo il principale obiettivo della collaborazione tra Fondazione Cariplo e Fondazione CDP, che prende il via con il lancio di un nuovo bando da oltre 1,35 milioni di euro destinato ai migliori ricercatori italiani che già si sono distinti nelle competizioni dell’European Research Council (ERC), la più prestigiosa agenzia europea per il finanziamento di progetti di ricerca all’avanguardia.

Nonostante la competitività dei ricercatori italiani in Europa, il fenomeno della ‘fuga dei cervelli’ persiste perché il sistema nazionale della ricerca presenta ancora margini di miglioramento. In questo contesto si muovono Fondazione Cariplo e Fondazione CDP che hanno deciso di dare il loro contributo investendo sull’eccellenza del capitale umano.

Il bando prevede la selezione di 15 progetti presentati dai ricercatori ammessi nel 2021 alla seconda fase di valutazione delle competizioni dell’ERC, denominate rispettivamente Starting Grant e Consolidator Grant, che riceveranno un contributo di 90.000 ciascuno. Tali risorse consentiranno ai vincitori di sviluppare la propria ricerca, diventando così più competitivi per riapplicare ad una futura call ERC Starting Grant, Consolidator Grant o Advanced Grant. Nello specifico, saranno oggetto di finanziamento: attività di ricerca; percorsi di formazione e di scambio con l’estero; posizioni per borsisti da affiancare ai candidati; pubblicazioni scientifiche e altre iniziative che possano arricchire i profili dei ricercatori.

Questa modalità di intervento è già stata sperimentata con successo da Fondazione Cariplo nel proprio territorio di riferimento. Con il coinvolgimento di Fondazione CDP si estende l’opportunità ai ricercatori impegnati presso enti pubblici o privati non profit che svolgono attività di ricerca scientifica su tutto il territorio italiano.

Giovanni Fosti, Presidente Fondazione Cariplo, ha dichiarato: “Investire sul talento e sul potenziale delle persone è il primo e più importante investimento che possiamo fare come Paese e questo è ancora più evidente quando parliamo di ricerca. Per questo siamo molto lieti di poter annunciare la nuova edizione di questo Bando, realizzato quest’anno insieme a Fondazione CDP, dedicato al consolidamento delle competenze dei giovani ricercatori che desiderano competere nelle call europee.”

Giovanni Gorno Tempini, Presidente Fondazione CDP, ha affermato: “Di fronte alle molteplici sfide che attendono l’Italia, è fondamentale partire dai giovani puntando sulle competenze e sul capitale umano. La collaborazione con Fondazione Cariplo rientra in tale contesto e mette al centro qualità ed eccellenza degli atenei italiani per continuare a investire sui talenti affinché possano contribuire a una crescita economica e sostenibile del Paese. Con questo bando, sosteniamo lo sviluppo dell’intero sistema nazionale della ricerca con l’obiettivo di rafforzarlo anche a livello europeo”.

Il testo del Bando è disponibile sul sito alla pagina bandi.
Il termine per la presentazione della domanda è il 16 giugno 2022.

27 Maggio 2022

Quello dei doposcuola è stato, in questi ultimi due anni, un servizio fortemente colpito e penalizzato dalla pandemia. Con il ricorso alla didattica a distanza prima, e successivamente con il perdurare delle misure di contenimento e prevenzione anti Covid-19, le attività di sostegno allo studio gestite dagli enti di Terzo Settore hanno dovuto affrontare grosse difficoltà gestionali che hanno spesso comportato un ridimensionamento delle attività.

Per indagare quanto fosse importante questo “ridimensionamento” e quale fosse lo “stato di salute” dei doposcuola di Milano dopo i lunghi mesi di DAD, il Programma QuBì – attivo da 5 anni a contrasto della povertà alimentare, educativa, sociale e culturale dei bambini di Milano – a settembre 2021 ha avviato un’indagine conoscitiva su un campione di 80 spazi di sostegno allo studio e ha rilevato che oltre il 70% dei servizi esistenti ha dovuto modificare o ridurre la propria offerta per mancanza di volontari o operatori (spesso sprovvisti di adeguate competenze digitali) o per la limitata capacità degli spazi a disposizione.

Un dato importante, che ha avuto inevitabilmente delle ricadute sul benessere e sulle opportunità di crescita dei minori. L’assenza o la riduzione di un servizio essenziale come quello del supporto allo studio hanno acuito il calo dei livelli di apprendimento dei bambini e dei ragazzi, causato dalla discontinuità delle lezioni scolastiche in presenza e riscontrato in particolare nelle fasce di studenti con uno status socio-economico basso o medio-basso.

Davanti a questo scenario, Fondazione Cariplo e i partner sostenitori del Programma QuBì hanno deciso di lanciare un Bando che possa dare nuova linfa ai doposcuola di Milano in vista del prossimo anno scolastico, adottando un approccio che si è rivelato vincente in altre azioni del Programma, ovvero l’attivazione e il rafforzamento di reti tra servizi che insistono sui medesimi territori.

Il Bando “Doposcuola in rete”, con un budget complessivo di 850mila euro, richiede infatti la realizzazione di un progetto strutturato in collaborazione tra almeno 3 doposcuola già esistenti sul territorio di Milano, in modo da potenziare la capacità di risposta degli spazi compiti, sia per il numero di minori raggiunti, che per la qualità dell’offerta.

L’idea è quella di potenziare i singoli doposcuola e condividere metodi, figure professionali e attività per poter prendere in carico un numero maggiore di minori e intervenire su fenomeni come il digital divide (il divario di competenze digitali e accesso alla tecnologia), il learning loss, o su necessità specifiche – ad esempio quelle dei minori Neo Arrivati in Italia (NAI) o degli studenti con Bisogni Educativi Speciali (BES).

I progetti dovranno essere presentati tramite la piattaforma online di Fondazione Cariplo entro le ore 16 del 24 giugno 2022 e potranno richiedere un contributo fino a 15mila euro per proposte che coinvolgano il numero minimo di tre doposcuola. In presenza di più spazi di sostegno allo studio, il contributo massimo richiedibile può aumentare di 5.000 euro per ogni doposcuola aggiuntivo. E laddove il partenariato coinvolga gli spazi compiti dell’intero municipio, sarà possibile chiedere un contributo aggiuntivo di massimo 30.000 euro da destinare ad attività trasversali (coordinamento, formazione congiunta, attivazione di figure professionali condivise, come ad esempio i mediatori culturali).

Rivedi la presentazione del bando a questo link https://bit.ly/BandoDoposcuolainrete 

I progetti selezionati dovranno prendere avvio entro il 15 ottobre 2022 e concludersi, al massimo, nel mese di giugno 2023.

27 Maggio 2022

Contrastare gli effetti del cambiamento climatico con interventi mirati sul territorio. Questo l’obiettivo dei progetti selezionati da Fondazione Cariplo nell’ambito di Call for Ideas “Strategia Clima”. Il bando, che rientra nell’iniziativa “F2C – Fondazione Cariplo per il Clima”, ha l’obiettivo di co-progettare insieme ai territori efficienti Strategie di Transizione Climatica e di implementarle attraverso azioni concrete di adattamento e mitigazione al cambiamento climatico su scala locale.

La seconda edizione, Call for Ideas 2021, si è rivolta ai piccoli comuni con meno di 20.000 abitanti e mette a disposizione dei territori un budget complessivo pari a 2,2 milioni di euro.

Le idee progettuali selezionate sono state “AgriCiclo 2030” e “Bosco Clima”, presentate rispettivamente dai comuni di Lentate sul Seveso e Barlassina, e dalla Comunità montana Valli del Verbano.

I quattro raggruppamenti territoriali lombardi selezionati nel 2020 – Bergamo, Brianza Ovest, Brescia e Mantova – hanno avviato recentemente l’implementazione delle proprie Strategie di Transizione Climatica, che hanno un budget complessivo pari a 22 milioni di euro, di cui 5 milioni di euro da parte di Fondazione Cariplo, 4 milioni di euro da Regione Lombardia (con particolare riferimento agli interventi di depavimentazione e forestazione urbana) e 13 milioni di euro di risorse proprie.

Fondazione Cariplo è attenta agli effetti del cambiamento climatico, non solo a livello ambientale ma anche sociale, sanitario ed economico. La Fondazione, nel corso degli anni, si è fatta promotrice di diverse iniziative che possano incidere positivamente sulla transizione climatica e nel 2019 è nato il progetto F2C – Fondazione Cariplo per il Clima che promuove azioni di mitigazione e adattamento al cambiamento climatico e attività di sensibilizzazione e diffusione di conoscenza scientifica sugli impatti del riscaldamento globale nei confronti di istituzioni e cittadinanza. In quest’ambito, la Call for Ideas si pone l’obiettivo di affrontare questo tema complesso con un approccio concreto attraverso interventi e politiche a livello locale. Le Strategie di Transizione Climatica che abbiamo avviato e quelle che lanceremo vogliono stimolare la creazione di alleanze tra enti pubblici, parchi ed enti non profit con l’obiettivo di ripensare il territorio in un’ottica di transizione climatica” commenta Claudia Sorlini, Vice Presidente Fondazione Cariplo.  

Comunità montana Valli del Verbano – progetto “Bosco Clima”

Il progetto “Bosco Clima” coinvolge i 26 comuni delle Valli del Verbano in partenariato con CAST ONG Onlus, Lega Italiana Protezione Uccelli, Parco Regionale Campo dei Fiori, l’Università degli Studi dell’Insubria e Centro Geofisico Prealpino.

L’idea progettuale prevede interventi mirati alla gestione del patrimonio boschivo che si estende per circa 10.000 ettari, alla riduzione della vulnerabilità idraulica del territorio (con interventi di laminazione e regimazione, la realizzazione di vasche di laminazione e adeguamento di quelle esistenti), a un sistema di monitoraggio di dati meteo climatici (con la costituzione di un Centro Studi sui cambiamenti climatici e sulla gestione ambientale resiliente), alla valorizzazione della rete ecologica locale per la salvaguardia della biodiversità (con il miglioramento di piccole zone umide in fase di interramento, interventi in favore dell’entomofauna impollinatrice, recupero di prati aridi abbandonati), alla revisione degli strumenti di pianificazione comunale (PGT) e valutazione di iniziative di produzione energetica sostenibile, alla creazione di attività di coinvolgimento e sensibilizzazione dei cittadini.

Comune di Lentate sul Seveso – progetto “AgriCiclo 2030”

Il progetto “AgriCiclo 2030”, che vede impegnati oltre al Comune capofila di Lentate sul Seveso anche il Comune di Barlassina e i due enti Parco Regionale delle Groane e della Brughiera Briantea e Agenzia InnovA21, si pone diversi obiettivi: ridurre le emissioni di gas climalteranti generate dal traffico locale, contrastare la perdita di suolo funzionale derivante dalla costruzione dell’Autostrada Pedemontana, delineare un indirizzo tecnico-politico nella gestione agricola locale e nella gestione delle aree verdi private e mitigare il rischio idraulico del torrente Seveso.

Per raggiungere gli obiettivi preposti, il progetto “AgriCiclo 2030” procederà con:

  • la revisione degli strumenti urbanistici (Redazione PUMS, Regolamento e Piano del Verde, Piano di Settore Agricolo)
  • azioni di adattamento (Opere di risoluzione del dissesto idrogeologico e Riqualificazione fluviale) e di mitigazione (forestazione, sistema delle ciclabili, istituzione di un Mobility Manager, avvio di comunità energetiche, Potenziamento mobilità casa-scuola attraverso car pooling)
  • accompagnamento alla richiesta di finanziamenti, istituzione di reti di monitoraggio e di percorsi di crescita e formazione (capacity building) e di assistenza tecnica.

Entrambi i territori di Lentate sul Seveso e Valli del Verbano, dopo aver condiviso le proposte progettuali, sono ora entrati nella fase di assistenza tecnica, durante la quale le Strategie di Transizione Climatica verranno co-progettate insieme a un team interdisciplinare di esperti selezionati dalla Fondazione. Entro fine anno le due strategie saranno approvate e passeranno alla fase di realizzazione.

Call for Ideas 2020

I comuni che si sono aggiudicati la prima edizione di Call for Ideas sono attualmente impegnati a dare attuazione alle relative Strategie di Transizione Climatica attraverso azioni concrete sul territorio.

  1. L’iniziativa del Comune di Bergamo – Cli.C. Bergamo!” – in partenariato con il Parco dei Colli di Bergamo, Legambiente Lombardia ed ERSAF ha l’obiettivo di attivare un processo di trasformazione e consapevolezza urbana per affrontare gli impatti sul territorio generati dal cambiamento climatico (es: eventi estremi di pioggia, rischio idrogeologico e ondate di calore). Al fine di raggiungere l’obiettivo sono in corso, tra le altre, le azioni di mappatura dell'Indice di rischio climatico (per indagare vulnerabilità e resilienza del territorio di fronte all’insorgere di situazioni di stress climatico) e l’ampliamento Parco Malpensata con depavimentazione della restante area a parcheggio (per rafforzare e riqualificare l’area e farne un luogo di riferimento metaurbano, con ricadute rilevanti a livello urbano e di contrasto al cambiamento climatico).
  2. L’iniziativa del Comune di Brescia – “Un Filo-Naturale” – in partenariato con Fondazione Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC), AmbienteParco, Parco delle Colline di Brescia ha l’obiettivo di incrementare il capitale naturale e la biodiversità in ambiente urbano. Negli scorsi mesi si sono rinnovate le alberature stradali in alcune vie della città con piante resilienti e maggiormente adatte ad assorbire la CO2. Altro tema centrale è il governo del territorio e la partecipazione dei cittadini alla progettazione degli interventi di miglioramento del microclima urbano attraverso interventi di urbanistica tattica ed eventi di divulgazione. Sono attualmente in fase di progettazione: la riqualificazione di una via della città con interventi di depavimentazione, realizzazione di rain garden per la gestione sostenibile delle ​acque meteoriche e la creazione di zone oasi attraverso la messa a dimora di essenze arboree e arbustive (avvio dei lavori in autunno 2022); la realizzazione di alcuni tetti verdi estensivi sulle coperture di edifici di edilizia residenziale pubblica (intervento previsto per il 2023) e la realizzazione di interventi di riforestazione urbana.
  3. L’iniziativa del Comune di Cesano Maderno (MB) – “La Brianza Cambia Clima” – in partenariato con i Comuni di Bovisio Masciago, Meda, Varedo, Parco delle Groane e della Brughiera Briantea, Agenzia InnovA21, Fondazione Lombardia per l’Ambiente e l’Associazione di Protezione di Cesano Maderno, consiste nella progettazione e realizzazione di 20 diverse azioni innovative, concrete, multidisciplinari e sovracomunali, pensate per generare benefici multipli in termini di adattamento e mitigazione ai cambiamenti climatici, biodiversità e fruizione (es: opere di drenaggio urbano, di riqualificazione fluviale, di miglioramento naturalistico e per la mobilità ciclopedonale).A marzo 2022 è stato avviato il percorso di Capacity Building rivolto ai funzionari delle pubbliche amministrazioni partner e organizzato dagli esperti di Fondazione Lombardia per l’Ambiente e con il supporto di InnovA21. La formazione mette al centro il tema del capitale naturale come alleato nella mitigazione e nell’adattamento ai cambiamenti climatici, stimolando una nuova concezione del verde nelle aree urbane e fornendo indicazioni pratiche su come progettarlo e gestirlo al meglio.
  4. L’iniziativa del Comune di Mantova – “ACE3T – CLIMA – Acqua, Calore ed Energia: 3 pilastri per la Transizione CLImatica del Mantovano” – in partenariato con i Comuni di Curtatone, Marmirolo, Porto Mantovano, San Giorgio Bigarello, Parco del Mincio, Unione Colli Mantovani e Alkémica Cooperativa Sociale, si pone l’obiettivo di superare le criticità climatiche che compromettono la situazione idrogeologica locale con ripercussioni sulla sicurezza (es: allagamenti, ondate di calore), sulla qualità ambientale e sul sistema produttivo (es: siccità ed eventi estremi distruttivi).
    Tra le azioni programmate, quelle di forestazione urbana interesseranno il Comune di Mantova (con interventi di sostituzione dell’asfalto con pavimentazione permeabile, di inserimento di aiuole e percorsi ombreggiati e alberati), il Comune di San Giorgio Bigarello (con opere di imboschimento e di depavimentazione che daranno benefici al drenaggio urbano e mitigheranno il rischio di allagamenti durante eventi meteorici estremo) e l’Unione Colli Mantovani (con opere di piantumazione, sistemazione e messa in sicurezza dei percorsi pedonali e conseguente incentivazione della mobilità lenta).
27 Maggio 2022

La cultura è un bene essenziale per il benessere e lo sviluppo della nostra società e ci mette in condizioni di immaginare, prima ancora che costruire, il nostro futuro. In questo senso, la pratica della lettura è fondamentale ma, in Italia, ancora poco diffusa: i lettori infatti sono solo il 40% del totale. Ciò si ripercuote non solo sulla tenuta sociale, culturale ed economica delle nostre comunità, ma anche sulla competitività del Paese e la qualità della democrazia.

Sentendo questa urgenza, Fondazione Cariplo ha dato vita a un programma per aumentare il numero di lettori rispetto ai non lettori e rafforzare i “lettori deboli” stimolando la curiosità e il piacere di leggere. La Fondazione ritiene possibile ampliare la base sociale della lettura solo se vi si impegnano tutti coloro che hanno a cuore l’Italia e il suo futuro: intende pertanto attivare, a fianco degli attori del mondo editoriale, il Terzo settore e la filantropia istituzionale, incentivando collaborazioni e contaminazioni reciproche. L’idea è di creare un ecosistema in grado di fare massa critica per raggiungere un obiettivo così ambizioso.

Il modello d’intervento della Fondazione si articola in tre linee d’azione:

  1. mobilitare energie, competenze e network presenti in modo diffuso sul territorio (bando “Per il Libro e la Lettura”);
  2. coinvolgere gli “alfieri” del mondo del libro per realizzare interventi mirati e di vasta portata;
  3. promuovere la collaborazione tra il livello locale e quello sovralocale, da un lato, e lo scambio tra attori appartenenti a settori diversi, dall’altro.

Rientra in quest’ultima linea il Lettura Day, un’idea di Adei – Associazione degli editori indipendenti italiani che tante realtà stanno abbracciando, tra cui Labsus. Per approfondire clicca QUI.

27 Maggio 2022
13 Aprile 2022

La tutela dell’ambiente e delle risorse naturali sono da sempre elementi chiave della strategia di Fondazione Cariplo (per approfondire: ubigreen.fondazionecariplo.it). In particolare, attraverso il bando Capitale Naturale (2017 – 2019), la Fondazione ha investito nella conservazione della biodiversità e nel potenziamento della connessione ecologica tra aree naturalistiche, contribuendo a preservare il funzionamento degli ecosistemi e i servizi da essi erogati: nel triennio 2017-2019, sono stati finanziati 14 progetti – con un totale di contributi deliberati di circa 11 milioni di euro coinvolgendo 121 soggetti tra comuni, enti parco, associazioni università. Il territorio interessato tocca 13 diverse province della Lombardia, oltre al Verbano Cusio Ossola e 840.000 metri quadrati di aree naturali.

Nell’ambito di questa strategia, Fondazione Cariplo e Regione Lombardia collaborano al bando “Biodiversità e Clima – BioClima”. Si tratta della più grande iniziativa europea di partnership pubblico-privata che prevede – a fronte di un investimento regionale pari a 3.5 M€ per interventi di tutela della biodiversità, di valorizzazione dei servizi ecosistemici e di contrasto ai cambiamenti climatici con azioni di adattamento – un servizio di assistenza tecnica (erogato, grazie al contributo di Fondazione Cariplo, dallo spin-off dell’Università di Padova Etifor) per supportare nella progettazione degli interventi legati alla misurazione, verifica indipendente e valorizzazione dei servizi ecosistemici e nell’attività di reperimento del co-finanziamento privato.

A coronamento e testimonianza dell’impegno pluriennale della Fondazione nella tutela del capitale naturale, si terrà il 22 aprile, Giornata della Terra, la presentazione del secondo Quaderno di Fondazione Cariplo “IL VALORE DELLA NATURA – Esperienze dalle comunità di pratica del bando Capitale Naturale realizzato all’interno del percorso triennale (2019-2022) della Comunità di Pratica del bando Capitale Naturale 2018. Nell’affrontare i diversi temi, questa raccolta di riflessioni e casi studio concreti alterna inquadramenti teorici, analisi dei contesti di intervento, pratiche di monitoraggio e di valorizzazione del Capitale Naturale, nonché esempi di schemi di Pagamento di Servizi Ecosistemici.

Programma

Saluti istituzionali 
Claudia Sorlini Vicepresidente di Fondazione Cariplo

Presenta la comunità di pratica
Graziano Maino Pares

Azioni concrete per conoscere e decidere
Daniela Masotti, Elisa Morri, Valentina Parco
Azioni concrete per ingaggiare gli attori e per governare i servizi ecosistemici
Daniele Cavicchioli, Diana Ghirardi, Martina Spada
Azioni concrete per ascoltare il territorio e promuovere azioni trasformative
Elisa Cardarelli, Laura Comandulli, Emanuela Lombardi, Claudia Ida Parenti

Confronto

Conclude
Paolo Siccardi Referente del programma Capitale Naturale

Per partecipare è necessario registaresi qui: https://forms.gle/YkS8jnvfx38AoaqD7

Per info: www.capitalenaturale.net

Photo credit: Laghetto di Via Feltre, Milano – Progetto ReLambro SE. Foto di Daniele Federico

13 Aprile 2022

I big data di Weschool possono servire per offrire un’analisi profonda ed oggettiva dell’esperienza della didattica a distanza forzata dalla pandemia e possono essere utili per comprendere la didattica  del futuro? È la domanda che si sono posti Fondazione Cariplo, Politecnico di Milano e WeSchool con l’obiettivo di mettere a frutto l’esperienza, le fatiche e gli investimenti realizzati fin qui, per innovare la scuola e la qualità della didattica; conservando ciò che di buono oggi è rimasto, proporlo in una veste strutturata e non di emergenza. Per farlo serve una fotografia suffragata dall’evidenza che solo una mole significativa di dati può offrire. Ecco, quindi, il progetto presentato questa mattina a Milano: Innovazione didattica: i Big Data per disegnare la scuola di domani. Alla presentazione del programma di ricerca di Fondazione Cariplo, Polimi e WeSchool, hanno preso parte tra gli altri Giovanni Fosti, Presidente Fondazione Cariplo, Ferruccio Resta, Rettore Politecnico Miliano, Marco De Rossi, CEO WeSchool, Roberto Ricci, Presidente INVALSI, Vittorio Colao, Ministro per l'innovazione tecnologica e la transizione.

Si tratta del primo studio (vedi allegato a fondo pagina) che mira a utilizzare la potenza informativa dei Big Data per indagare le potenzialità del digitale per la didattica del futuro. La ricerca utilizza informazioni e dati raccolti tra marzo 2019 e agosto 2021 e messi a disposizione da WeSchool in un’ottica di ampia condivisione. Lo studio coinvolge 1 milione 730 mila utenti attivi sulla piattaforma WeSchool, di cui l’88% studenti, il 10% insegnanti, il 2% appartenenti ad altri gruppi, ad esempio genitori. L’analisi ha riguardato circa 16mila scuole di tutta Italia: il 17% scuole per l’infanzia, il 30% primarie, il 47% secondarie. In definitiva, sono stati coinvolti più di 172mila insegnanti (con età media pari a 46 anni) e oltre un milione e mezzo di studenti (che rappresentano il 17% degli studenti italiani iscritti nell’anno scolastico 2019-2020). Sul piano della distribuzione geografica, molte sono le scuole del sud ad aver colto l’opportunità di utilizzo di WeSchool (in Sicilia, ad esempio, 2 scuole su 5 erano presenti in piattaforma).

I risultati preliminari presentati questa mattina si articolano su due direttrici. Da un lato l’analisi ha approfondito le attività registrate dalla piattaforma, quali, ad esempio, la pubblicazione di post, lo svolgimento di lezioni, la somministrazione di test, la creazione di conferenze e la condivisione di materiali. Dall’altro è stata somministrata una survey agli utenti-docenti al fine di tracciare le competenze digitali maturate in questi due anni, valutare il beneficio offerto dalla didattica a distanza e dal conseguente utilizzo di strumenti digitali e analizzare le tipologie di strumenti digitali utilizzati insieme alle diverse modalità didattiche innovative per il futuro dell’attività didattica.

Di seguito le principali evidenze emerse da questa prima fase della ricerca.

La didattica digitale porta insegnanti di diverse classi e materie a lavorare di più in team

Secondo quanto emerge dai dati, la didattica digitale, nel giudizio del campione di 1.800 docenti intervistati, ha avuto un impatto positivo sulla comunicazione e interazione tra gli attori della scuola. L’impatto della didattica digitale sulla comunicazione dei docenti con gli studenti è valutato positivamente dal 63% del campione (contro il 19% negativo), sulle modalità di interazione con le famiglie dal 50% (vs. 23% negativo), sulla comunicazione tra studenti all’interno della classe dal 45% (vs. 30% negativo).

L’impatto positivo è confermato dalla prima analisi dei big data: del totale dei gruppi creati, il 10% di questi era di docenti evidenziando quindi la necessità di creare rete tra colleghi per affrontare al meglio le sfide poste dal nuovo contesto, condividendo, all’interno di ogni gruppo, soprattutto risorse didattiche. Nei 27.898 gruppi di docenti creati nella piattaforma WeSchool nel biennio di analisi sono stati in media presenti 3 studenti insieme ad 8 docenti; le 119.594 classi di lunga durata (almeno due mesi) formatesi hanno creato in media, a fronte di 20 lezioni, 58 allegati e ben 91 post interattivi.

La verifica è online: il lockdown ha consolidato nuove prove di valutazione, digitali e a distanza

Secondo i dati raccolti, prima dell’emergenza sanitaria il 35% dei docenti non aveva mai utilizzato strumenti digitali per l’attività di valutazione degli studenti (e solo il 13% li usava sempre); durante la DAD il 46% li ha usati sempre e il 20% più di una volta a settimana. Con il rientro degli studenti in classe, il 57% dei docenti utilizza strumenti digitali per l’attività di valutazione almeno una volta al mese, mentre il 19% sempre. L’analisi dei big data evidenzia inoltre che nelle scuole secondarie di II grado, nel biennio di analisi, il numero di verifiche finali dell’apprendimento svolte in piattaforma ha perfino superato il numero di esercitazioni proposte agli studenti.

Non solo dirette su Zoom: come i docenti hanno innovato il proprio modo di insegnare durante la DAD

In che modo gli strumenti digitali sono stati utilizzati per la didattica? Prima, durante e dopo la DAD la maggior parte dei docenti intervistati li ha utilizzati come supporto alla lezione frontale. Il digitale è anche un mezzo per creare contenuti didattici: il 68% dei docenti afferma di aver prodotto in autonomia almeno una volta a settimana i materiali didattici condivisi con gli studenti, mentre il 67% ha utilizzato, con la stessa frequenza, materiali didattici prodotti da terzi. Durante la DAD la tecnologia ha assunto un ruolo rilevante nell’assegnazione dei compiti e nelle azioni di monitoraggio di compiti e attività per l’87% degli intervistati che ne hanno fatto ricorso almeno una volta ogni sette giorni.

Il 55% dei docenti del campione afferma che la didattica digitale ha avuto un impatto molto positivo o positivo sulla partecipazione degli studenti alle attività didattiche. Durante la DAD la percentuale di docenti che dichiara aver implementato metodologie innovative e partecipative almeno una volta a settimana è del 73%, aumentando del 44% rispetto al periodo pre emergenziale. Una volta terminata l’emergenza, il confronto con i dati pre pandemici fa emergere un parziale ritorno alle vecchie abitudini (46%).

La resilienza dei docenti: formazione, sviluppo di nuove competenze e scambio tra pari per affrontare le novità della DAD

Nei 27.898 gruppi di docenti creati nella piattaforma WeSchool, durante il periodo di lockdown iniziato a marzo 2020 si è sviluppata un'attività di network e condivisione di buone pratiche tra gli insegnanti. In media, nell’arco di un solo mese, sono stati condivisi all’interno di un singolo gruppo 12.2 risorse, 11.2 post di interazione, 8.5 esercizi proposti, 5.6 lavagne condivise, a testimonianza della volontà di informarsi e aggiornarsi in modo rapido e condiviso con i pari, mentre la DAD entrava a far parte della quotidianità.

Dalla survey emerge ulteriormente che solo il 17% dei docenti, durante la prima fase dell’emergenza, si sentiva del tutto o molto “preparato ad affrontare la DAD grazie all’utilizzo di strumenti digitali”, mentre dopo l’esperienza della DAD il 53% dei docenti è del tutto o molto d’accordo nel “sentirsi più sicuro nell’utilizzo degli strumenti digitali per la didattica”. Secondo l’88% dei docenti intervistati la didattica digitale ha impattato positivamente o molto positivamente sulle competenze digitali dei docenti, il 66% è d’accordo o molto d’accordo nell’utilizzare la didattica digitale anche in futuro, e più della metà dei docenti (il 57%) è d’accordo o molto d’accordo sulla necessità di sviluppare ulteriormente competenze digitali. Infine, il 67% del campione di docenti si dichiara d’accordo o molto d’accordo che “i mesi d’emergenza abbiano modificato permanentemente la presenza di strumenti digitali”.

I punti deboli della DAD: tempo, inclusione e accessibilità

Secondo il campione di intervistati, durante l’anno scolastico 2019/2020, quasi 7 docenti su 10 riportano di aver coperto una porzione tra il 50% e il 90% del programma che avevano previsto. 5 docenti su 10 stimano che la partecipazione degli studenti alla DAD sia stata superiore al 90% della classe (ma 2 docenti su 10 stimano una partecipazione inferiore al 50% della classe). Per quanto in misura più contenuta, la DAD ha inciso in modo evidente anche durante l’anno scolastico 2020/2021, soprattutto nelle scuole del secondo ciclo.

In base ai risultati raccolti, il principale motivo dell’assenza degli studenti dalle lezioni durante la DAD è stato, sempre o frequentemente, la scarsa connessione ad Internet (secondo il 50% dei docenti), seguito dalla scarsa motivazione degli studenti (30%), dalla mancanza di dispositivi digitali (29%) e dallo scarso supporto da parte della famiglia (28%).

Lo studio elaborato dal Politecnico di Milano con il supporto di WeSchool metterà a disposizione un vero tesoro di conoscenza, sul quale Fondazione Cariplo con la collaborazione dell’Evaluation Lab della Fondazione Giordano dell’Amore, intende innestare una serie di iniziative per contrastare le disuguaglianze che la pandemia ed altre forme di esclusione e povertà hanno prodotto e produrranno sulle giovani generazioni, e quindi con gravi conseguenze sul futuro dei ragazzi e del nostro Paese.

Ora la domanda è: che cosa vogliamo fare del tesoro di conoscenza e dell’innovazione prodotta così violentemente dalla Pandemia?

Giovanni Fosti, Presidente di Fondazione Cariplo dichiara “Questo progetto si inserisce in un ambito di azione prioritario per Fondazione Cariplo: sviluppare conoscenza condivisa per generare innovazione sulle tematiche cruciali per le persone e per il Paese. L’importante patrimonio di dati condiviso da WeSchool ed elaborato dal Politecnico di Milano ci permette di approfondire dinamiche, limiti e potenzialità degli strumenti di didattica digitale per migliorare il loro utilizzo. La sfida è far sì che la digitalizzazione diventi sempre più occasione per investire sulle potenzialità dei nostri ragazzi, offrendo maggiori opportunità di apprendimento e sostenendo soprattutto chi ha subito maggiormente gli effetti negativi di questi due anni di pandemia.”

“I dati non disegneranno solo la scuola del futuro, ma l'intera società: dal quantum computing all’HPC. Per questo è fondamentale non ragionare per compartimenti stagni, ma inserire la scuola in una visione integrata, complessa, che va dagli investimenti in infrastrutture digitali alle misure di crescita economica ed occupazionale.  – commenta Ferruccio Resta, Rettore del Politecnico di Milano – Quello che abbiamo fatto nelle scuole, così come nelle università, con la formazione a distanza è un passo dal quale non si torna indietro, non più per risolvere un’emergenza, ma per progettare i prossimi vent’anni e quello che succederà dopo il 2026. Quindi è bene che ricerche come queste, focalizzate e tematiche, non rimangano degli esprimenti isolati, ma che vengano integrate all’interno di un ragionamento ampio e di sistema Paese.

"La scuola è in una fase di profonda evoluzione e crediamo che per disegnare una nuova didattica a beneficio di milioni di studenti e docenti sia fondamentale avere un approccio basato su evidenze e dati, a partire da quello che è successo durante la pandemia" – dichiara Marco De Rossi, AD di WeSchool – "Per questo motivo, essendo con i nostri contenuti e con la nostra tecnologia protagonisti di questo cambiamento, viviamo come atto civico la scelta di condividere per finalità di ricerca i nostri Big Data e ci auspichiamo che molti altri attori facciano la stessa scelta”.

13 Aprile 2022

Fondazione Cariplo ha promosso 4 nuovi progetti di housing sociale sul territorio lombardo, di cui due in provincia di Sondrio, uno in provincia di Bergamo, uno nell’hinterland milanese per un importo complessivo di circa 943 mila euro.

L’Housing sociale è uno dei temi chiave per Fondazione Cariplo che, anche per il 2022, ha stanziato risorse pari a 2,5 mln di euro per l’abitare sociale delle persone fragili. Dal 2000 ad oggi sono stati sostenuti 360 progetti di “Housing sociale”, deliberando contributi per oltre 67 milioni di euro. La stima è di aver creato oltre 6.000 posti letto per soggetti con fragilità.

I progetti nuovi di Housing sociale

A Prata Camportaccio (SO) nasce “La Casa dell’accoglienza di Prata”, realizzata dalla Parrocchia S. Eusebio grazie ad un contributo di 135.000 €. Il progetto prevede la ristrutturazione dell’ex casa parrocchiale S. Eusebio per la realizzazione di 4 unità abitative destinate all’autonomia e inclusione sociale di singoli o nuclei familiari in condizione di fragilità socio abitativa.

Con un contributo di 350.000 € si è scelto di sostenere il progetto promosso dalla Cooperativa sociale La Breva di Traona (SO) che prevede la realizzazione di un “condominio solidale” (16 posti ) da una parte destinato a persone anziane autosufficienti, dall’altra a persone con disagio psichico (anche anziane). Un intero appartamento sarà invece utilizzato per ospitare persone con disabilità psicofisica medio lieve.

La Cooperativa sociale Nazaret di Arese intende proporre due soluzioni abitative leggere (8 posti letto) che contribuiscono a concretizzare da un lato il diritto alla vita indipendente delle persone con disabilità e dall’altro la possibilità per persone con problemi di salute mentale di sperimentarsi in un alloggio ponte prima di una piena autonomia. Il contributo di 107.000 € sarà destinato prevalentemente all’avvio gestionale dei servizi di accompagnamento..

Si è scelto di destinare un contributo di 350.000 € al progetto “Abitare le età” presentato dalla Cooperativa sociale Abitare di Seriate che ha l’obiettivo di attivare nel comune di Scanzorosciate una comunità alloggio sociale anziani (C.A.S.A). La struttura disporrà di 12 camere singole per persone over 65 autosufficienti del territorio che versino in condizione di fragilità (abitazione non adeguata, solitudine, etc).

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