QuBì – La ricetta contro la povertà infantile
Il programma QuBì – La ricetta contro la povertà infantile, fortemente voluto nel 2017 dall’allora presidente di Fondazione Cariplo Giuseppe Guzzetti, ha messo in campo quasi 27 mln di euro di risorse complessive per la realizzazione di azioni di contrasto della povertà minorile.
Analisi dello scenario
Nel 2017, grazie alla collaborazione con il Comune di Milano, è stato possibile passare dalle stime ai dati e fotografare, per la prima volta, la povertà minorile e la sua incidenza nei diversi municipi e quartieri. L’analisi realizzata consegnava l’immagine di una città in cui i contributi pubblici di sostegno al reddito avevano raggiunto 19.181 nuclei famigliari, corrispondenti a 54.493 individui. Le famiglie con minori raggiunte erano 9.433, per un totale di 19.703 bambine e bambini, ragazze e ragazzi. Ma il dato non teneva conto di quelle famiglie che non richiedevano le misure di sostegno al reddito per via della mancanza dei requisiti di accesso o perché, più semplicemente, non ne erano a conoscenza o non erano in grado di presentare domanda. Con l’obiettivo di poter raggiungere le famiglie non intercettate, era necessario lavorare a stretto contatto con la parte di città che quelle famiglie le conosceva, con operatrici e operatori, volontari e assistenti sociali che ogni giorno le incontravano nei quartieri, nei cortili, nelle sedi delle organizzazioni e negli spazi di distribuzione delle derrate alimentari.
Interventi di contrasto alla povertà alimentare
Nella piena consapevolezza di un bisogno quanto mai urgente da soddisfare, QuBì dal 2017 ha iniziato a sostenere una molteplicità di interventi mirati per il contrasto alla povertà alimentare, a partire dall’attivazione, grazie all’Associazione Banco Alimentare della Lombardia, dei primi due Hub di recupero delle derrate alimentari dalla Grande Distribuzione Organizzata. Inoltre, in collaborazione con Caritas Ambrosiana, sono stati attivati i primi tre Empori della Solidarietà milanesi nei quartieri di Barona, Lambrate e Niguarda e sostenute sei Botteghe della Solidarietà già presenti: presidi che hanno contribuito a soddisfare i bisogni alimentari di circa 7.000 persone ogni anno con spese mensili o quindicinali.
Uno degli interventi che ha maggiormente contraddistinto il Programma è stata l’attivazione di 23 reti di prossimità nei quartieri in cui era presente la maggior incidenza di povertà minorile: 500 organizzazioni coinvolte che, con la stretta collaborazione delle assistenti sociali del Comune, hanno realizzato 23 progettazioni che, da gennaio 2019 a marzo 2024, hanno intercettato migliaia di famiglie fragili, rispondendo ai loro bisogni specifici e primari e attivando percorsi di miglioramento delle loro condizioni. Le reti di quartiere hanno lavorato sia sulla povertà materiale dei minori che sull’intercettazione, l’ascolto e l’orientamento delle famiglie e sulla creazione di opportunità educative e relazionali per bambini e ragazzi: progetti che hanno accompagnato circa 53mila persone di cui 29.500 minori e che hanno visto il coinvolgimento di migliaia di operatori e volontari.
Modello di welfare di prossimità
Al di là delle cifre, il valore di QuBì risiede nel lascito di un modello consolidato di welfare di prossimità per il contrasto alle povertà, possibile grazie al lavoro di rete sul territorio, alla capacità di ricomposizione delle risorse presenti (pubbliche e private) e alla creazione di risposte nuove, laddove necessario.
Prossimi step
QuBì continuerà a sostenere per l’anno scolastico 2025/2026 il sistema dei doposcuola cittadini, in continuità con le annualità precedenti: la modalità di lavoro in rete, sperimentata nei quartieri, era stata adottata sui doposcuola già per l’anno scolastico 2022/2023 per rispondere a un bisogno specifico, quello del sostegno allo studio, diventato ancora più necessario dopo i mesi di lockdown. Oggi sono attive 9 reti municipali che coinvolgono 220 doposcuola anche grazie alla condivisione di operatori, prassi e modalità di intervento e che raccolgono circa 8.000 minori, di cui l’80% si trova in condizioni di fragilità sociale ed economica.
Oggi le reti QuBì sono patrimonio della città: l’assessorato Welfare e Salute del Comune di Milano, in collaborazione con altri assessorati dell’amministrazione, ha avviato nel 2023 un percorso di co-programmazione e co-progettazione sul tema del contrasto della povertà minorile con gli enti della città, da cui è emersa la volontà di mantenere molte delle modalità di lavoro sperimentate in questi anni (reti e lavoro di prossimità, collaborazione tra non profit e assistenti sociali di comunità, etc.). QuBì è quindi oggi un intervento realmente cittadino, che coinvolge non più solo i 23 quartieri individuati anni fa, ma tutti e 9 i municipi, con un rinnovato ingaggio dell’amministrazione e delle organizzazioni di terzo settore.
Per poter contribuire e sostenere il lavoro di QuBì è stato istituito il Fondo QuBì presso la Fondazione di Comunità Milano: le donazioni saranno, nello specifico gli interventi solidali dalle reti di terzo settore a favore di bambine e bambini a rischio marginalità ed esclusione in tutti e nove i Municipi.