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Sette parole per abbattere i pregiudizi sulla disabilità

Nel palinsesto di Bergamo Brescia Capitale della Cultura, nell’ambito di “La cultura come cura” il ponte che unisce le province di Brescia e Bergamo, diventa il luogo ideale per la costruzione di un “ponte” simbolico verso il mondo della disabilità.

Un’iniziativa promossa dalla cooperativa sociale "Il Germoglio" di Iseo (BS), in collaborazione con la cooperativa sociale "Il Battello" di Sarnico (BG) e sostenuta all’interno del bando di 3,5 milioni di euro: CAPITALE DELLA CULTURA 2023 Fondazione Cariplo e le Fondazioni delle Comunità Bergamasca e Bresciana insieme per il territorio”.

Durante il flash-mob a cui prenderanno parte attivamente gli ospiti delle due cooperative “Il Germoglio” e “Il Battello” ogni partecipante riceverà in dono un opuscolo 7 parole chiave, 7 frasi, suoni, colori, simboli o disegni che daranno voce ai bisogni spesso taciuti degli ospiti della cooperativa, un gesto che aiuterà e persone ad avvicinarsi al mondo della disabilità. L’opuscolo è frutto del lavoro biennale degli educatori e formatori che hanno fatto da tramite alle emozioni degli ospiti e del mondo esterno.

Inoltre, durante il flash mob, verranno letti i testi elaborati durante il percorso di formazione degli operatori. A dar voce alle emozioni degli ospiti saranno due interpreti speciali: Camilla Filippi, attrice, scrittrice, regista e fotografa nata a Brescia. Nel 2020 ha pubblicato il suo primo romanzo, intitolato "La sorella sbagliata," edito da Harper-Collins-Italia, che affronta il tema della disabilità - e Francesca Marsetti, Francichef - bergamasca di nascita e bresciana di adozione. Ogni giorno, alle 12.00, entra nelle case degli italiani nel programma condotto da Antonella Clerici.

In apertura e chiusura del flash mob è prevista una performance musicale in collaborazione con i conservatori "Luca Marenzio" di Brescia e di Darfo Boario Terme e "Gaetano Donizzetti" di Bergamo.

In contemporanea sul ponte Paratico/Sarnico, sarà possibile inoltre ammirare i 66 volti - tanti quanti i 66 chilometri che percorrono il lago d’Iseo – degli ospiti delle cooperative sociali “Il Germoglio” di Iseo e “Il Battello” di Sarnico. Le fotografie, realizzate da Pietro Arrigoni nel corso di un lavoro di residenza durato due anni all’interno degli spazi delle due cooperative, invitano lo spettatore a superare le barriere mentali e a guardare la disabilità con occhi nuovi.

Lo stesso giorno sarà possibile visitare anche l’esposizione fotografica, allestita presso il negozio di Sarnico della Cooperativa Sociale «Il Battello (Via Buelli, 10/A) aperto dalle 15.00 alle 19.30.

Le emozioni di chi attraversa «Il Ponte delle Parole» saranno poi raccolte nel podcast prodotto e realizzato durante l’evento dagli alunni della scuola secondaria di primo grado di Sarnico: «Posizionarsi sul ponte significa vivere una sospensione che crea leggerezza da un lato e forza lo sguardo nell'osservare chi si avvicina», spiega il direttore artistico Pietro Arrigoni: «Il timore del ponte è simile al timore della disabilità; la commistione fra parole, illustrazione, fotografia e suono è un modo per raccontare e aiutare a riflettere per superare queste paure»

Clelia Marini è la presidente della cooperativa Il Germoglio: «Quando abbiamo saputo della scelta di Brescia e Bergamo come capitale della cultura, ci siamo detti che dovevamo assolutamente esserci per riuscire a cambiare la modalità di sentire e vivere la disabilità Nell’immaginario collettivo i portatori di disabilità sono persone che fruiscono di cura e naturalmente è anche così. Però è anche l’inverso: perché occuparsi di disabilità è portare cura alla società. Il fatto di mettersi a disposizione della comunità è un valore e passa attraverso la cura e il contatto con le persone con fragilità.

Noi siamo collocati territorialmente sul confine perché la nostra sede è a Paratico proprio sul confine con la provincia di Bergamo e per realizzare questo progetto siamo entrati in contatto con una altra realtà come la nostra nell’altra sponda la cooperativa, la cooperativa “Il battello”. Abbiamo iniziato insieme un percorso che ha coinvolto anche le scuole perché i ragazzi sono il nostro futuro e da loro deve partire il cambiamento. In particolare, i ragazzi della scuola media di Sarnico hanno preso parte a una lunga preparazione per potersi approcciare ai nostri ospiti che hanno disabilità importanti e ora gli studenti saranno fisicamente con noi sul ponte durante il flash mob.

Gli educatori hanno lavorato a un percorso di formazione di 80 ore insieme agli ospiti della cooperativa che ha compreso fumettistica, narrativa fotografica, sul suono, danza terapia: l’obiettivo era quello di arrivare a sette parole chiave che potessero identificare sogni e bisogni dei nostri ragazzi e che ci auguriamo possano essere uno stimolo per aprire una riflessione in tutte le persone che incroceremo sul ponte.Questo opuscolo è il nostro tesoro, una delle parole è “Interpretarsi” perché molti dei nostri ospiti, che hanno disabilità molto gravi, non sanno esprimersi e hanno sempre bisogno di qualcuno che lo faccia per loro».

Francesca Marsetti “Francichef” ha aderito subito con entusiasmo al progetto: «Dico sempre scherzando che sono l’emblema dell’unione di Brescia e Bergamo perché sono di Grumello quindi bergamasca ma da vent’anni vivo a Clusane, dunque sono bresciana d’adozione, e sono piccolina come il ponte di Paratico, posso dire che chiudo il cerchio. Sono felice di partecipare, non ci ho pensato un attimo prima di dire di sì quando gli organizzatori me lo hanno chiesto, la notorietà è un privilegio se può servire ad attirare persone su un tema così importante. E in questo caso per sensibilizzare le persone, per aprirsi al mondo della disabilità, magari a essere meno concentrati solo su sè stessi.

Durante il flash mob leggerò le frasi che aiuteranno a capire il significato delle sette parole. Sono un po’ spaventata perché c’è grande segretezza e non conosco ancora le parole, ma io sono dislessica e spero che me le mandino un po’ prima! In tv i colleghi lo sanno e ci organizziamo prima, non vorrei fare pasticci proprio sul ponte!»

E sul “Ponte delle parole” si esprime anche il Ministro per le Disabilità Onorevole Alessandra Locatelli, che ha patrocinato l’iniziativa: «sono questi momenti preziosi che contribuiscono a tenere alta l’attenzione sulle fragilità e sull’importanza, nel particolare momento storico di transizione che viviamo, di mettere in campo azioni concrete e condivise, per garantire ad ogni persona una vita piena, dignitosa e partecipata».

Il programma completo è su www.ilpontedelleparole.it

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