27 Novembre 2025

Giunto alla quarta edizione, il bando di Fondazione Cariplo e Fondazione Telethon ha portato alla selezione di 26 nuovi progetti di ricerca, per un totale di circa 3,6 milioni di euro e con il coinvolgimento di 35 gruppi di ricerca provenienti da 12 diverse regioni italiane.

Con questo nuovo finanziamento, l’investimento complessivo delle due Fondazioni dal 2021 a oggi sale a oltre 17 milioni di euro, per un totale di 85 progetti finanziati e 125 laboratori italiani coinvolti.

In Lombardia, 14 sono stati i ricercatori che hanno meritato un finanziamento, per un investimento complessivo di circa 1,6 milioni di euro:

Un bando ispirato a un’iniziativa dell’NIH

Il programma si ispira a un’iniziativa dei National Institutes of Health (NIH) americani e mira a “illuminare la porzione più oscura del genoma umano”, invitando i ricercatori a esplorare aspetti genetici e meccanismi molecolari ancora in gran parte sconosciuti, ma con un forte potenziale per la comprensione e il trattamento delle malattie rare.

I progetti finanziati si concentrano su tre principali aree di ricerca:

  • geni associati a malattie rare la cui funzione è ancora poco conosciuta
  • “un genotipo, molteplici fenotipi clinici”, cioè casi in cui una stessa mutazione genetica può causare manifestazioni molto diverse da individuo a individuo
  • modificatori genetici, cioè varianti che possono influenzare la gravità o la comparsa dei sintomi di una specifica malattia.

Due modalità di finanziamento

Per la prima volta, i ricercatori hanno potuto scegliere tra due modalità di progetto: i “pilot”, della durata di un anno e destinati a generare dati preliminari o nuovi strumenti di ricerca e “full”, di durata fino a due anni e basati su dati preliminari già disponibili.

Sono stati così finanziati 14 progetti “Pilot” e 12 “Full”, a conferma dell’impegno delle due Fondazioni nel sostenere la ricerca di base.

I progetti finanziati

Le proposte presentate da enti di ricerca italiani no profit, pubblici o privati, sono state 146 in totale (di cui 50 progetti Full e 96 Pilot). La valutazione è stata affidata a una commissione medico-scientifica internazionale composta da 16 esperti di caratura internazionale, presieduta dal Dr. Massimo Pandolfo della McGill University di Montreal (Canada).

Come nelle precedenti edizioni, la selezione è avvenuta attraverso il metodo della peer-review – la revisione tra pari – che assicura qualità, imparzialità e trasparenza. La maggior parte dei laboratori finanziati (14 su 35) si trova in Lombardia, mentre gli altri sono dislocati in Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Molise, Piemonte, Toscana, Veneto, Liguria, Trentino-Alto Adige, Lazio, Puglia e Campania. Tra le patologie oggetto di studio figurano distrofie muscolariepilessiedisturbi del neurosviluppo e tumori rari.

20 Novembre 2025

In occasione della Giornata Mondiale dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, prende il via “Anita – L’infanzia prima”, il nuovo programma strategico (Sfida) di Fondazione Cariplo che ha come obiettivo il benessere di bambini e bambine da 0 a 6 anni.

La presentazione giovedì 20 novembre, presso l’Auditorium del Museo Nazionale della Scienzae della Tecnologia Leonardo da Vinci, con la presenza di Valeria Negrini, vicepresidente di Fondazione Cariplo; Susanna Mantovani, garante dei diritti per l’infanzia e l’adolescenza di Milano; Paola Mercogliano, ricercatrice senior della Fondazione Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici; Maria Xanthoudaki, direttrice education del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci e l’artista Valerio Berruti, che ha scelto l’infanzia come oggetto delle sue opere.

Sempre meno bambini e sempre più poveri

Secondo le più recenti stime di Istat, sono proprio i minori ad essere la fascia di popolazione più povera: un dato particolarmente importante per un Paese come l’Italia che sta affrontando un inverno demografico senza precedenti, in cui il tasso di fecondità è al minimo storico (1,18 figli per donna) e in cui, quindi, i bambini sono sempre meno.

Nel Nord del Paese, l’incidenza della povertà assoluta tra i bambini tra 0 e 6 anni è pari al 13%: dati “stabili” rispetto al 2024 ma mai così alti dal 2014 ad oggi. Sul territorio di riferimento di Fondazione Cariplo sono circa 16.000 i bambini e le bambine che faticano a ricevere il giusto apporto nutrizionale quotidiano: bambini e bambine che sono spesso invisibili, difficili da intercettare e sostenere. Come sottolineato da Caritas nel rapporto annuale pubblicato in occasione della Giornata Mondiale dei Poveri, la povertà è un fenomeno multidimensionale e spesso è accompagnato dalle solitudini e dall’isolamento. è necessario quindi uno sforzo straordinario e alleanze tra istituzioni e terzo settore: lavorare promuovendo azioni sistemiche, welfare di precisione e interventi di prossimità.

La sfida Anita e gli ambiti di intervento

Non si tratta di un semplice progetto, ma di una sfida che pone le sue priorità sulle necessità dei bambini e delle bambine: dare orientamento e sostegno ai neogenitori, rafforzare la rete dei servizi educativi, prestare attenzione alla qualità degli spazi in cui i bambini vivono e garantire accesso alla cultura fin dalla nascita.

Obiettivo: intercettare e sostenere – entro il 2028 – almeno 22mila bambini in povertà che si traduce in individuare un bambino su tre di quelli che si trovano in situazione di povertà assoluta nel territorio di riferimento mobilitando risorse, competenze e alleanze per un “investimento” complessivo di 20 milioni di euro.

La Vicepresidente di Fondazione Cariplo Valeria Negrini: «Con Anita – L’infanzia prima, Fondazione Cariplo compie una scelta coraggiosa: investire sull’infanzia come leva di cambiamento sociale. Non si tratta solo di numeri o di risorse, ma di una visione che mette al centro il diritto di ogni bambino a essere protagonista del proprio presente e, quindi, del proprio futuro. Mai prima d’ora abbiamo visto una mobilitazione così ampia di energie, competenze e alleanze: Anita è il segno di una comunità che si vuole fare carico del benessere dei più piccoli e in particolare dei più fragili tra loro, consapevole che dove stanno bene i bambini, c’è qualità di vita per tutti».

Anita – L’infanzia prima” risponde a questa sfida con un approccio integrato e partecipativo. Tra le azioni concrete: uno strumento digitale dedicato all’orientamento e al sostegno dei neogenitori fin dal percorso nascita, la creazione di un hub di competenze con Comuni e Terzo Settore per sostenere e manutenere servizi educativi zerosei affinché siano sempre più pronti a rispondere alle esigenze educative dei bambini e delle loro famiglie, anche nelle aree interne dove denatalità e spopolamento mettono a rischio intere comunità.

Sarà promosso un bando per innovare gli spazi di vita dei bambini, per individuare soluzioni in cui le strutture educative siano accoglienti e vivibili anche nei mesi più caldi e le aree gioco siano concepite come luoghi di sperimentazione e crescita.
Musei, biblioteche, teatri saranno sostenuti per potenziare l’offerta culturale dedicata all’infanzia e, contestualmente, saranno realizzati interventi per potenziare la fruizione dei luoghi di cultura da parte dei bambini più fragili.
Saranno sperimentate le “Baby Bank”, spazi di riuso di beni essenziali per la prima infanzia in cui dono e contrasto della povertà materiale sono al centro dell’azione dei territori.
Nel corso del 2026 verranno sostenute e potenziate le reti territoriali di contrasto alla povertà a partire dall’esperienza del “Tavolo Millegiorni” attivato dal Programma QuBì, la ricetta contro la povertà infantile a Milano.

Il programma darà vita ad un investimento specifico sulla ricerca scientifica sull’infanzia e ad una campagna di comunicazione volta a cambiare la narrazione pubblica e rendere l’infanzia un tema attrattivo anche per chi non è genitore o caregiver.

La forza di “Anita – L’infanzia prima” è data dalle alleanze già attivate e da quelle che saranno costruite durante il percorso: primo partner dell’iniziativa è Anci Lombardia con cui si intende promuovere un dialogo con i comuni del territorio.

«ANCI Lombardia ha sempre sostenuto con convinzione il percorso zerosei, riconoscendolo come una leva strategica per la crescita dei bambini e per il rafforzamento delle comunità locali» afferma Mauro Guerra, Presidente di ANCI Lombardia – «in questi anni abbiamo accompagnato i Comuni nella costruzione di un sistema integrato di qualità, che unisce progettazione educativa, programmazione territoriale e cura degli spazi di vita dei più piccoli. Come già dimostrato nel lavoro svolto accanto a Fondazione Cariplo nell’ambito del PNRR, intendiamo partecipare anche a questa ‘’sfida’’ con un contributo tecnico e operativo, non solo di rappresentanza».

è previsto un Comitato Consultivo che supporterà la stessa Fondazione Cariplo a leggere le diverse dimensioni del fenomeno e le specificità dei territori, con l’intento di dare risposte efficaci e risultati tangibili. Tra i membri del Comitato e primo Ambassador di Anita è Valerio Berruti, che con la sua produzione artistica rende protagonisti i bambini e le bambine e riporta lo spettatore adulto a quell’infanzia che interroga, emoziona e chiede risposte. La mostra “More than kids” da luglio a Palazzo Reale di Milano è stata prorogata fino al 30 novembre: «Essere Ambasciatore di Anita è per me motivo di orgoglio perché ho trovato una forte sintonia tra la mia opera e i temi centrali dell’intervento proposto da Fondazione Cariplo. Anita parla di spazio pubblico, di cultura e di sostegno all’infanzia vulnerabile, che per me – come artista e come persona – sono elementi necessari da affrontare per poter parlare di benessere dei bambini e non solo».

Per celebrare la Giornata Mondiale dei Diritti dell’Infanzia Fondazione Cariplo regala 200 biglietti per l’ingresso gratuito al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci e al Playlab – area dedicata ai bambini e alle bambine dai 3 ai 6 anni: un’azione simbolica per permettere ai bambini e agli adulti che li accompagneranno di vivere un’esperienza unica che altrimenti non avrebbero occasione di fare.

A gennaio il bando Anita Chiama

Appuntamento a gennaio per il lancio del primo bando Anita Chiama che avrà l’obiettivo il sostegno degli enti che lavorano per il benessere dell’infanzia, con particolare attenzione all’infanzia più vulnerabile. Lo strumento avrà due linee: Anita Chiama Ricerca rivolta alla comunità scientifica, con l’intento di produrre ricerca basata sulle evidenze e Anita Chiama Innovazione in cui gli enti di terzo settore potranno presentare proposte a sostegno dell’infanzia.

Perché il nome Anita

Il nome “Anita” non è casuale. Nel 1882 la Commissione Centrale di Beneficenza promuove l’istituzione del Fondo Garibaldi per la realizzazione di servizi educativi, fondo che resterà attivo fino al 1958.
La scelta di richiamare l’esperienza storica del Fondo Garibaldi e di legarla alla figura di Anita, simbolo di determinazione e impegno, consente di valorizzare il patrimonio identitario della Fondazione Cariplo, proiettandolo verso il futuro. Il naming “Anita” richiama immediatamente un’immagine positiva e riconoscibile, capace di evocare sia la tradizione sia l’innovazione, e di rappresentare un punto di riferimento per la narrazione e la comunicazione del programma.
Una storia che attraversa oltre un secolo di impegno e che oggi si rinnova per rimettere l’infanzia al centro riconoscendone il valore cruciale per lo sviluppo dei singoli individui e delle comunità

Che cosa sono le Sfide di Mandato

Il programma “Anita – L’infanzia prima” si inserisce nel quadro delle grandi Sfide di Mandato di Fondazione Cariplo: iniziative trasversali che mobilitano risorse e competenze su temi cruciali per il futuro delle comunità.
Oltre all’infanzia, le altre Sfide riguardano il contrasto del fenomeno dei giovani NEET, il sostegno ai progetti di vita delle persone con disabilità e al reinserimento delle persone detenute e in uscita dal carcere, per un impegno complessivo da parte di Fondazione Cariplo di oltre 80 milioni di euro. L’obiettivo è generare cambiamenti strutturali e duraturi, mettendo in rete enti non profit, attori pubblici e privati.

10 Novembre 2025

In un Paese dove le competenze economico-finanziarie rappresentano ancora un elemento di fragilità per i giovani, Fondazione Cariplo lancia “Bussola Finanziaria”, un ambizioso progetto dedicato a 36 Istituti Professionali di 12 province del suo territorio di riferimento. L’iniziativa punta a rafforzare l’alfabetizzazione finanziaria di oltre 2.000 studenti attraverso laboratori, attività didattiche e percorsi formativi innovativi, pensati per avvicinare i ragazzi ai temi dell’economia e della gestione consapevole delle risorse e migliorare le loro competenze economico-finanziarie.

Il Progetto prevede un totale di più di 1400 ore di formazione distribuite tra gli anni scolastici 2025/2026 e 2026/2027, con l’obiettivo di fornire agli studenti competenze e strumenti pratici per comprendere il valore del denaro, pianificare le proprie scelte economiche e sviluppare competenze indispensabili per costruire autonomia e benessere nel loro futuro.

La sfida è significativa. Secondo l’ultimo Rapporto OCSE PISA, quasi uno studente su cinque in Italia non raggiunge il livello minimo di alfabetizzazione finanziaria, un dato che si accompagna a profondi divari di genere e di contesto socio-economico. Negli istituti professionali, in particolare, la metà degli studenti mostra lacune significative nella comprensione dei concetti di base legati al denaro, al risparmio e alla gestione economica.

Con “Bussola Finanziaria”, Fondazione Cariplo intende rispondere concretamente a questi problemi, affiancando gli istituti professionali nell’introduzione dell’educazione finanziaria, come previsto dalla recente Legge n. 21/2024 (“Legge Capitali”) e dalle Linee guida per l’insegnamento trasversale dell’educazione civica (D.M. 183/2024).

Il Progetto si avvale della collaborazione di partner qualificati nel campo dell’educazione finanziaria in ambito scolastico, eQwa Impresa Sociale e Fondazione per l’Educazione Finanziaria, che metteranno in atto percorsi didattici con cui rendere l’apprendimento concreto, coinvolgente e misurabile. L’Evaluation Lab di Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore curerà la valutazione dell’efficacia del Progetto e dei suoi effetti sulle conoscenze e le competenze degli studenti, per individuare strumenti replicabili e diffondere buone pratiche.

Secondo Francesco Lorenzetti, Direttore dell’Area Finanza e Sostenibilità che ha promosso il Progetto: “Con Bussola Finanziaria, la prima iniziativa espressamente dedicata all’educazione finanziaria, Fondazione Cariplo conferma il proprio impegno nel promuovere l’inclusione economica e la crescita delle competenze fondamentali per la vita dei cittadini. Una bussola, appunto, per orientare i giovani nel complesso mondo dell’educazione finanziaria e accompagnarli verso un futuro più consapevole e sostenibile”.

06 Novembre 2025

Fondazione Cariplo ha definito la propria strategia e attività filantropica per il 2026, introducendo alcune novità significative. La Commissione Centrale di Beneficenza ha recentemente approvato il piano 2026, confermando un impegno economico di oltre 215 milioni di euro, in linea con lo scorso anno (con un incremento del 40% rispetto al 2024).

Una fitta programmazione con molte attività che verrà sviluppata con bandi e progetti.
Proseguono come da programma le tre grandi “sfide di mandato”, già avviate, ciascuna con un focus specifico verso giovani, bambini/e e persone con disabilità. A partire dal 2026, si aggiungerà una quarta sfida strategica, dedicata alle persone detenute in carcere, con un budget specifico di 20 milioni di euro.

Queste scelte nascono da due fattori principali: la solidità della gestione patrimoniale e la crescente domanda di interventi in diversi ambiti. La Fondazione ha deciso di mantenere alto livello di impegno, consapevole delle sfide che il territorio sta affrontando. La disponibilità di risorse è frutto dei risultati nella gestione del patrimonio, che, ad oggi ha un valore di oltre 12 miliardi e 400 milioni di euro.

Le quattro linee guida individuate nel 2024, dopo l’insediamento dei nuovi organi, restano il riferimento per l’azione futura:

  • Generare valore condiviso, sostenendo ecosistemi territoriali sostenibili.
  • Contrastare le disuguaglianze, intervenendo su povertà e fragilità.
  • Ampliare gli orizzonti, favorendo connessioni tra territorio, Italia ed Europa.
  • Rafforzare le comunità, creando condizioni abilitanti.

Nel corso dell’anno, vari approfondimenti hanno evidenziato la complessità di alcune tematiche già note: difficoltà giovanili, invecchiamento della popolazione, sostenibilità ambientale, inclusione sociale, transizione digitale, migrazioni, povertà educativa e culturale. Tutti fronti su cui la Fondazione è impegnata con una stella polare: il contrasto alle disuguaglianze crescenti.
La Fondazione ha quindi deciso di destinare risorse importanti a questi ambiti, che saranno sviluppati progressivamente grazie al lavoro delle Sottocommissioni e della Commissione Centrale e dalla elaborazione tecnica degli staff. Il quadro attuativo sarà completato nei primi mesi del 2026.

Giovanni Azzone, Presidente di Fondazione Cariplo, ha dichiarato: “Il 2025 è stato un anno intenso, in cui abbiamo aumentato le risorse a disposizione rispetto al passato. Anche per il 2026, sono stati messi a budget oltre 215 milioni di euro. Continuiamo ad ascoltare i territori e gli operatori, cercando di rispondere ai bisogni reali. Siamo particolarmente attenti ai giovani che non studiano né lavorano: in Lombardia sono oltre 160mila. Vogliamo offrire loro nuove opportunità. Proseguono anche i programmi dedicati all’autonomia delle persone con disabilità e al sostegno della prima infanzia. Non trascureremo le attività tradizionali, con bandi e progetti in ambito culturale, scientifico, ambientale e sociale, sempre con un approccio multidisciplinare. Abbiamo deciso di fare un passo in più: impegnarci per chi è detenuto in carcere, spesso ai margini e senza prospettive. Vogliamo costruire nuove alleanze con istituzioni e imprese, sul nostro territorio di competenza, ma anche in Italia e all’estero, perché queste sfide non si affrontano da soli. La Fondazione Cariplo è sempre più una piattaforma di servizi: alla disponibilità di risorse economiche aggiunge l’impegno a fare da collettore e lavorare insieme a chi ha a cuore queste tematiche. Fondamentale è l’apporto che gli enti del terzo settore danno alle comunità. Contiamo su una rete ricca ed articolata che ci consente stare sui territori capillarmente, anche nei luoghi più marginali, anche grazie alla presenza e all’azione delle 16 fondazioni di comunità locali. Ringrazio i componenti degli organi e lo staff della fondazione per il lavoro svolto e per la disponibilità a continuare con determinazione. I risultati della gestione patrimoniale ci permettono di guardare avanti con responsabilità e fiducia. A guidare le numerose e diverse attività della fondazione – conclude il presidente – è il contrasto alle disuguaglianze crescenti. Non possiamo accettare una situazione che vede allargarsi questa forbice”.

03 Novembre 2025

L’agricoltura sociale rappresenta un ambito in cui produzione, inclusione e cura dei territori si intrecciano. Non è soltanto un modello di impresa attenta all’ambiente e alle persone: è un’infrastruttura di welfare comunitario capace di creare opportunità occupazionali per persone in condizione di fragilità, rigenerare il paesaggio agricolo e rafforzare legami tra cittadini, organizzazioni del terzo settore e istituzioni.

Nel decimo anniversario dell’approvazione della legge nazionale sull’agricoltura sociale, il tema torna al centro dell’attenzione. Non si tratta di celebrare una ricorrenza, ma di consolidare le esperienze più efficaci e aprire nuovi cantieri di lavoro. Due strumenti sostenuti dalla Fondazione contribuiscono a questo obiettivo: il Quaderno dell’Osservatorio n.53 dedicato al bando Coltivare valore e AgriECO, il portale che organizza e rende accessibili i contenuti delle pratiche sostenute dall’Area Ambiente in ambito agricolo.

Quaderno Coltivare valore: dati, testimonianze e riflessioni

L’esperienza delle n. edizioni del bando Coltivare valore conferma che l’agricoltura sociale funziona quando dimensione ambientale e dimensione sociale sono integrate. Interventi di diversificazione colturale e gestione sostenibile delle risorse aumentano la resilienza delle aziende e creano spazi di apprendimento utili ai percorsi di inserimento. Allo stesso tempo, la presenza di servizi educativi e socio-terapeutici amplia la domanda di beni e servizi prodotti dalle imprese agricole, attivando economie di prossimità.

Il Quaderno, curato dall’Evaluation Lab di Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore, raccoglie e analizza i risultati delle edizioni del bando Coltivare valore (2018–2021). I numeri restituiscono la dimensione dell’impegno e dell’impatto:

  • 43 progetti sostenuti su tutto il territorio di riferimento di Fondazione Cariplo;
  • 10,3 milioni di euro di contributi;
  • oltre 440 percorsi di inserimento lavorativo attivati per persone in condizione di fragilità;
  • più di 200 ettari di terreni recuperati e gestiti con pratiche agroecologiche.

Oltre ai dati quantitativi, il Quaderno evidenzia fattori qualitativi che hanno inciso sui risultati:

I progetti sostenuti si sono misurati con questioni complesse: garantire percorsi di inserimento lavorativo efficaci richiede accompagnamento, formazione sul campo e tutoraggio strutturato. Sul piano ambientale, il recupero di superfici in stato di abbandono e l’adozione di pratiche agroecologiche hanno posto sfide legate alla sostenibilità economica e alla gestione delle risorse.

La costruzione di reti territoriali tra cooperative sociali, aziende agricole, enti pubblici e servizi socio-sanitari è un obiettivo cruciale, ma non semplice, perché implica coordinamento stabile e capacità di governance condivisa. Anche la qualità del lavoro rimane un tema centrale: regolarità contrattuale, sicurezza e progressione delle competenze sono condizioni da presidiare per evitare precarietà e garantire continuità.

Infine, l’elaborazione di modelli economici innovativi (filiere corte, trasformazione dei prodotti, integrazione con servizi educativi e forme di turismo rurale) apre opportunità, ma richiede investimenti, competenze e mercati in grado di sostenere la diversificazione produttiva.

Il documento non si limita così a fotografare i risultati, ma individua fattori abilitanti e criticità ricorrenti, offrendo indicazioni concrete per progettare interventi replicabili.

Il portale AgriECO: una piattaforma per orientarsi e collaborare

AgriECO è il portale che raccoglie le principali iniziative in ambito agricolo promosse dall’Area Ambiente, a partire dai progetti sostenuti dai bandi Coltivare valore e Ruralis, ma non solo. Non è solo un archivio: è uno strumento di apprendimento e condivisione. Contiene schede-progetto, mappe, materiali tecnici e linee d’intervento, pensati per chi opera sul territorio: cosa è stato fatto, con quali risultati, quali strumenti sono stati utilizzati e con quali partner.

Il portale consente di mettere in relazione casi e approcci, facilitando il riuso di pratiche efficaci e il loro adattamento a contesti diversi.

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