Generare conoscenza per ridurre le disuguaglianze

TIPO

Bando con scadenza

SOSTEGNO FORNITO

€ 2.300.000

OBIETTIVO

Generare nuova conoscenza per ridurre le disuguaglianze e favorire losviluppo di società più inclusive

PRINCIPALI LIMITI DI FINANZIAMENTO

Contributo compreso tra € 100.000 e € 200.000

Premessa

Il bando INEQUALITIES RESEARCH – Generare conoscenza per ridurre le disuguaglianze è un bando con scadenza che si inserisce nella linea di mandato “Ridurre le disuguaglianze intervenendo sulle diverse forme di povertà e fragilità”

Contesto

Il costante proliferare delle disuguaglianze rappresenta uno fra i principali ostacoli per il benessere delle persone, la coesione sociale e il progresso della collettività. Questo fenomeno si manifesta lungo molteplici dimensioni, dalla salute all’istruzione, dal reddito alla provenienza geografica, dall’identità di genere alla partecipazione civica, seguendo logiche sempre più additive e interconnesse. Le recenti crisi internazionali hanno ulteriormente ampliato questi divari, accentuandone la natura multidimensionale e anche il nostro Paese si allinea a questa tendenza globale.
In Italia, infatti, nel 2024, oltre 5,7 milioni di persone si trovavano in condizione di povertà assoluta, con un’incidenza più elevata tra famiglie numerose, monogenitori, nuclei con minori e famiglie con cittadinanza non italiana, dove il rischio di povertà raggiunge livelli sensibilmente superiori rispetto ai nuclei composti da soli cittadini italiani. Permangono inoltre marcati divari generazionali ed educativi: la povertà è più contenuta tra le famiglie con una persona di riferimento con almeno 65 anni e diminuisce al crescere del livello di istruzione. Anche gli indicatori di povertà relativa confermano questa tendenza, con un’incidenza che cresce significativamente all’aumentare della dimensione familiare.
Favorire lo sviluppo di una società più equa e accessibile, capace di garantire piena dignità di cittadinanza a tutte le persone, senza distinzione di condizioni economiche, sociali, territoriali, culturali o di genere, costituisce quindi una sfida di primaria importanza.
L’esperienza italiana, per altro, presenta elementi peculiari che offrono spunti preziosi per elaborare modelli di intervento rilevanti anche a livello internazionale. L’Italia, infatti, è riconosciuta come un mosaico territoriale complesso, dove convivono contesti molto differenti: grandi metropoli, piccoli centri, aree interne, città medie e territori rurali. Questa pluralità rende il Paese un osservatorio privilegiato per analizzare come le disuguaglianze cambino in relazione alla scala di osservazione e all’ampiezza dei territori considerati. Le attività di ricerca sono quindi chiamate a confrontarsi con tale complessità, valutando in che misura le proposte siano capaci di cogliere e integrare le specificità dei diversi contesti.

Accompagnare i dottori di ricerca nelle fasi iniziali della loro carriera

TIPO

Bando a due fasi

SOSTEGNO FORNITO

€ 8.000.000

OBIETTIVO

Supportare i dottori di ricerca nella costruzione della loro research identity attraverso il finanziamento di progetti

PRINCIPALI LIMITI DI FINANZIAMENTO

Contributo massimo € 200.000

Premessa

Il bando “Giovani Ricercatori – Accompagnare i dottori di ricerca nelle fasi iniziali della loro carriera” è un bando a due fasi che si inserisce nella linea di mandato “Creare le condizioni abilitanti al rafforzamento delle comunità”.

Contesto

Il dottorato di ricerca rappresenta il più alto grado di istruzione dell’ordinamento accademico italiano. Tale percorso comporta un investimento di almeno tre anni ed è finalizzato ad acquisire un’autonoma capacità di ricerca scientifica, attraverso cui poter elaborare prodotti e processi innovativi con creatività e rigore metodologico.

Secondo il Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea, ad un anno dal conseguimento del titolo, il 40,7% dei dottori di ricerca desidera intraprendere la carriera accademica, in Italia o all’estero. Tuttavia, almeno nel nostro Paese, esistono ad oggi pochi programmi di finanziamento che aiutano a muovere i primi passi nel mondo della ricerca; mancano, infatti, strumenti per consolidare le competenze e favorire l’indipendenza dei più giovani.

Intervenire in questo ambito è quindi importante sia per il singolo ricercatore, sia per la comunità scientifica. Infatti, la ricerca non è un’attività individuale, ma piuttosto il risultato del lavoro di team nei quali si bilanciano competenze e abilità differenti: da un lato, esperienza, relazioni sociali e capacità gestionali spesso possedute dai ricercatori strutturati e, dall’altro, originalità e innovatività tipiche dei più giovani.

Accompagnamento per la valorizzazione della ricerca

TIPO

Bando con scadenza.

SOSTEGNO FORNITO

€ 1.500.000

OBIETTIVO

Obiettivo generale del Bando vEIColo è valorizzare la partecipazione italiana alle call europee promosse dallo European Innovation Council (EIC) nell’ambito dei programmi EIC Pathfinder ed EIC Transition e incrementare la capacità di attrazione di fondi da parte degli Atenei e degli Enti di ricerca pubblici e privati italiani.

Premessa

Il Bando vEIColo è promosso da Fondazione Cariplo, nell’ambito della Linea di mandato “Creare le condizioni abilitanti al rafforzamento delle comunità”, da Fondazione Compagnia di San Paolo, tramite la Missione Valorizzare la ricerca, e dalla Fondazione CDP, all’interno del settore “Assistenza e Ricerca scientifica”.

Le tre Fondazioni collaborano al fine di promuovere e rafforzare il loro impegno nell’ambito della ricerca scientifica e dell’innovazione in ambiti di cruciale rilevanza per il futuro dell’Italia.

Contesto

Rivolto ad Atenei ed Enti di ricerca pubblici e privati non profit con sede legale in Italia, la terza edizione del Bando vEIColo intende rafforzare la cultura dell’innovazione e dell’imprenditorialità scientifica e facilitare il posizionamento strategico dei ricercatori nelle call EIC, in particolare nei programmi Pathfinder e Transition. L’intervento si inserisce in un contesto europeo caratterizzato da una competizione crescente per l’accesso ai programmi di sostegno all’innovazione.

In questo scenario, l’Italia dispone di un sistema della ricerca di elevata qualità e di un potenziale significativo ancora in parte inesplorato. Nei programmi EIC, il tasso di successo nazionale pari al 7,9%, a fronte di una media europea dell’8,7%, colloca il Paese nel gruppo dei “Moderate Innovator” e segnala ampi margini di rafforzamento nel percorso di trasformazione della conoscenza in soluzioni innovative ad alto impatto.

Su queste leve interviene vEIColo, con l’obiettivo di favorire la maturità tecnologica (TRL) dei risultati scientifici e la scalabilità commerciale delle innovazioni. L’intervento assume inoltre una dimensione sistemica, promuovendo il riequilibrio territoriale e il rafforzamento della capacità progettuale e di leadership delle istituzioni di ricerca del Sud Italia. Nel suo insieme, l’intervento contribuisce a trasformare la conoscenza d’eccellenza in impatti concreti per la competitività del sistema Paese.

La terza edizione conferma l’approccio delle precedenti, articolandosi su due linee di intervento complementari:

•            Linea 1 – Potenziamento: dedicata a progetti che hanno ottenuto una valutazione “sopra-soglia” ma non sono stati finanziati, con un contributo fino a 40.000 euro e 50 ore di coaching per il perfezionamento della proposta;

•            Linea 2 – Nuove opportunità: orientata a stimolare nuove candidature ad alto potenziale di trasferimento tecnologico, attraverso percorsi formativi e fino a 75 ore di accompagnamento specialistico.

TIPO

Call for Applications

SOSTEGNO FORNITO

Pilot Application: il budget totale massimo per ogni progetto di ricerca è di 50.000 €

Full Application: il budget totale massimo per ogni progetto di ricerca è di 250.000 €

OBIETTIVO

Promuovere la ricerca di base a supporto di progetti focalizzati su aspetti sconosciuti delle malattie rare.

Premessa

Fondazione Cariplo e Fondazione Telethon ETS hanno stretto un’alleanza per promuovere la ricerca di base a supporto di progetti focalizzati su aspetti sconosciuti delle malattie rare. La ricerca di base, soprattutto nel campo delle malattie rare, è ancora un’area di investimento orfana, ma è anche pionieristica per lo sviluppo della ricerca applicata nelle patologie più frequenti.
Infatti, l’analisi della letteratura scientifica ha evidenziato la tendenza dei ricercatori a concentrarsi su una porzione limitata del genoma umano. I geni più studiati non sono necessariamente i più significativi: a volte lo studio di un gene anziché di un altro è semplicemente legato alla tempistica della sua scoperta. Esistono quindi numerose regioni di DNA e set di geni – con i relativi mRNA e proteine ​​- la cui funzione è ancora sconosciuta ma che potrebbero potenzialmente svolgere un ruolo importante all’interno di pathway molecolari e meccanismi fisiologici e patologici.

Percorsi condivisi di ricerca.

TIPO

Bando con scadenza.

SOSTEGNO FORNITO

1.300.000 €

OBIETTIVO

Supportare percorsi di ricerca condivisi tra artisti e scienziati.

PRINCIPALI LIMITI DI FINANZIAMENTO

Contributo compreso tra € 50.000 e massimo € 100.000 e non superiore al 80% dei costi.

Premessa

Il bando “ARTESCIENZA – Percorsi condivisi di ricerca” è un bando con scadenza emesso congiuntamente dall’Area Arte e Cultura e dall’Area Ricerca Scientifica nell’ambito della Linea di mandato 1 “Creare valore condiviso, attraverso il sostegno alla creazione e allo sviluppo sostenibile di ecosistemi territoriali”.

Contesto

Nel panorama attuale, caratterizzato da complessità, interconnessione e rapida trasformazione, la conoscenza assume una connotazione sempre più plurale e aperta. Le grandi sfide del nostro tempo — ambientali, sociali, culturali o tecnologiche — richiedono approcci multidisciplinari capaci di attingere da fonti eterogenee e intrecciare saperi per generare risposte convincenti di fronte alla complessità che ci circonda.

In questo scenario, un dialogo efficace tra arte e scienza riveste un ruolo fondamentale per il progresso della società, favorendo una comprensione e una rappresentazione più profonda e sfaccettata della realtà. Artisti e scienziati, pur adottando metodi e linguaggi diversi, sono entrambi ricercatori e condividono l’orientamento verso approcci esplorativi e sperimentali. Entrambi, infatti, si avvalgono di rigore, creatività, immaginazione e intuizione per indagare il mondo da prospettive complementari. Il dialogo tra arte e scienza si rivela in particolare prezioso per arricchire i processi di ricerca, fornendo nuovi punti di vista, metodi esplorativi e strumenti espressivi, e coinvolgendo pubblici diversi. Inoltre, tale interazione innesca innovazione, anche proponendo nuovi format di collaborazione e spazi di sperimentazione. Infine, la relazione tra arte e scienza propone nuove prospettive e maggiore consapevolezza su sfide attuali a beneficio della comunità.

All’intersezione tra questi due mondi esiste dunque un enorme potenziale di innovazione, ma ci sono anche barriere significative ancora da superare: interazioni sporadiche e frammentarie, mancanza di dialogo paritario, tempi di ricerca troppo stretti e spesso vincolati all’ottenimento di risultati nel breve termine. Affinché il dialogo tra arte e scienza possa fiorire e aprire nuovi spazi cognitivi, è necessario favorire luoghi e tempi dedicati alla sperimentazione, dove artisti e scienziati possano incontrarsi per condividere sfide, esperienze e risultati.

A livello internazionale, esistono esempi virtuosi di progettualità che stimolano l’intersezione tra i due mondi. Citiamo per esempio il programma di residenze Arts at CERN, che invita gli artisti a sviluppare i propri progetti presso il laboratorio di fisica delle particelle di Ginevra; e l’iniziativa europea S+T+ARTS ideata per favorire l’inserimento di artisti all’interno di team scientifici, per stimolare nuove opportunità di innovazione tecnologica. Questi esempi, pur diversi per scopi e formati, presentano alcuni elementi in comune: team interdisciplinari, condivisione di spazi fisici e tempi di lavoro tra artisti e scienziati, documentazione del processo di dialogo tra i due mondi, networking tra istituzioni culturali, centri di ricerca, università, aziende, imprese creative.

Partendo da tali riflessioni, Fondazione Cariplo propone la seguente visione: promuovere un ecosistema in cui la ricerca artistica e quella scientifica possano dialogare, contaminarsi e crescere, generando nuove prospettive e forme di conoscenza.

Accompagnamento per la valorizzazione della ricerca.

TIPO

Bando con scadenza.

SOSTEGNO FORNITO

Il budget a disposizione ammonta a 1.500.000 euro e sarà assegnato mediante concessione di contributi, per massimi 880.000 euro, e servizi di formazione, coaching e accompagnamento. 

OBIETTIVO

Favorire la partecipazione dei team di ricerca italiani alle opportunità di finanziamento dei programmi Pathfinder e Transition dell’European Innovation Council (EIC).

Premessa

Il Bando vEIColo è promosso congiuntamente dalla Fondazione Compagnia di San Paolo, tramite la Missione Valorizzare la ricerca, dalla Fondazione Cariplo, nell’ambito della Linea di mandato “Creare le condizioni abilitanti al rafforzamento delle comunità” e dalla Fondazione CDP, all’interno del settore “Assistenza e Ricerca scientifica”. 

Contesto e obiettivi specifici del Bando

I Paesi dell’Unione europea faticano a tradurre l’elevata intensità di conoscenza in output produttivi e valore di mercato, manifestando una difficoltà sistemica nel capitalizzare i risultati della ricerca di eccellenza di cui l’Unione è forte promotrice. A frenare il percorso “dal laboratorio al mercato” è la scarsità di risorse investite nel venture capital, in particolare in confronto con player mondiali come gli Stati Uniti. Lo European Innovation Scoreboard 2024 della Commissione Europea riporta, tuttavia, che la performance in materia di innovazione continua a migliorare raggiungendo un aumento del 10% dal 2017 e una crescita dello 0,5% tra il 2023 e il 2024: anno dopo anno, anche grazie alle iniziative di policy comunitarie, si riduce costantemente il gap con i Paesi leader su scala globale

Nel contesto europeo, l’Italia si configura come Moderate innovator. Infatti, la innovation performance nazionale è stimata al di sotto della media europea anche se sta migliorando a un ritmo superiore rispetto a quello del resto dell’UE (+10%).

Contribuisce certamente al miglioramento del posizionamento europeo l’investimento comunitario messo in campo nel programma quadro settennale di Horizon Europe, che ha visto la luce nel 2021 e che si estenderà fino al 2027. La novità introdotta da Horizon Europe all’interno del “terzo pilastro” è lo European Innovation Council (EIC), che promuove la cooperazione tra ricerca e industria sostenendo lo sviluppo di innovazioni tecnologiche breakthrough capaci di creare nuovi mercati interni e internazionali. L’obiettivo dello EIC è facilitare il passaggio delle tecnologie da uno stadio iniziale di sviluppo a uno stadio sufficientemente evoluto da consentirne l’applicabilità a livello industriale, riducendo contestualmente il rischio tecnologico. L’impianto dello EIC è costruito con l’intento di accompagnare il “viaggio dal laboratorio al mercato” lungo l’intero spettro del TRL (Technology Readiness Level) attraverso tre diversi programmi di finanziamento: EIC Pathfinder, che fornisce supporto nelle fasi iniziali dello sviluppo di soluzioni tecnologiche innovative (fino a TRL 4); EIC Transition, che si pone a sostegno della maturazione della tecnologia e la sua validazione di mercato (da TRL 4 a TRL 6); EIC Accelerator, che sostiene PMI e start up nello scalare innovazioni aventi il potenziale di imporsi sul mercato (da TRL 6 a TRL 8 e, potenzialmente, TRL 9).

Concentrandosi sulla performance italiana nel dettaglio dei tre programmi di finanziamento dello EIC, il tasso di successo nazionale complessivo, pari all’8,6%, è ancora al di sotto della media europea (9%), con la prestazione italiana che decresce all’aumentare del potenziale di sfruttamento industriale delle tecnologie. 

Può essere utile sottolineare come il contributo a tali stime venga in larga parte da un ristretto numero di realtà nazionali: osservando il dettaglio della composizione territoriale degli indici, risulta evidente una scarsa partecipazione delle regioni del Sud Italia, per le quali il success rate si riduce attorno al 6,5%.

A fronte di questi dati, appare sempre più necessario rendere maggiormente pervasiva la cultura dell’innovazione e dell’imprenditoria negli Atenei e negli Enti di ricerca: il processo passa attraverso la necessità di formare competenze – e cultura – che accompagnino la valorizzazione economica dei risultati della ricerca. Pare pertanto cruciale offrire al personale di ricerca occasioni di formazione e di accompagnamento rispetto alle opportunità di finanziamento legate ai programmi dello EIC. 

Il Bando vEIColo intende favorire la partecipazione dei team di ricerca italiani alle opportunità di finanziamento dei programmi Pathfinder e Transition dello EIC. Esso interessa l’intero territorio nazionale grazie alla collaborazione tra la Fondazione Compagnia di San Paolo, la Fondazione Cariplo e la Fondazione CDP. Le tre Fondazioni collaborano al fine di promuovere e rafforzare il loro impegno nell’ambito della ricerca scientifica e dell’innovazione in ambiti di cruciale rilevanza per il futuro dell’Italia. 

TIPO

Bando con scadenza a due fasi.

SOSTEGNO FORNITO

€ 1.600.000

OBIETTIVO

Applicare il potenziale della tecnologia e/o del digitale per innovare i servizi di welfare in risposta all’evoluzione dei bisogni.

PRINCIPALI LIMITI DI FINANZIAMENTO

Contributo massimo € 220.000 (Linea 1) o € 90.000 (Linea 2) e non superiore all’80% dei costi.

Premessa

Il bando è emesso dall’area Servizi alla Persona e dall’area Ricerca scientifica e Trasferimento tecnologico di Fondazione Cariplo nell’ambito della linea di mandato 4 “Creare le condizioni abilitanti al rafforzamento delle comunità” con il supporto di Cariplo Factory S.r.l. Società Benefit e Fondazione Social Venture Giordano dell’Amore (FSVGDA).

Contesto

Il welfare italiano si sta confrontando con diverse sfide: oltre alle criticità storiche che il sistema si trascina da tempo (ad esempio un impianto di servizi sottodimensionato con bassi tassi di copertura, il peso eccessivo dei trasferimenti monetari, la frammentazione delle risorse e delle responsabilità istituzionali, ecc..) ve ne sono di nuove legate ai cambiamenti socio-demografici e alle conseguenze delle crisi internazionali in atto.

Per capire la portata di queste sfide, basti pensare ai due principali fenomeni che, dal punto di vista demografico, stanno interessando il nostro Paese: la decrescita della natalità e l’invecchiamento della popolazione.

I nati nel 2023 sono stati 379 mila, l’undicesimo minimo storico di nascite di fila dal 2013. Il numero medio di figli per donna è pari a 1,20 contro 1,68 della Francia (uno dei paesi europei con il tasso di fecondità più alto). I ridotti tassi di natalità oltre a causare un assottigliamento delle famiglie e una minore capacità di cura, nel lungo periodo comporteranno anche una riduzione del gettito fiscale e il rischio di una compressione di risorse destinate ai sistemi di welfare. A questo fenomeno si affianca un processo diinvecchiamento con un’età media della popolazione di 46,6 anni. Gli ultrasessantacinquenni nel 2023 ammontavano a oltre 14 milioni individui, il 24,3% della popolazione totale contro il 24,1% dell’anno precedente.

Questi cambiamenti stanno innescando tensioni importanti sulla tenuta del sistema di welfare, che sono destinate ad aggravarsi alla luce delle previsioni demografiche per i prossimi anni. Diventa quindi ancora più urgente innovare i servizi per potenziarne la capacità di risposta e per fronteggiare il rischio di riduzione delle risorse disponibili.

Le nuove tecnologie e il digitale possono rappresentare, come già si sta verificando in altri settori, lo strumento abilitante delle innovazioni e dei cambiamenti che il settore del welfare dovrà provare ad implementare. Sono numerose le applicazioni a disposizione in tal senso, come ad esempio la sensoristica per il monitoraggio delle persone fragili, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale in ambito educativo e le piattaforme digitali che facilitano la conoscenza e l’accesso ai servizi. Innovazioni tecnologiche di questo tipo, già diffuse in altri ambiti, sono ancora marginali nell’ambito dei servizi di welfare ma potrebbero diventare un importante “driver” di cambiamento se capaci di integrarsi con la dimensione relazionale/comunitaria.

Generare conoscenza per ridurre le disuguaglianze.

TIPO

Bando con scadenza.

SOSTEGNO FORNITO

€ 2.300.000

OBIETTIVO

Generare nuova conoscenza per ridurre le disuguaglianze e favorire lo sviluppo di società più inclusive.

PRINCIPALI LIMITI DI FINANZIAMENTO

Contributo compreso tra € 100.000 e € 200.000

Premessa

Il bando INEQUALITIES RESEARCH – Generare conoscenza per ridurre le disuguaglianze è un bando con scadenza che si inserisce nella linea di mandato “Ridurre le disuguaglianze intervenendo sulle diverse forme di povertà e fragilità”.

Contesto

Come ampiamente riconosciuto il costante proliferare delle disuguaglianze rappresenta uno fra i principali ostacoli per il benessere delle persone, la coesione sociale e il progresso della collettività.

La salute, l’istruzione, il reddito, la provenienza geografica, la sicurezza personale, l’accesso al mondo del lavoro e la capacità di partecipare al processo decisionale sono solo alcuni esempi delle possibili dimensioni di disuguaglianza che oggigiorno tendono a verificarsi sempre più secondo una logica additiva e complessa. Questa situazione, già di per sé articolata, si è ulteriormente aggravata a seguito delle crisi internazionali più recenti legate alla pandemia e alle guerre in Ucraina e Palestina, peggiorando il profilo delle disparità a livello multidimensionale.

Nel 2023, poco più di 2,2 milioni di famiglie (8,4% del totale) e quasi 5,7 milioni di individui (9,7%) si trovavano in povertà assoluta, con una maggiore incidenza tra le famiglie con almeno uno straniero (30,4%) rispetto a quelle composte solo da italiani (6,3%). La povertà relativa riguardava il 10,6% delle famiglie (oltre 2,8 milioni) e il 14,5% degli individui (8,5 milioni), in leggero aumento rispetto al 2022. I minori in povertà assoluta rappresentavano il 13,8%, valore più elevato della serie storica dal 2014. Complessivamente, sempre nel 2023, il 22,8 % della popolazione si trovava a rischio povertà o esclusione sociale. Questo dato è risultato leggermente in calo rispetto al 2022 (24,4%). Da notare, però, il lieve aumento della grave deprivazione materiale e sociale (4,7%). Nel 2022, il reddito medio familiare è aumentato nominalmente (+6,5%), ma diminuito in termini reali (-2,1%) a causa dell’inflazione, mentre il reddito delle famiglie più ricche era 5,3 volte superiore a quello delle più povere.

L’esperienza italiana presenta elementi peculiari e potenzialmente utili per riflettere ed elaborare modelli validi anche a livello internazionale. Infatti, l’Italia, non solo per le sue caratteristiche geografiche, è unanimemente riconosciuta come un complesso mosaico territoriale che vede la compresenza di città e aree rurali, grandi metropoli, piccoli centri e aree interne.

Fra le principali sfide che attendono il nostro Paese rientra lo sviluppo di una società più equa ed accessibile, capace di riconoscere a tutti gli individui – indipendentemente dalle loro condizioni economiche, sociali, territoriali, culturali e/o di genere – piena dignità in termini di cittadinanza così che, tutti i cittadini, possano contribuire attivamente allo sviluppo civile, sociale e culturale dei territori e delle comunità.

Reclutare i vincitori dei grant dell’European Research Council per potenziare il sistema della ricerca locale

TIPO

Bando senza scadenza.

SOSTEGNO FORNITO

€ 900.000

OBIETTIVO

Potenziamento del contesto di ricerca locale.

PRINCIPALI LIMITI DI FINANZIAMENTO

Contributo massimo: € 300.000

Premessa

Il bando “ERC Attrattività – Reclutare i vincitori dei grant dell’European Research Council per potenziare il sistema della ricerca locale” è un bando senza scadenza che si inserisce nella linea di mandato “Creare le condizioni abilitanti al rafforzamento delle comunità”.

Contesto

Nel panorama dei finanziamenti europei alla ricerca, i bandi promossi dall’European Research Council (ERC) si caratterizzano per l’elevata competitività premiando solo gli scienziati migliori dotati di idee innovative. I dati relativi all’andamento delle call 20231 testimoniano che gli italiani sono molto competitivi, ma il nostro Paese si conferma poco attrattivo in termini di numero di ricercatori che decidono di svolgervi la propria ricerca.

Secondo le statistiche relative alla call ERC Starting Grant, su 400 vincitori, gli italiani sono 57 posizionando il nostro Paese al secondo posto dopo la Germania per numero di finanziamenti ottenuti. Tuttavia, osservando i dati relativi ai paesi ospitanti, solo 32 progetti verranno realizzati presso università e centri di ricerca italiani collocando il nostro Paese al quarto posto in graduatoria. Con riferimento alle statistiche relative alla call ERC Consolidator Grant, la performance del Paese è purtroppo peggiore: l’Italia conferma il secondo posto per numero di finanziamenti ottenuti a livello di singoli ricercatori ma precipita al settimo posto per numero di finanziamenti ospitati. Infatti, su 308 vincitori, gli italiani sono 36 ma solo 15 progetti si realizzeranno in Italia.