TIPO

Con scadenza

SOSTEGNO FORNITO

€ 2.250.000

OBIETTIVO

Favorire la transizione/integrazione generazionale e promuovere il protagonismo giovanile all’interno delle organizzazioni; promuovere e facilitare azioni di sviluppo e rafforzamento organizzativo; promuovere la sostenibilità ambientale delle organizzazioni.

PRINCIPALI LIMITI DI FINANZIAMENTO

Contributo minimo € 25.000 e massimo € 90.000, non superiore a 80% dei costi

Premessa

Il bando è emesso dalle Aree Ambiente, Arte e Cultura e Servizi alla Persona nell’ambito della Linea di Mandato 4 “Creare le condizioni abilitanti al rafforzamento delle comunità”.

Contesto

Quasi 370 mila enti non profit a livello nazionale, diversi per natura giuridica, missione e dimensioni, un bacino di quasi 950 mila dipendenti e di circa 4,7 milioni di volontari. Il “Terzo Settore” nonostante le difficoltà di contesto degli ultimi anni, si conferma un pilastro essenziale del welfare, della coesione sociale, della partecipazione culturale, della sensibilizzazione e protezione dell’ambiente e della cittadinanza attiva. Le organizzazioni non profit attive sul territorio di riferimento di Fondazione Cariplo sono oltre 62.000, danno lavoro a quasi 216.000 persone, mobilitano 1 milione di volontari. Hanno nel tempo consolidato la propria capacità di intervento di fronte ai bisogni sociali e promosso una fondamentale offerta di animazione artistica, culturale, ricreativa e ambientale che sta contribuendo alla tenuta e alla valorizzazione del protagonismo delle nostre comunità.

In questo momento storico di grande incertezza e di sfide complesse, questi enti si trovano di fronte a un doppio livello di difficoltà: da un lato devono affrontare i cambiamenti imposti dalla rapida evoluzione dei bisogni e del contesto di riferimento, dall’altro devono ripensare i propri modelli operativi per renderli più sostenibili e in grado di offrire servizi capaci di durare e di adattarsi nel tempo.

È quindi sempre più sentita da parte degli enti la necessità di rafforzare la propria visione strategica, di consolidare il proprio posizionamento nel contesto di riferimento, anche in termini di consapevolezza del valore generato e di rinnovamento delle modalità di relazione e condivisione, anche con le Istituzioni. Parallelamente, in un settore dove la principale risorsa è rappresentata dal capitale umano, stiamo assistendo a un momento cruciale di riflessione sulle professioni nel Terzo Settore, sia in termini di attrattività, reperimento e trattenimento di figure qualificate (in particolare per profili socio-educativi) sia, più in generale, in ottica di transizione generazionale.
Le organizzazioni non profit devono ora rilanciare il proprio ruolo innovativo e diventare una leva di cambiamento, dimostrando la capacità di attirare e coinvolgere i giovani, favorendo e governando il passaggio intergenerazionale. Alcune opportunità potrebbero scaturire dal nuovo quadro legislativo di riferimento, dalla transizione digitale e climatica e dal ripensamento dei modelli operativi per offrire servizi più sostenibili e resilienti. Diventano dunque fondamentali i temi del rafforzamento organizzativo e del capacity building.

Fondazione Cariplo, negli anni, ha dato centralità a questa riflessione attraverso diversi strumenti, settoriali e intersettoriali, riconducibili alla volontà di accompagnare i processi di rafforzamento e trasformazione delle organizzazioni e, più in generale, di migliorare la capacità degli enti che si interfacciano con la Fondazione stessa di perseguire la propria mission in maniera più efficace ed efficiente e di rispondere ai bisogni delle comunità.

Per questo Fondazione Cariplo ha lanciato il Programma intersettoriale “Riprogettiamo il futuro” per accompagnare i processi di rafforzamento organizzativo e trasformazione degli enti che operano nei settori dell’Ambiente, dell’Arte e della Cultura e dei Servizi alla Persona.

TIPO

Bando a due fasi

SOSTEGNO FORNITO

5.000.000 €

OBIETTIVO

Recuperare e riattivare luoghi in disuso o fortemente sottoutilizzati – edifici e spazi aperti – con lo sviluppo di funzioni culturali, sociali e ambientali, e rafforzare le capacità degli attori locali di progettare, gestire e mantenere nel tempo spazi sostenibili, vivi e inclusivi, in grado di rispondere ai bisogni delle comunità e generare nuove opportunità.

PRINCIPALI LIMITI DI FINANZIAMENTO

Contributo minimo: € 100.000
Contributo massimo: € 750.000
Cofinanziamento minimo: 30% del costo totale

Premessa

Il bando è emesso congiuntamente dalle Aree Arte e cultura, Servizi alla persona e Ambiente nell’ambito della Linea di mandato 1 “Creare valore condiviso, attraverso il sostegno alla creazione e allo sviluppo sostenibile di ecosistemi territoriali”.

Contesto

Il fenomeno degli spazi dismessi – siano essi edifici abbandonati o spazi aperti in disuso o sottoutilizzati – rappresenta una sfida rilevante per molti territori italiani. La letteratura evidenzia come la perdita di funzione di questi luoghi non genera soltanto “vuoti urbani”, ma anche effetti economici, sociali e culturali che indeboliscono i territori e riducono le opportunità delle persone che vi abitano, alimentando cicli di marginalità, esclusione e diminuzione del capitale sociale. Rigenerare questi luoghi significa quindi restituire valore alle comunità, rafforzare legami e creare nuove condizioni per attrarre risorse, innovazione e partecipazione. Restituire dignità, bellezza e vitalità a spazi spesso abbandonati da tempo rappresenta una leva per innescare processi di cambiamento sostenibili, capaci di integrare competenze e aggregare attori pubblici e privati valorizzando le potenzialità dei territori.

Fondazione Cariplo promuove da tempo interventi a favore del recupero di edifici e di aree in disuso e della valorizzazione di spazi aperti, con l’intento di riattivare la comunità e promuovere lo sviluppo sostenibile dei territori. Le esperienze promosse negli ultimi anni mostrano che per stimolare processi di rigenerazione efficaci e sostenibili è indispensabile adottare un approccio multidisciplinare, capace di integrare in modo organico differenti dimensioni e rispondere a problemi complessi.
Sulla base di tali esperienze, la Fondazione ha deciso di promuovere un bando finalizzato a sostenere risposte plurali e integrate, favorendo la connessione sinergica tra funzioni sociali, culturali e ambientali nei processi di rigenerazione dei luoghi.


Nature Calling

Scuola e biodiversità: un capitale naturale da custodire

TIPO

Bando con scadenza.

SOSTEGNO FORNITO

€ 1.000.000

OBIETTIVO

Coinvolgendo i ragazzi e le ragazze della scuola secondaria di primo grado, il bando intende contribuire a diffondere e radicare una cultura di tutela della biodiversità e della salute degli ecosistemi naturali, a vantaggio delle generazioni presenti e future

Premessa


“Nature calling” è un bando con scadenza emesso dall’Area Ambiente di Fondazione Cariplo nell’ambito della Linea di mandato 2 “Ridurre le disuguaglianze intervenendo sulle diverse forme di povertà e fragilità”.

Contesto

La tutela del capitale naturale e la rigenerazione degli ecosistemi sono oggi priorità riconosciute a livello europeo e globale. La recente Nature Restoration Law (NRL) – il Regolamento europeo sul ripristino della natura – stabilisce per gli Stati membri obiettivi vincolanti per il ripristino degli habitat degradati, la protezione degli impollinatori, il miglioramento della salute dei suoli e la salvaguardia delle aree naturali e agricole.

Per contribuire alla diffusione e applicazione dei principi promossi dalla NRL, in un’ottica di equità intergenerazionale nella conservazione del patrimonio naturale, la Fondazione ha avviato un’iniziativa ombrello denominata “Nature calling”, mirata a intervenire a vari livelli a supporto dell’implementazione della legge con il coinvolgimento di un ampio ventaglio di stakeholders (dalle istituzioni al mondo della scuola).

In un contesto istituzionale che auspicabilmente avrà riflessi non solo sulle decisioni amministrative e di pianificazione, ma anche sulle professioni necessarie per realizzarle, diventa fondamentale che il mondo della scuola sia direttamente coinvolto: l’educazione alla sostenibilità favorisce la consapevolezza ecologica, sviluppa competenze di cittadinanza attiva, rafforza le conoscenze green e aiuta le e gli studenti a comprendere le relazioni tra uomo, natura e società.

Inoltre, riscoprire il contatto con la natura e l’esplorazione attiva delle aree verdi e dei parchi del proprio territorio è fonte riconosciuta di benessere e qualità della vita, in particolare in territori molto inquinati, in stato di degrado o caratterizzati da temperature molto elevate. Tali spazi possono rappresentare anche un antidoto alla solitudine digitale.

Si intende quindi sostenere proposte educative che, valorizzando conoscenza e attività riguardanti gli spazi verdi del proprio territorio, avvicinino i giovani alla cura e alla fruizione del capitale naturale.

Sviluppo organizzativo degli enti non profit.

TIPO

Bando con scadenza.

SOSTEGNO FORNITO

€ 3.000.000

OBIETTIVO

Promuovere e facilitare il cambiamento interno alle organizzazioni (change management); favorire la transizione generazionale e il protagonismo giovanile all’interno delle organizzazioni; promuovere la sostenibilità ambientale delle organizzazioni.

PRINCIPALI LIMITI DI FINANZIAMENTO

Contributo minimo € 15.000 e massimo € 80.000, non superiore a 80% dei costi.

Premessa

Il bando è emesso dalle Aree Ambiente, Arte e Cultura e Servizi alla Persona nell’ambito della Linea di Mandato 4 “Creare le condizioni abilitanti al rafforzamento delle comunità”.

Contesto

Oltre 360 mila enti non profit a livello nazionale, diversi per natura giuridica, missione e dimensioni, un bacino di quasi 920 mila dipendenti e di circa 4,6 milioni di volontari. Il “Terzo Settore” nonostante le difficoltà di contesto degli ultimi anni, si conferma un pilastro essenziale del welfare, della coesione sociale, della partecipazione culturale, della sensibilizzazione e protezione dell’ambiente e della cittadinanza attiva.

Le organizzazioni non profit attive sul territorio di riferimento di Fondazione Cariplo sono oltre 61.000, danno lavoro a quasi 211.000 persone, mobilitano 1 milione di volontari.

Le organizzazioni non profit hanno nel tempo consolidato la propria capacità di intervento di fronte ai bisogni sociali e promosso una fondamentale offerta di animazione artistica, culturale, ricreativa e ambientale che sta contribuendo alla tenuta e alla valorizzazione del protagonismo delle nostre comunità.

In questo momento storico di grande incertezza e di sfide complesse, questi enti si trovano però di fronte a un doppio livello di difficoltà: da un lato devono affrontare i cambiamenti imposti dalla rapida evoluzione dei bisogni e del contesto di riferimento, dall’altro devono ripensare i propri modelli operativi per renderli più sostenibili e in grado di offrire servizi capaci di durare e di adattarsi nel tempo.

È quindi sempre più sentita da parte degli enti la necessità di rafforzare la propria visione strategica, di consolidare il proprio posizionamento nel contesto di riferimento, anche in termini di consapevolezza del valore generato e di rinnovamento delle modalità di relazione e condivisione, anche con le Istituzioni. Parallelamente, in un settore dove la principale risorsa è rappresentata dal capitale umano, stiamo assistendo a un momento cruciale di riflessione sulle professioni nel Terzo Settore, sia in termini di attrattività, reperimento e trattenimento di figure qualificate (in particolare per profili socio- educativi) sia, più in generale, in ottica di transizione generazionale.
L’indagine “Mille Voci per comprendere” mostra alcune difficoltà diffuse: a) la mancanza di candidati, in special modo se riferita alle professioni di cura; b) la mancanza di esperienza e/o competenze; c) le politiche retributive poco attrattive, similmente per professioni di cura (17%) e altre professioni in ambito culturale e ambientale (20%).

Le organizzazioni non profit devono ora rilanciare il proprio ruolo innovativo e diventare una leva fondamentale di cambiamento, dimostrando la capacità di attirare e coinvolgere i giovani, favorendo e governando il passaggio intergenerazionale. Alcune opportunità potrebbero scaturire dal nuovo quadro legislativo di riferimento, dalla transizione digitale e climatica e dal ripensamento dei modelli operativi per offrire servizi più sostenibili e resilienti. Diventano dunque fondamentali i temi del rafforzamento organizzativo e del capacity building.

Fondazione Cariplo, negli anni, ha dato centralità a questa riflessione attraverso diversi strumenti, settoriali e intersettoriali, riconducibili alla volontà di accompagnare i processi di rafforzamento e trasformazione delle organizzazioni e, più in generale, di migliorare la capacità degli enti che si interfacciano con la Fondazione stessa di perseguire la propria mission in maniera più efficace ed efficiente e di rispondere ai bisogni delle comunità.

Nel 2022 la Fondazione ha lanciato il Programma intersettoriale “Riprogettiamo il futuro”, con la finalità di accompagnare i processi di rafforzamento organizzativo e trasformazione degli enti che operano nei settori dell’Ambiente, dell’Arte e della Cultura e dei Servizi alla persona, rispondendo a due obiettivi specifici:

  1. migliorare il funzionamento e la sostenibilità economico-finanziaria delle organizzazioni;
  2. potenziare le competenze del personale delle organizzazioni.

Il programma prevede tre linee di lavoro:

  • la formazione a distanza fruibile attraverso la piattaforma Cariplo Social Innovation Lab, che mette a disposizione delle organizzazioni non profit un ambiente digitale con un catalogo di risorse formative e approfondimenti su tematiche rilevanti per il comparto di riferimento4 e propedeutici alla partecipazione al bando;
  • percorsi laboratoriali di mentorship, gratuiti, fruibili online (nel periodo marzo – maggio 2025) previa iscrizione, per rafforzare le capacità di gestione del cambiamento e per immaginare azioni di transizione generazionale e di sostenibilità ambientale, anche ai fini della candidatura al presente Bando;
  • il presente Bando “Riprogettiamo il Futuro”, giunto alla terza edizione.

Promuovere l’educazione alla sostenibilità attraverso linguaggi artistico-culturali e creativi nelle scuole.

TIPO

Bando con scadenza.

SOSTEGNO FORNITO

€ 1.200.000

OBIETTIVO

Promuovere l’educazione alla sostenibilità ambientale attraverso linguaggi artistico-culturali e creativi nelle scuole.

PRINCIPALI LIMITI DI FINANZIAMENTO

Contributo massimo € 50.000

Premessa

Il bando “Clima creativo – Promuovere l’educazione alla sostenibilità attraverso linguaggi artistico-culturali e creativi nelle scuole” è emesso congiuntamente dall’Area Ambiente e dall’Area Arte e Cultura nell’ambito dell’omonimo progetto della Linea di mandato 2 “Ridurre le disuguaglianze”.

Contesto

La crisi ambientale e climatica è ormai un dato di fatto ed è fondamentale che l’intera cittadinanza e le istituzioni si impegnino a intervenire per conservare il patrimonio naturale esistente per le future generazioni. In merito, i e le giovani dimostrano una crescente consapevolezza dei rischi di deterioramento della qualità ambientale, in particolare a causa del cambiamento climatico, ed esprimono preoccupazione per il loro futuro. Secondo un sondaggio su Giovani e Clima realizzato da EMG Different e WWF, circa 6 giovani intervistati su 10 dichiarano che il cambiamento climatico ha un impatto sulla propria vita (58% molto o abbastanza) e il 56% si dice impegnato in azioni quotidiane per affrontare la crisi climatica. Circa 8 giovani su 10 (77%) si dichiarano molto o abbastanza preoccupati dal cambiamento climatico e il 44% si aspetta subito interventi dalle istituzioni.

In un’epoca in cui l’accesso all’informazione è molto ampio, la diffusione di dati scientifici, immagini e storie sugli impatti della crisi climatica ha contribuito a generare un senso di urgenza nelle nuove generazioni, spingendole a impegnarsi nell’attivismo e a sostenere azioni e politiche ambientali più efficaci per la tutela dell’ambiente.

Questo interesse, che è tangibile sui social e nella partecipazione alle manifestazioni di protesta, può essere stimolato e coltivato a scuola, in particolare attraverso l’arte: la sua potenza espressiva può far comprendere in modo profondo l’importanza della questione ambientale, ispirando azioni e cambiamenti positivi, promuovendo la consapevolezza e la responsabilità individuale e collettiva. Grazie alla capacità di raggiungere un pubblico ampio e diversificato, i linguaggi artistici possono incoraggiare la riflessione critica e promuovere un cambiamento culturale che porti a un mondo più sostenibile ed equo. Una narrazione efficace può mobilitare la comunità, spingendola a partecipare attivamente alla tutela dell’ambiente, a scalfire abitudini dannose consolidate e a sostenere politiche e iniziative che promuovano la sostenibilità ambientale.

Sostenere le nuove sfide per le terre alte nello scenario della crisi climatica.

TIPO

Bando con scadenza.

SOSTEGNO FORNITO

€ 700.000

OBIETTIVO

Sostenere l’elaborazione di nuove strategie per una transizione ecologica nei territori di montagna nello scenario del cambiamento climatico

Premessa

Il bando è emesso dall’Area Ambiente di Fondazione Cariplo nell’ambito della Linea di mandato 1 “Creare valore condiviso, attraverso il sostegno alla creazione e allo sviluppo sostenibile di ecosistemi territoriali”.

Contesto

L’aumento delle temperature sulle Alpi procede a una velocità quasi doppia rispetto alla media globale, causando la fusione dei ghiacciai e la riduzione della copertura nevosa in molte aree. Questo fenomeno ha un impatto sulla disponibilità generale di risorse idriche, influenzando gli ecosistemi dei corsi d’acqua, i bacini idrografici e le attività umane connesse. Tra queste, l’assenza di neve sta mettendo in discussione anche la tradizionale stagione sciistica, con impatti evidenti sull’economia del turismo da neve.

Secondo una relazione speciale a cura dell’IPCC, tra il 2081 e il 2100 la linea di affidabilità della neve sarà troppo alta per la maggior parte delle stazioni sciistiche nel mondo, con l’eccezione di quelle poste sopra i 2250 metri di quota o sopra i 60° di latitudine.

In Italia, alle quote più basse, infatti, quelle della cosiddetta montagna di mezzo e dei piccoli comprensori, lo scenario è critico: si contano già 249 impianti dismessi (di cui 54 in Lombardia), con un tasso di chiusura del 6% all’anno e a cui si aggiungono altri 138 impianti “temporaneamente chiusi”: strutture fantasma e obsolete, dismesse non solo per ragioni climatiche, ma anche economiche. Un recente report della Banca d’Italia evidenzia, inoltre, come l’innevamento artificiale non sia più in grado di sostenere la domanda del turismo da neve: i costi per garantire questa pratica aumenteranno in modo non lineare con le temperature, rendendola impraticabile al di sotto di certe quote. In altre parole, anche se l’innevamento artificiale può ridurre le perdite finanziarie dovute a occasionali carenze di neve, non può proteggere dalle tendenze sistemiche a lungo termine verso inverni sempre più caldi. Secondo gli analisti dello studio della Banca d’Italia, a un secolo dalla sua nascita, l’industria dello sci è considerata di fatto “matura”, con una scarsa propensione agli investimenti in ricerca e sviluppo.

Al contempo, negli ultimi anni si sta registrando un rinnovato interesse verso le terre alte, espressione di una complessità e di un potenziale fatto non solo di attrattività turistica, ma anche di qualità della vita, ambientale e relazionale come elementi che ne fanno crescere il richiamo. Questi aspetti fanno da contraltare a fenomeni di marginalizzazione, isolamento culturale, declino demografico e carenza di servizi: sono questioni tipiche dei territori fragili, cui stanno cercando di dare risposta, tra le altre, le politiche di coesione territoriale elaborate a partire dalla Strategia Nazionale delle Aree Interne (SNAI). In questo scenario composito di criticità e opportunità, le aree montane si trovano così ad affrontare una sfida duplice: da un lato, dover ripensare la stagionalità di una certa offerta turistica e innovarla in chiave sostenibile; dall’altro, rafforzare una gestione attiva e multifunzionale delle risorse del territorio che rimettano al centro le comunità locali, verso un rinnovamento dei territori montani come spazio di vita accessibile, attrattivo e in una relazione virtuosa con i centri urbani di pianura. Alcuni esempi di rilancio di piccoli comuni delle aree interne – anche attraverso lo sviluppo di reti con le città – si riscontrano nella storia recente del nostro paese, così come nei territori coinvolti nel programma AttivAree, sostenuto da Fondazione Cariplo nel periodo 2016-2021 e oggetto del libro “AttivAree. Un disegno di rinascita delle aree interne”

Distretti del cibo

TIPO

Bando con scadenza

OBIETTIVO

Sostenere, attraverso i distretti del cibo, sistemi agricoli sostenibili, equi e competitivi, capaci di tutelare il territorio, valorizzare l’agrobiodiversità e sostenere lo sviluppo occupazionale

Premessa

La Call to Action è emessa dall’Area Ambiente di Fondazione Cariplo nell’ambito del progetto AgriECO e rientra nella linea di mandato 1 “Creare valore condiviso, attraverso il sostegno alla creazione e allo sviluppo sostenibile di ecosistemi territoriali”. L’obiettivo generale del progetto è promuovere sistemi agricoli sostenibili, equi e competitivi, capaci di tutelare il territorio, valorizzare l’agrobiodiversità, sostenere lo sviluppo occupazionale e promuovere inclusione sociale.

In particolare, AgriECO intende:

  • potenziare la competitività dei sistemi agricoli in chiave sostenibile e promuovere lo sviluppo occupazionale dei territori coinvolti;
  • facilitare gli agricoltori nello svolgimento di attività di conservazione e tutela degli habitat connessi alle attività produttive e, più in generale, di gestione e cura del territorio.

Contesto

I distretti del cibo rappresentano uno degli strumenti chiave per favorire la collaborazione tra attori locali e stimolare lo sviluppo territoriale. La Legge 205/2017 ne ha formalizzato il concetto a livello nazionale, mentre in Lombardia la L.R. 5/2/2024 n. 3 ha rafforzato il ruolo dei distretti del cibo istituendo la Consulta Regionale e definendo criteri per l’erogazione di contributi dedicati (DGR XII/3164 del 7 ottobre 2024).

Un crescente aumento dei distretti del cibo testimonia l’impegno delle comunità locali nel promuovere modelli di sviluppo agricolo sostenibili e inclusivi. Questo riflette una maggiore consapevolezza da parte di diversi attori locali dell’importanza di valorizzare le risorse locali e generare valore sociale ed economico.

Sostenere alleanze territoriali nell’avviare percorsi per la neutralità climatica al 2040 e la resilienza delle comunità.

TIPO

Con scadenza a tre fasi

SOSTEGNO FORNITO

Al termine della Fase 3, potranno essere deliberati contributi fino a un massimo di €2.000.000 per ciascuna STC

OBIETTIVO

Sostenere la redazione e realizzazione di Strategie di Transizione Climatica

PRINCIPALI LIMITI DI FINANZIAMENTO

Fase 1: Servizio di Tutoraggio a carico di Fondazione Cariplo Fase 2: Servizio di Assistenza Tecnica a carico di Fondazione Cariplo Fase 3: Richiesta di contributo compresa tra 1.000.000 € e 2.000.000 € e non superiore al 60% dei costi totali di progetto

Premessa

La call for ideas è emessa dall’Area Ambiente nell’ambito della Linea di mandato numero 1 “Creare valore condiviso, attraverso il sostegno alla creazione e allo sviluppo sostenibile di ecosistemi territoriali” quale strumento erogativo del Progetto “F2C – Fondazione Cariplo per il clima”.

Contesto

Come ormai noto, l’aumento delle concentrazioni di gas climalteranti in atmosfera, che hanno raggiunto i valori più elevati degli ultimi 800.000 anni, rappresenta la causa predominante del riscaldamento globale (https://www.ipcc.ch/assessment-report/ar6/). In particolare, le analisi preliminari sui database climatici permettono di affermare che il 2023 è risultato di l’anno più caldo da quando si misurano le temperature, con un aumento di +1,48 °C rispetto al periodo preindustriale1, quindi prossimo al limite massimo di + 1,5 °C auspicato dall’Accordo di Parigi del 2015. Inoltre, si è rilevata una frequenza crescente degli eventi meteorologici estremi; in particolare, in Italia nel 2023 tali eventi sono saliti a 378, in aumento del 22% rispetto al 2022, con danni miliardari e la morte di 31 persone2. Tali eventi generano impatti non solo a livello ambientale, ma anche sociale, sanitario ed economico: di fronte a un quadro sempre più critico, le istituzioni si sono impegnate ad attivare strategie per limitare le conseguenze della crisi climatica.

In particolare, a livello globale, la COP28 a dicembre 2023 nel suo testo definitivo ha inserito tra le conclusioni principali – per la prima volta – il tema dell’allontanamento (“transitioning away”) dalle fonti fossili nei sistemi energetici e la necessità di triplicare le rinnovabili e raddoppiare l’efficienza energetica entro il 2030. A livello europeo, il 37% dei fondi stanziati col programma Next Generation EU dovrà essere speso in azioni per il clima e analogamente almeno il 30% di tutto il budget comunitario del quadriennio 2021-2027. Inoltre, la “Missione città intelligenti e a impatto climatico zero” della Commissione europea mira ad accelerare la transizione delle città europee verso la neutralità climatica con l’obiettivo di rendere 100 città-pilota climaticamente neutre entro il 2030, i cui modelli potranno essere replicati da tutte le altre città europee. Le 100 città scelte devono dotarsi di un Climate City Contract, ovvero un patto da sottoscrivere con la Commissione europea che conterrà strategia, azioni e risorse economiche. Invece, la “Missione adattamento ai cambiamenti climatici” si concentra sul sostegno alle regioni, alle città e alle autorità locali dell’UE nei loro sforzi volti a rafforzare la resilienza contro gli impatti dei cambiamenti climatici.

A livello nazionale è in corso di aggiornamento il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC), la cui versione definitiva è attesa per giugno 2024, che conterrà gli obiettivi energia e clima al 2030. Inoltre, Il ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica (Mase) ha approvato, con decreto n.434 del 21 dicembre, il Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici (PNACC). Infine, per quanto riguarda il territorio di riferimento della Fondazione, Regione Lombardia ha approvato nel 2022 il Programma Regionale Energia Ambiente e Clima (PREAC) con cui si pone l’obiettivo di ridurre al 2030 le emissioni di gas climalteranti fino a 43,5 milioni di tonnellate (escluso il settore soggetto ad ETS-Emissions Trading Scheme), che significa una riduzione del 43.8% rispetto al 2005. Regione Piemonte ha approvato nel 2022 il primo stralcio della Strategia Regionale sul Cambiamento Climatico (SRCC).

Fondazione Cariplo con la propria attività intende contribuire al contrasto al cambiamento climatico. In particolare, dal 2019 ha avviato il progetto F2C – Fondazione Cariplo per il Clima, finalizzato a stimolare i territori a sperimentare Strategie di Transizione Climatica attivando alleanze territoriali per contrastare il cambiamento climatico a livello locale e raggiungere la neutralità climatica al 2040.

Tra le diverse emergenze, due aspetti particolarmente preoccupanti sono quelli relativi alla salvaguardia della risorsa suolo e della risorsa idrica, sia in ambito urbano che nel territorio rurale.

Infatti, come indicato dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) e dal Sistema nazionale protezione ambiente (SNPA), nel 2022 sono stati persi 2,4 metri quadrati di suolo al secondo, ovvero oltre 21 ettari al giorno. Sono ritmi che in Italia non si vedevano da 11 anni. Per quanto riguarda lo stato delle riserve idriche lombarde nel 2022, ARPA ha rilevato che la disponibilità, sotto forma di neve e acqua di invasi idroelettrici e laghi prealpini, è fermo a 1,4 miliardi di mc, ben il 60% in meno del dato medio stimato nel quindicennio precedente.

In questa situazione è quindi necessario, in un quadro climatico ormai chiaramente modificato, migliorare la gestione e l’utilizzo delle risorse idriche garantendone la sufficiente disponibilità senza compromettere gli equilibri ecologici e idrologici ed evitare di utilizzare nuovo suolo/ridurre l’estensione delle superfici impermeabilizzate, anche per limitare gli impatti degli eventi meteorologici estremi sempre più frequenti.