La cultura come tessuto connettivo delle comunità

TIPO

Bando senza scadenza

SOSTEGNO FORNITO

€ 4.500.000

OBIETTIVO

Costruire un ecosistema culturale più equo, plurale e resiliente attraverso una partecipazione via via più ampia e produzioni artistico-culturali sempre più diversificate, in dialogo con l’evoluzione della nostra società.
In particolare, il bando sostiene progetti orientati prioritariamente a uno dei seguenti obiettivi specifici:
– favorire la partecipazione di pubblici sempre più ampi e diversificati (NUOVI PUBBLICI);
– promuovere produzioni artistico-culturali che rispecchino le diverse componenti della società, in particolare di quelle meno rappresentate nei circuiti culturali istituzionali (PLURALISMO).

PRINCIPALI LIMITI DI FINANZIAMENTO

Richiesta complessiva di contributo compresa fra € 30.000 e € 150.000 e fino a un massimo del 70% del totale

Premessa

Il bando è emesso dall’Area Arte e Cultura nell’ambito della Linea di mandato 2 – Ridurre le disuguaglianze, intervenendo sulle diverse forme di povertà e fragilità.

Contesto

La società contemporanea è attraversata da disuguaglianze che incidono su molteplici aspetti della vita quotidiana, tra cui la relazione delle persone con la cultura. I crescenti divari sociali, infatti, ostacolano l’accesso alla conoscenza, all’informazione e alle opportunità culturali, mettendo a rischio l’esercizio dei diritti di una parte considerevole della popolazione. Secondo Eurostat, in Italia la partecipazione culturale è tra le più basse in Europa e meno della metà degli italiani svolge almeno un’attività all’anno. L’altra metà della popolazione comprende tanto coloro che, pur interessati, non partecipano per ragioni economiche o per la presenza di barriere fisiche, sensoriali o simboliche, quanto chi non considera la cultura come un’opzione per il tempo libero. In questo secondo caso, le motivazioni sono diverse: scarso interesse nei contenuti proposti, distanza dai linguaggi utilizzati, modalità di fruizione non adeguate, ma anche l’assenza, nelle proprie reti sociali, di persone con cui condividere tali esperienze. Come noto, un’insufficiente partecipazione culturale limita la capacità delle persone di esprimersi, di confrontare opinioni e punti di vista, di costruire legami di fiducia ecc.; a livello sistemico, essa alimenta meccanismi di esclusione e di polarizzazione che, tra l’altro, rischiano di indebolire il tessuto sociale. A questo si aggiunge l’insufficiente investimento per la cultura in Italia: secondo i dati disponibili più recenti, nel 2023, a fronte di un investimento medio europeo per la cultura dello 0,6% rispetto alla spesa complessiva, in Italia si è attestato allo 0,3%. Parallelamente, nel periodo 2007-2023, la quota riconducibile alle amministrazioni locali è passata dal 47% al 33% del totale del finanziamento pubblico per la cultura. Ciò penalizza qualità, innovazione e pluralismo nella produzione artistico-culturale e un’equa distribuzione dell’offerta sul territorio a scapito delle aree marginali e periferiche, nonché delle organizzazioni culturali attive a livello locale e più vicine alle comunità. 

La cultura, eppure, può invertire la spirale delle disuguaglianze, dando avvio piuttosto ad un circolo virtuoso. La partecipazione ad attività artistico-culturali, innanzitutto, può contrastare la povertà educativa, promuovere la salute e il benessere delle persone, sostenere processi di riqualificazione e cura dei beni comuni ecc. Al contempo, la valorizzazione delle diverse espressioni culturali presenti nella società contemporanea consente di comporre una rappresentazione pluralista e più fedele al contesto socio-culturale in cui siamo immersi. Infine, la condivisione di esperienze artistico-culturali in un contesto di socialità può favorire la nascita e il rafforzamento di legami tra persone e gruppi diversi. Queste dinamiche trovano nei luoghi di cultura dei contesti abilitanti, ancorché la presenza delle barriere già ricordate possa talvolta farli percepire come elitari. Per superare tale criticità si può sperimentare un dialogo più stretto con lo spazio pubblico e con i luoghi non convenzionali, considerati più familiari e accessibili. 

La compilazione online e i template degli allegati obbligatori saranno disponibili su questa pagina dall’8 aprile.

TIPO

Bando a due fasi

SOSTEGNO FORNITO

5.000.000 €

OBIETTIVO

Recuperare e riattivare luoghi in disuso o fortemente sottoutilizzati – edifici e spazi aperti – con lo sviluppo di funzioni culturali, sociali e ambientali, e rafforzare le capacità degli attori locali di progettare, gestire e mantenere nel tempo spazi sostenibili, vivi e inclusivi, in grado di rispondere ai bisogni delle comunità e generare nuove opportunità.

PRINCIPALI LIMITI DI FINANZIAMENTO

Contributo minimo: € 100.000
Contributo massimo: € 750.000
Cofinanziamento minimo: 30% del costo totale

Premessa

Il bando è emesso congiuntamente dalle Aree Arte e cultura, Servizi alla persona e Ambiente nell’ambito della Linea di mandato 1 “Creare valore condiviso, attraverso il sostegno alla creazione e allo sviluppo sostenibile di ecosistemi territoriali”.

Contesto

Il fenomeno degli spazi dismessi – siano essi edifici abbandonati o spazi aperti in disuso o sottoutilizzati – rappresenta una sfida rilevante per molti territori italiani. La letteratura evidenzia come la perdita di funzione di questi luoghi non genera soltanto “vuoti urbani”, ma anche effetti economici, sociali e culturali che indeboliscono i territori e riducono le opportunità delle persone che vi abitano, alimentando cicli di marginalità, esclusione e diminuzione del capitale sociale. Rigenerare questi luoghi significa quindi restituire valore alle comunità, rafforzare legami e creare nuove condizioni per attrarre risorse, innovazione e partecipazione. Restituire dignità, bellezza e vitalità a spazi spesso abbandonati da tempo rappresenta una leva per innescare processi di cambiamento sostenibili, capaci di integrare competenze e aggregare attori pubblici e privati valorizzando le potenzialità dei territori.

Fondazione Cariplo promuove da tempo interventi a favore del recupero di edifici e di aree in disuso e della valorizzazione di spazi aperti, con l’intento di riattivare la comunità e promuovere lo sviluppo sostenibile dei territori. Le esperienze promosse negli ultimi anni mostrano che per stimolare processi di rigenerazione efficaci e sostenibili è indispensabile adottare un approccio multidisciplinare, capace di integrare in modo organico differenti dimensioni e rispondere a problemi complessi.
Sulla base di tali esperienze, la Fondazione ha deciso di promuovere un bando finalizzato a sostenere risposte plurali e integrate, favorendo la connessione sinergica tra funzioni sociali, culturali e ambientali nei processi di rigenerazione dei luoghi.

La compilazione online e i template degli allegati obbligatori, tra cui il format della Proposta, saranno disponibili su questa pagina dall’8 aprile.

Fondazione Cariplo ritiene che l’attività di impact investing si integri strategicamente all’attività filantropica più tradizionale, in quanto capace di coniugare la sostenibilità economica con la generazione intenzionale di impatti sociali e culturali misurabili. In questa prospettiva, l’investimento diventa un mezzo per attivare energie nuove nei territori, sostenere organizzazioni che operano a favore delle comunità, ampliando la loro capacità di produrre valore condiviso. Alla base di questo approccio vi è l’idea che il capitale possa agire come leva trasformativa, soprattutto quando orientato verso modelli organizzativi solidi, innovativi e capaci di rispondere alle fragilità emergenti.

Attraverso l’attività della Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore, Fondazione Cariplo sostiene programmi di investimento specifici negli ambiti sociale e culturale – c.d. “Impact4” –,  che supportano la crescita di iniziative imprenditoriali a impatto con forte radicamento territoriale e alta potenzialità generativa tramite capitali pazienti, logiche di rendimento calmierato e strumenti finanziari ibridi.

I programmi “Impact4” prevedono la possibilità di utilizzare strumenti finanziari innovativi come l’Impact Grant, che permette, in caso di raggiungimento di obiettivi di impatto pre-concordati, di trasformare una quota parte dell’investimento in contributo a fondo perduto.

Impact4Coop

Impact4Coop promuove il rafforzamento patrimoniale delle cooperative sociali, attori chiave di promozione di servizi per le comunità e di inserimento lavorativo. Il programma nasce per sostenere le cooperative che si trovano in una fase di sviluppo strategico e operativo orientato all’aumento dell’impatto sociale e a una maggiore sostenibilità futura, contribuendo al loro rafforzamento patrimoniale.

Nel corso della prima edizione sono stati effettuati 16 investimenti in cooperative sociali per un totale di 2 MLN/€; in 6, tra gli aumenti di capitale realizzati, è stato impiegato lo strumento dell’Impact Grant. Il lancio della seconda edizione, avvenuto a maggio 2025, conferma l’impegno di Fondazione Cariplo nel sostenere – anche attraverso l’utilizzo di strumenti finanziari innovativi – organizzazioni radicate nei territori, capaci di coniugare sostenibilità economica, capacità innovativa e attenzione ai bisogni delle comunità.

Impact4Art

Impact4Art rappresenta l’impegno di Fondazione Cariplo nel rafforzare il settore culturale e creativo, attraverso la promozione di investimenti a impatto – realizzati da FSVGDA – che favoriscano lo sviluppo sostenibile di realtà imprenditoriali attive nei settori dell’arte e della cultura. Il programma consente a FSVGDA di investire in iniziative sia in fase “seed”, sia in fase “scale-up”, capaci di coniugare innovazione, sostenibilità economica e rilevanza culturale.

Nel corso della prima edizione sono stati realizzati 5 investimenti da parte di FSVGDA per un totale di circa 0.9 MLN/€. Attraverso la seconda edizione del programma, Fondazione Cariplo intende continuare a sostenere soggetti che interpretano la cultura come motore di coesione, creatività e sviluppo territoriale, offrendo loro strumenti diversi dai tradizionali contributi a fondo perduto e capaci di supportare percorsi di crescita più stabili e lungimiranti. Ad oggi, nell’ambito della seconda edizione sono stati realizzati 5 investimenti per un totale di 850.000€.

Programma Riprogettiamo il futuro

Il Programma – promosso nel quadro della linea di mandato 4 “Creare le condizioni abilitanti al rafforzamento delle comunità” – prevede un’articolazione pluriennale per rispondere in maniera incrementale ai bisogni di rafforzamento e sviluppo organizzativo delle organizzazioni .  

Ha avuto inizio nel 2022 ed è stato disegnato sulla base degli apprendimenti frutto di diversi programmi di capacity building promossi dalle singole aree filantropiche nel tempo, culminati nel programma intersettoriale e multilivello Cariplo Social Innovation, lanciato nel 2017, che ha coniugato innovazione, capacity building e finanza sociale.  

Le linee di lavoro e supporto agli enti non profit del Programma Riprogettiamo il futuro sono:

  1. Formazione a distanza Attraverso la piattaforma Cariplo Social Innovation Lab, con l’obiettivo di mettere a disposizione delle organizzazioni che aderiscono, iscrivendosi alla piattaforma, un luogo digitale con un ampio catalogo di risorse formative e approfondimenti; in particolare:
    • una sezione dedicata a tematiche rilevanti per il mondo del non profit (strategia, progettazione, digitale, fundraising e normative);  
    • una sezione interamente dedicata a temi/contenuti propri di Fondazione Cariplo (es. Criteri Ambientali Minimi, Rendicontazione, Area riservata alle organizzazioni);
    • una sezione di Buone Pratiche con videointerviste a enti che raccontano le loro esperienze di cambiamento organizzativo realizzate anche con il contributo di Fondazione Cariplo;
    • un “Questionario di autovalutazione” che gli utenti compilano al momento della registrazione in piattaforma, con lo scopo di individuare le macroaree di competenze da rafforzare (e restituire alla Fondazione una panoramica sulle competenze di “partenza”). 
  1. Mentorship Realizzazione di percorsi di accompagnamento e mentorship a cura di esperti, volti a far acquisire maggiore padronanza e strumenti di lavoro per svolgere al meglio:  
    • analisi organizzativa di partenza (analisi del bisogno) per orientare meglio le scelte in ambito di cambiamento; 
    • monitoraggio e valutazione di impatto in un progetto di trasformazione organizzativa.

Le videoregistrazioni dei laboratori online sono state messe a disposizione, anche per fruizione libera e asincrona, sulla piattaforma Cariplo Social Innovation Lab

  1. Bando Il Bando intende sostenere lo sviluppo organizzativo degli enti non profit attivi in campo ambientale, culturale e dei servizi alla persona al fine di rafforzarne il ruolo di importante leva di tenuta e coesione nelle nostre comunità, aumentando l’efficacia del loro operato, valorizzandone il capitale umano, e ampliando le rispettive comunità di riferimento. 

A oggi sono state realizzate 3 edizioni: nel 2022, nel 2023 e nel 2025. Tra gli obiettivi, particolare attenzione è stata data a promuovere e facilitare il cambiamento interno alle organizzazioni e a favorire il protagonismo giovanile all’interno delle organizzazioni. 

Percorsi condivisi di ricerca.

TIPO

Bando con scadenza.

SOSTEGNO FORNITO

1.300.000 €

OBIETTIVO

Supportare percorsi di ricerca condivisi tra artisti e scienziati.

PRINCIPALI LIMITI DI FINANZIAMENTO

Contributo compreso tra € 50.000 e massimo € 100.000 e non superiore al 80% dei costi.

Premessa

Il bando “ARTESCIENZA – Percorsi condivisi di ricerca” è un bando con scadenza emesso congiuntamente dall’Area Arte e Cultura e dall’Area Ricerca Scientifica nell’ambito della Linea di mandato 1 “Creare valore condiviso, attraverso il sostegno alla creazione e allo sviluppo sostenibile di ecosistemi territoriali”.

Contesto

Nel panorama attuale, caratterizzato da complessità, interconnessione e rapida trasformazione, la conoscenza assume una connotazione sempre più plurale e aperta. Le grandi sfide del nostro tempo — ambientali, sociali, culturali o tecnologiche — richiedono approcci multidisciplinari capaci di attingere da fonti eterogenee e intrecciare saperi per generare risposte convincenti di fronte alla complessità che ci circonda.

In questo scenario, un dialogo efficace tra arte e scienza riveste un ruolo fondamentale per il progresso della società, favorendo una comprensione e una rappresentazione più profonda e sfaccettata della realtà. Artisti e scienziati, pur adottando metodi e linguaggi diversi, sono entrambi ricercatori e condividono l’orientamento verso approcci esplorativi e sperimentali. Entrambi, infatti, si avvalgono di rigore, creatività, immaginazione e intuizione per indagare il mondo da prospettive complementari. Il dialogo tra arte e scienza si rivela in particolare prezioso per arricchire i processi di ricerca, fornendo nuovi punti di vista, metodi esplorativi e strumenti espressivi, e coinvolgendo pubblici diversi. Inoltre, tale interazione innesca innovazione, anche proponendo nuovi format di collaborazione e spazi di sperimentazione. Infine, la relazione tra arte e scienza propone nuove prospettive e maggiore consapevolezza su sfide attuali a beneficio della comunità.

All’intersezione tra questi due mondi esiste dunque un enorme potenziale di innovazione, ma ci sono anche barriere significative ancora da superare: interazioni sporadiche e frammentarie, mancanza di dialogo paritario, tempi di ricerca troppo stretti e spesso vincolati all’ottenimento di risultati nel breve termine. Affinché il dialogo tra arte e scienza possa fiorire e aprire nuovi spazi cognitivi, è necessario favorire luoghi e tempi dedicati alla sperimentazione, dove artisti e scienziati possano incontrarsi per condividere sfide, esperienze e risultati.

A livello internazionale, esistono esempi virtuosi di progettualità che stimolano l’intersezione tra i due mondi. Citiamo per esempio il programma di residenze Arts at CERN, che invita gli artisti a sviluppare i propri progetti presso il laboratorio di fisica delle particelle di Ginevra; e l’iniziativa europea S+T+ARTS ideata per favorire l’inserimento di artisti all’interno di team scientifici, per stimolare nuove opportunità di innovazione tecnologica. Questi esempi, pur diversi per scopi e formati, presentano alcuni elementi in comune: team interdisciplinari, condivisione di spazi fisici e tempi di lavoro tra artisti e scienziati, documentazione del processo di dialogo tra i due mondi, networking tra istituzioni culturali, centri di ricerca, università, aziende, imprese creative.

Partendo da tali riflessioni, Fondazione Cariplo propone la seguente visione: promuovere un ecosistema in cui la ricerca artistica e quella scientifica possano dialogare, contaminarsi e crescere, generando nuove prospettive e forme di conoscenza.

Sviluppo organizzativo degli enti non profit.

TIPO

Bando con scadenza.

SOSTEGNO FORNITO

€ 3.000.000

OBIETTIVO

Promuovere e facilitare il cambiamento interno alle organizzazioni (change management); favorire la transizione generazionale e il protagonismo giovanile all’interno delle organizzazioni; promuovere la sostenibilità ambientale delle organizzazioni.

PRINCIPALI LIMITI DI FINANZIAMENTO

Contributo minimo € 15.000 e massimo € 80.000, non superiore a 80% dei costi.

Premessa

Il bando è emesso dalle Aree Ambiente, Arte e Cultura e Servizi alla Persona nell’ambito della Linea di Mandato 4 “Creare le condizioni abilitanti al rafforzamento delle comunità”.

Contesto

Oltre 360 mila enti non profit a livello nazionale, diversi per natura giuridica, missione e dimensioni, un bacino di quasi 920 mila dipendenti e di circa 4,6 milioni di volontari. Il “Terzo Settore” nonostante le difficoltà di contesto degli ultimi anni, si conferma un pilastro essenziale del welfare, della coesione sociale, della partecipazione culturale, della sensibilizzazione e protezione dell’ambiente e della cittadinanza attiva.

Le organizzazioni non profit attive sul territorio di riferimento di Fondazione Cariplo sono oltre 61.000, danno lavoro a quasi 211.000 persone, mobilitano 1 milione di volontari.

Le organizzazioni non profit hanno nel tempo consolidato la propria capacità di intervento di fronte ai bisogni sociali e promosso una fondamentale offerta di animazione artistica, culturale, ricreativa e ambientale che sta contribuendo alla tenuta e alla valorizzazione del protagonismo delle nostre comunità.

In questo momento storico di grande incertezza e di sfide complesse, questi enti si trovano però di fronte a un doppio livello di difficoltà: da un lato devono affrontare i cambiamenti imposti dalla rapida evoluzione dei bisogni e del contesto di riferimento, dall’altro devono ripensare i propri modelli operativi per renderli più sostenibili e in grado di offrire servizi capaci di durare e di adattarsi nel tempo.

È quindi sempre più sentita da parte degli enti la necessità di rafforzare la propria visione strategica, di consolidare il proprio posizionamento nel contesto di riferimento, anche in termini di consapevolezza del valore generato e di rinnovamento delle modalità di relazione e condivisione, anche con le Istituzioni. Parallelamente, in un settore dove la principale risorsa è rappresentata dal capitale umano, stiamo assistendo a un momento cruciale di riflessione sulle professioni nel Terzo Settore, sia in termini di attrattività, reperimento e trattenimento di figure qualificate (in particolare per profili socio- educativi) sia, più in generale, in ottica di transizione generazionale.
L’indagine “Mille Voci per comprendere” mostra alcune difficoltà diffuse: a) la mancanza di candidati, in special modo se riferita alle professioni di cura; b) la mancanza di esperienza e/o competenze; c) le politiche retributive poco attrattive, similmente per professioni di cura (17%) e altre professioni in ambito culturale e ambientale (20%).

Le organizzazioni non profit devono ora rilanciare il proprio ruolo innovativo e diventare una leva fondamentale di cambiamento, dimostrando la capacità di attirare e coinvolgere i giovani, favorendo e governando il passaggio intergenerazionale. Alcune opportunità potrebbero scaturire dal nuovo quadro legislativo di riferimento, dalla transizione digitale e climatica e dal ripensamento dei modelli operativi per offrire servizi più sostenibili e resilienti. Diventano dunque fondamentali i temi del rafforzamento organizzativo e del capacity building.

Fondazione Cariplo, negli anni, ha dato centralità a questa riflessione attraverso diversi strumenti, settoriali e intersettoriali, riconducibili alla volontà di accompagnare i processi di rafforzamento e trasformazione delle organizzazioni e, più in generale, di migliorare la capacità degli enti che si interfacciano con la Fondazione stessa di perseguire la propria mission in maniera più efficace ed efficiente e di rispondere ai bisogni delle comunità.

Nel 2022 la Fondazione ha lanciato il Programma intersettoriale “Riprogettiamo il futuro”, con la finalità di accompagnare i processi di rafforzamento organizzativo e trasformazione degli enti che operano nei settori dell’Ambiente, dell’Arte e della Cultura e dei Servizi alla persona, rispondendo a due obiettivi specifici:

  1. migliorare il funzionamento e la sostenibilità economico-finanziaria delle organizzazioni;
  2. potenziare le competenze del personale delle organizzazioni.

Il programma prevede tre linee di lavoro:

  • la formazione a distanza fruibile attraverso la piattaforma Cariplo Social Innovation Lab, che mette a disposizione delle organizzazioni non profit un ambiente digitale con un catalogo di risorse formative e approfondimenti su tematiche rilevanti per il comparto di riferimento4 e propedeutici alla partecipazione al bando;
  • percorsi laboratoriali di mentorship, gratuiti, fruibili online (nel periodo marzo – maggio 2025) previa iscrizione, per rafforzare le capacità di gestione del cambiamento e per immaginare azioni di transizione generazionale e di sostenibilità ambientale, anche ai fini della candidatura al presente Bando;
  • il presente Bando “Riprogettiamo il Futuro”, giunto alla terza edizione.

Promuovere l’educazione alla sostenibilità attraverso linguaggi artistico-culturali e creativi nelle scuole.

TIPO

Bando con scadenza.

SOSTEGNO FORNITO

€ 1.200.000

OBIETTIVO

Promuovere l’educazione alla sostenibilità ambientale attraverso linguaggi artistico-culturali e creativi nelle scuole.

PRINCIPALI LIMITI DI FINANZIAMENTO

Contributo massimo € 50.000

Premessa

Il bando “Clima creativo – Promuovere l’educazione alla sostenibilità attraverso linguaggi artistico-culturali e creativi nelle scuole” è emesso congiuntamente dall’Area Ambiente e dall’Area Arte e Cultura nell’ambito dell’omonimo progetto della Linea di mandato 2 “Ridurre le disuguaglianze”.

Contesto

La crisi ambientale e climatica è ormai un dato di fatto ed è fondamentale che l’intera cittadinanza e le istituzioni si impegnino a intervenire per conservare il patrimonio naturale esistente per le future generazioni. In merito, i e le giovani dimostrano una crescente consapevolezza dei rischi di deterioramento della qualità ambientale, in particolare a causa del cambiamento climatico, ed esprimono preoccupazione per il loro futuro. Secondo un sondaggio su Giovani e Clima realizzato da EMG Different e WWF, circa 6 giovani intervistati su 10 dichiarano che il cambiamento climatico ha un impatto sulla propria vita (58% molto o abbastanza) e il 56% si dice impegnato in azioni quotidiane per affrontare la crisi climatica. Circa 8 giovani su 10 (77%) si dichiarano molto o abbastanza preoccupati dal cambiamento climatico e il 44% si aspetta subito interventi dalle istituzioni.

In un’epoca in cui l’accesso all’informazione è molto ampio, la diffusione di dati scientifici, immagini e storie sugli impatti della crisi climatica ha contribuito a generare un senso di urgenza nelle nuove generazioni, spingendole a impegnarsi nell’attivismo e a sostenere azioni e politiche ambientali più efficaci per la tutela dell’ambiente.

Questo interesse, che è tangibile sui social e nella partecipazione alle manifestazioni di protesta, può essere stimolato e coltivato a scuola, in particolare attraverso l’arte: la sua potenza espressiva può far comprendere in modo profondo l’importanza della questione ambientale, ispirando azioni e cambiamenti positivi, promuovendo la consapevolezza e la responsabilità individuale e collettiva. Grazie alla capacità di raggiungere un pubblico ampio e diversificato, i linguaggi artistici possono incoraggiare la riflessione critica e promuovere un cambiamento culturale che porti a un mondo più sostenibile ed equo. Una narrazione efficace può mobilitare la comunità, spingendola a partecipare attivamente alla tutela dell’ambiente, a scalfire abitudini dannose consolidate e a sostenere politiche e iniziative che promuovano la sostenibilità ambientale.

Clima Creativo

Clima Creativo è un progetto intersettoriale nato nel 2024 dalla collaborazione tra le Aree Ambiente e Arte e Cultura della Fondazione, con l’obiettivo di promuovere l’educazione alla sostenibilità ambientale nelle scuole secondarie di secondo grado attraverso l’utilizzo di linguaggi artistico-creativi. Il progetto valorizza il ruolo della scuola come laboratorio sociale e come comunità di partecipazione, stimolando il protagonismo degli e delle studenti nello sviluppo di progetti culturali capaci di diffondere sul territorio consapevolezza sulla questione ambientale. 

Attraverso l’omonimo bando, sono stati sostenuti 51 progetti, coinvolgendo 102 enti culturali e ambientali, 51 scuole e circa 1.800 studenti. I progetti, della durata di due anni scolastici, prevedono la realizzazione di percorsi educativi che intrecciano la sostenibilità ambientale con la creatività, attraverso laboratori di co-progettazione, formazione, pratiche artistiche e la produzione di un output creativo (spettacoli, video, podcast, mostre, ecc.) a tema ambientale. In accompagnamento degli enti e delle scuole beneficiarie della prima edizione del bando, è stata attivata una Comunità di Pratica facilitata dall’Università di Milano Bicocca – Dipartimento di Scienze Umane: uno spazio di confronto e apprendimento finalizzato a favorire il dialogo tra diverse professionalità, la sperimentazione di modalità condivise di lavoro, lo scambio di esperienze e competenze e lo sviluppo di reti educative interdisciplinari.

Le tematiche ambientali trattate dai progetti finanziati spaziano dai cambiamenti climatici e i loro effetti sul territorio (siccità, eventi meteorologici estremi), all’economia circolare e al consumo sostenibile (fast-fashion e inquinamento da plastica), ma anche l’agroecologia, la tutela delle biodiversità, fino a trattare il tema della sostenibilità in relazione alle disparità economiche, energetiche e di genere e le migrazioni climatiche. I laboratori artistici previsti si basano su linguaggi diversi tra cui il teatro e la recitazione, incluso il lavoro dietro le quinte (drammaturgia, regia, sound e light design, sartoria, sceneggiatura e scenografia), il canto e la produzione musicale, la fotografia, la pittura, la scrittura, il citizen journalism fino alle forme di espressione quali il podcast, il videomaking, la comunicazione social,  la grafica e la progettazione web. 

Al termine dei percorsi educativi verranno realizzati due eventi finali di rappresentazione degli elaborati delle scuole, mentre i lavori della Comunità di pratica saranno oggetto della redazione di Linee guida per la diffusione della metodologia messa a punto durante il progetto.

AttivAree

Il 60% del territorio italiano è rappresentato da centri minori, spesso piccolissimi. Le ragioni sono principalmente dovute alla peculiare conformazione orografica territoriale ma anche alla storia, che ha determinato – nel corso del tempo – complesse dinamiche di insediamento. 
Si tratta, per la maggior parte dei casi, di centri lontani dalle aree urbane, incastonati tra i rilievi montani o spalmati al largo delle pianure: luoghi che un tempo, quando si viveva quasi esclusivamente di agricoltura, erano floridi e popolati, ma che con l’inversione della congiuntura economica, hanno cominciato a subire un progressivo spopolamento. Le persone hanno iniziato a migrare, orientandosi verso le città ricercando opportunità di lavoro e di vita più praticabili e comode. 

L’abbandono è stato lento e inesorabile e ha investito prima i borghi più isolati, poi i paesi ed infine intere aree: le aree marginali. Terre lontane, sia a livello geografico (perché distanti dai centri urbani più antropizzati e organizzati in termini di servizi e opportunità) sia dal punto di vista culturale, perché “allontanate” da un’evoluzione sociale che ha cambiato radicalmente le esigenze delle persone. 

Sono stati tempi  di transizione condizionati da una ripresa economica che sembrava inarrestabile e che ha convogliato le persone verso le città, dove si prospettava una vita migliore, lontano dai ritmi comandati dalla natura, dai “calli sulle mani” e dalle “fasi lunari”. 

Tutto questo, però, oggi è cambiato ed è iniziata una nuova fase. Nell’arco di un paio di generazioni è maturata una nuova consapevolezza rispetto al rapporto con la terra, e qualcuno, forte di una tecnologica e di un sapere che fa la differenza, ritorna (in un percorso a ritroso) a calcare le orme di chi, da questi luoghi era partito… 

Nelle aree rurali e nei borghi sparsi per l’Italia, oggi si sono riaccesi i riflettori e le speranze. Si è ricominciato a guardare a questi luoghi come a ideali bastioni che hanno custodito la nostra storia, rappresentando di fatto – con gli attrattori ambientali, culturali e sociali unici di cui dispongono – una parte importante del nostro Patrimonio
Oggi esiste anche un mercato, promettente e preparato  a valorizzare questo Patrimonio, che deve però essere messo a sistema e guardato in modo nuovo, trasformando ciò che un tempo è stato motivo di abbandono in risorsa e ciò che è stato tramandato ed è rimasto in esperienza

Ed è con questo nuovo sguardo rivolto alle potenzialità inespresse di queste aree, che Fondazione Cariplo promuove AttivAree, il Programma intersettoriale che mira a riattivare le aree marginali del territorio di riferimento della Fondazione e ad aumentare la forza attrattiva del territorio nei confronti dei residenti, di potenziali investitori e dei poli urbani di riferimento, facendo leva sulle risorse delle comunità. 

 Gli Obiettivi 

La parola d’ordine è rigenerazione del territorio attraverso un processo di cambiamento che favorisca crescita sociale, culturale ed economica che si realizzerà: 

  • promuovendo i processi partecipativi
  • valorizzando il  ruolo e le competenze del terzo settore
  • adottando approcci intersettoriali che integrino aspetti ambientali, sociali, culturali, economici e opportunità di ricerca; 
  • sviluppando interazioni proficue tra aree interne e aree urbane; 
  • riutilizzando manufatti esistenti che non comportino ulteriore consumo di suolo. 

 I territori  

Il Programma AttivAree finanzia due progetti di “rinascita” delle aree interne che sono stati selezionati tra le idee progettuali,  presentate da 11 territori della Lombardia e del Verbano-Cusio-Ossola, durante la fase di Call che si è chiusa il 30 giugno 2016. I progetti, che riguardano le aree interne dell’Oltrepò Pavese e delle valli bresciane Trompia e  Sabbia, hanno colto l’idea dello sviluppo e del consolidamento strutturato di un immaginario ponte verso la città e i centri urbani di maggiori dimensioni, non in chiave di subalternità o di perdita della propria identità ma di complementarietà e di scambio di know how e servizi. Così come hanno condiviso una reinterpretazione del ruolo dell’agricoltura in una chiave ambientale, sociale e scientifica più moderna. 

I progetti 

Nel  progetto Oltrepò(BIO)diverso, promosso dalla Fondazione Sviluppo Oltrepò Pavese, si punta  sulla biodiversità come fattore di competitività, connessione, sviluppo e ripopolamento, un  progetto che si può definire di “rigenerazione rurale e comunitaria”. La biodiversità è intesa anche in senso sociale, culturale e interculturale, attribuendo un rinnovato ruolo all’agricoltura e al paesaggio anche come ambiti di applicazione di ricerca scientifica. L’accesso alla terra è un elemento fondamentale per promuovere l’attività agricola multifunzionale e per questo si intende lavorare per il superamento della frammentazione fondiaria e per la valorizzazione del patrimonio di biodiversità (ad esempio, la ricchezza di specie di farfalle presenti in Oltrepò è  pari a quella dell’intera Gran Bretagna). Collegata a questa visione, è l’idea di aprire la comunità locale a giovani e migranti e di sviluppare nuovi servizi che favoriscano il ripopolamento rurale e la conciliazione lavoro-famiglie e quindi una maggiore occupazione femminile, nonché la riattivazione di luoghi che rafforzi il processo di identità culturale collettiva. 

Nel progetto “Valli Resilienti”, proposto dalle Comunità Montane di Valle Trompia e Valle Sabbia, l’idea di rilancio è basata su una strategia articolata su diversi ambiti tematici, che punta a valorizzare le esperienze e competenze del territorio, insieme alle opportunità offerte dalle nuove tecnologie. Vi è inoltre un buon equilibrio tra il “dentro” e il “fuori”: da un lato servizi di prossimità agli abitanti gestiti in rete attraverso cooperative sociali e azioni di valorizzazione di prodotti locali, dall’altro efficienza amministrativa per attrarre nuovi investitori o accoglienza specializzata per target sociali fragili provenienti anche da altri territori. La leva che si intende utilizzare si basa sulla volontà di collaborazione e reciproca contaminazione tra i partner, scambiandosi buone pratiche e replicando quelle che funzionano. 

Prevenire è meglio che curare.

TIPO

Bando con scadenza.

SOSTEGNO FORNITO

€ 3.450.000

OBIETTIVO

Sostenere interventi di recupero urgenti e prioritari su beni di interesse storico-architettonico, con particolare attenzione al cambiamento climatico.

PRINCIPALI LIMITI DI FINANZIAMENTO

Contributo massimo € 130.000 e comunque non superiore all’80% dei costi totali preventivati per progetti che non prevedano la realizzazione di un assessment diagnostico;

contributo massimo € 150.000 e comunque non superiore all’80% dei costi totali preventivati per progetti che prevedano anche la realizzazione di un assessment diagnostico.

Premessa

Il bando è emesso dall’Area Arte e Cultura di Fondazione Cariplo nell’ambito della Linea di mandato “Creare valore condiviso attraverso il sostegno alla creazione e allo sviluppo sostenibile di ecosistemi territoriali”. Il bando è con scadenza.

Contesto

Le risorse economiche destinate alla conservazione del patrimonio storico-architettonico nel nostro Paese sono sempre inferiori al reale fabbisogno. È evidente la necessità di un cambio di paradigma per facilitare la buona gestione dei beni, adottando strategie di conservazione programmata in una logica di prevenzione dei danni, di restauri basati sul criterio del “minimo intervento” e di cura continua. Trascurare la programmazione di azioni di conservazione del patrimonio culturale potrebbe condurre alla perdita di sicurezza nella fruizione dei beni, fino alla loro inevitabile chiusura e abbandono.

In un contesto di cambiamento climatico, tale scelta diventa ancor più decisiva, poiché gli eventi metereologici estremi contribuiscono ad aggravare il degrado del patrimonio culturale minacciandone l’integrità e la trasmissibilità alle future generazioni. Al contempo, risulta urgente,nell’ambito dei beni storico-architettonici, favorire l’individuazione di strategie efficaci per affrontare la transizione climatica, in un’ottica di sostenibilità finanziaria, ambientale e sociale.
In linea con i principi della Convenzione di Faro, risulta infine imprescindibile promuovere la partecipazione attiva della cittadinanza per garantire una gestione sostenibile e condivisa del patrimonio culturale, rafforzando il legame tra i beni e le comunità di riferimento. Per favorire la creazione di tale legame, di particolare rilievo risulta l’educazione, anche presso le giovani generazioni, all’importanza che il patrimonio culturale riveste per le nostre comunità come valore identitario da trasmettere.