Programma Riprogettiamo il futuro

Il Programma – promosso nel quadro della linea di mandato 4 “Creare le condizioni abilitanti al rafforzamento delle comunità” – prevede un’articolazione pluriennale per rispondere in maniera incrementale ai bisogni di rafforzamento e sviluppo organizzativo delle organizzazioni .  

Ha avuto inizio nel 2022 ed è stato disegnato sulla base degli apprendimenti frutto di diversi programmi di capacity building promossi dalle singole aree filantropiche nel tempo, culminati nel programma intersettoriale e multilivello Cariplo Social Innovation, lanciato nel 2017, che ha coniugato innovazione, capacity building e finanza sociale.  

Le linee di lavoro e supporto agli enti non profit del Programma Riprogettiamo il futuro sono:

  1. Formazione a distanza Attraverso la piattaforma Cariplo Social Innovation Lab, con l’obiettivo di mettere a disposizione delle organizzazioni che aderiscono, iscrivendosi alla piattaforma, un luogo digitale con un ampio catalogo di risorse formative e approfondimenti; in particolare:
    • una sezione dedicata a tematiche rilevanti per il mondo del non profit (strategia, progettazione, digitale, fundraising e normative);  
    • una sezione interamente dedicata a temi/contenuti propri di Fondazione Cariplo (es. Criteri Ambientali Minimi, Rendicontazione, Area riservata alle organizzazioni);
    • una sezione di Buone Pratiche con videointerviste a enti che raccontano le loro esperienze di cambiamento organizzativo realizzate anche con il contributo di Fondazione Cariplo;
    • un “Questionario di autovalutazione” che gli utenti compilano al momento della registrazione in piattaforma, con lo scopo di individuare le macroaree di competenze da rafforzare (e restituire alla Fondazione una panoramica sulle competenze di “partenza”). 
  1. Mentorship Realizzazione di percorsi di accompagnamento e mentorship a cura di esperti, volti a far acquisire maggiore padronanza e strumenti di lavoro per svolgere al meglio:  
    • analisi organizzativa di partenza (analisi del bisogno) per orientare meglio le scelte in ambito di cambiamento; 
    • monitoraggio e valutazione di impatto in un progetto di trasformazione organizzativa.

Le videoregistrazioni dei laboratori online sono state messe a disposizione, anche per fruizione libera e asincrona, sulla piattaforma Cariplo Social Innovation Lab

  1. Bando Il Bando intende sostenere lo sviluppo organizzativo degli enti non profit attivi in campo ambientale, culturale e dei servizi alla persona al fine di rafforzarne il ruolo di importante leva di tenuta e coesione nelle nostre comunità, aumentando l’efficacia del loro operato, valorizzandone il capitale umano, e ampliando le rispettive comunità di riferimento. 

A oggi sono state realizzate 3 edizioni: nel 2022, nel 2023 e nel 2025. Tra gli obiettivi, particolare attenzione è stata data a promuovere e facilitare il cambiamento interno alle organizzazioni e a favorire il protagonismo giovanile all’interno delle organizzazioni. 

Percorsi condivisi di ricerca.

TIPO

Bando con scadenza.

SOSTEGNO FORNITO

1.300.000 €

OBIETTIVO

Supportare percorsi di ricerca condivisi tra artisti e scienziati.

PRINCIPALI LIMITI DI FINANZIAMENTO

Contributo compreso tra € 50.000 e massimo € 100.000 e non superiore al 80% dei costi.

Premessa

Il bando “ARTESCIENZA – Percorsi condivisi di ricerca” è un bando con scadenza emesso congiuntamente dall’Area Arte e Cultura e dall’Area Ricerca Scientifica nell’ambito della Linea di mandato 1 “Creare valore condiviso, attraverso il sostegno alla creazione e allo sviluppo sostenibile di ecosistemi territoriali”.

Contesto

Nel panorama attuale, caratterizzato da complessità, interconnessione e rapida trasformazione, la conoscenza assume una connotazione sempre più plurale e aperta. Le grandi sfide del nostro tempo — ambientali, sociali, culturali o tecnologiche — richiedono approcci multidisciplinari capaci di attingere da fonti eterogenee e intrecciare saperi per generare risposte convincenti di fronte alla complessità che ci circonda.

In questo scenario, un dialogo efficace tra arte e scienza riveste un ruolo fondamentale per il progresso della società, favorendo una comprensione e una rappresentazione più profonda e sfaccettata della realtà. Artisti e scienziati, pur adottando metodi e linguaggi diversi, sono entrambi ricercatori e condividono l’orientamento verso approcci esplorativi e sperimentali. Entrambi, infatti, si avvalgono di rigore, creatività, immaginazione e intuizione per indagare il mondo da prospettive complementari. Il dialogo tra arte e scienza si rivela in particolare prezioso per arricchire i processi di ricerca, fornendo nuovi punti di vista, metodi esplorativi e strumenti espressivi, e coinvolgendo pubblici diversi. Inoltre, tale interazione innesca innovazione, anche proponendo nuovi format di collaborazione e spazi di sperimentazione. Infine, la relazione tra arte e scienza propone nuove prospettive e maggiore consapevolezza su sfide attuali a beneficio della comunità.

All’intersezione tra questi due mondi esiste dunque un enorme potenziale di innovazione, ma ci sono anche barriere significative ancora da superare: interazioni sporadiche e frammentarie, mancanza di dialogo paritario, tempi di ricerca troppo stretti e spesso vincolati all’ottenimento di risultati nel breve termine. Affinché il dialogo tra arte e scienza possa fiorire e aprire nuovi spazi cognitivi, è necessario favorire luoghi e tempi dedicati alla sperimentazione, dove artisti e scienziati possano incontrarsi per condividere sfide, esperienze e risultati.

A livello internazionale, esistono esempi virtuosi di progettualità che stimolano l’intersezione tra i due mondi. Citiamo per esempio il programma di residenze Arts at CERN, che invita gli artisti a sviluppare i propri progetti presso il laboratorio di fisica delle particelle di Ginevra; e l’iniziativa europea S+T+ARTS ideata per favorire l’inserimento di artisti all’interno di team scientifici, per stimolare nuove opportunità di innovazione tecnologica. Questi esempi, pur diversi per scopi e formati, presentano alcuni elementi in comune: team interdisciplinari, condivisione di spazi fisici e tempi di lavoro tra artisti e scienziati, documentazione del processo di dialogo tra i due mondi, networking tra istituzioni culturali, centri di ricerca, università, aziende, imprese creative.

Partendo da tali riflessioni, Fondazione Cariplo propone la seguente visione: promuovere un ecosistema in cui la ricerca artistica e quella scientifica possano dialogare, contaminarsi e crescere, generando nuove prospettive e forme di conoscenza.

Sviluppo organizzativo degli enti non profit.

TIPO

Bando con scadenza.

SOSTEGNO FORNITO

€ 3.000.000

OBIETTIVO

Promuovere e facilitare il cambiamento interno alle organizzazioni (change management); favorire la transizione generazionale e il protagonismo giovanile all’interno delle organizzazioni; promuovere la sostenibilità ambientale delle organizzazioni.

PRINCIPALI LIMITI DI FINANZIAMENTO

Contributo minimo € 15.000 e massimo € 80.000, non superiore a 80% dei costi.

Premessa

Il bando è emesso dalle Aree Ambiente, Arte e Cultura e Servizi alla Persona nell’ambito della Linea di Mandato 4 “Creare le condizioni abilitanti al rafforzamento delle comunità”.

Contesto

Oltre 360 mila enti non profit a livello nazionale, diversi per natura giuridica, missione e dimensioni, un bacino di quasi 920 mila dipendenti e di circa 4,6 milioni di volontari. Il “Terzo Settore” nonostante le difficoltà di contesto degli ultimi anni, si conferma un pilastro essenziale del welfare, della coesione sociale, della partecipazione culturale, della sensibilizzazione e protezione dell’ambiente e della cittadinanza attiva.

Le organizzazioni non profit attive sul territorio di riferimento di Fondazione Cariplo sono oltre 61.000, danno lavoro a quasi 211.000 persone, mobilitano 1 milione di volontari.

Le organizzazioni non profit hanno nel tempo consolidato la propria capacità di intervento di fronte ai bisogni sociali e promosso una fondamentale offerta di animazione artistica, culturale, ricreativa e ambientale che sta contribuendo alla tenuta e alla valorizzazione del protagonismo delle nostre comunità.

In questo momento storico di grande incertezza e di sfide complesse, questi enti si trovano però di fronte a un doppio livello di difficoltà: da un lato devono affrontare i cambiamenti imposti dalla rapida evoluzione dei bisogni e del contesto di riferimento, dall’altro devono ripensare i propri modelli operativi per renderli più sostenibili e in grado di offrire servizi capaci di durare e di adattarsi nel tempo.

È quindi sempre più sentita da parte degli enti la necessità di rafforzare la propria visione strategica, di consolidare il proprio posizionamento nel contesto di riferimento, anche in termini di consapevolezza del valore generato e di rinnovamento delle modalità di relazione e condivisione, anche con le Istituzioni. Parallelamente, in un settore dove la principale risorsa è rappresentata dal capitale umano, stiamo assistendo a un momento cruciale di riflessione sulle professioni nel Terzo Settore, sia in termini di attrattività, reperimento e trattenimento di figure qualificate (in particolare per profili socio- educativi) sia, più in generale, in ottica di transizione generazionale.
L’indagine “Mille Voci per comprendere” mostra alcune difficoltà diffuse: a) la mancanza di candidati, in special modo se riferita alle professioni di cura; b) la mancanza di esperienza e/o competenze; c) le politiche retributive poco attrattive, similmente per professioni di cura (17%) e altre professioni in ambito culturale e ambientale (20%).

Le organizzazioni non profit devono ora rilanciare il proprio ruolo innovativo e diventare una leva fondamentale di cambiamento, dimostrando la capacità di attirare e coinvolgere i giovani, favorendo e governando il passaggio intergenerazionale. Alcune opportunità potrebbero scaturire dal nuovo quadro legislativo di riferimento, dalla transizione digitale e climatica e dal ripensamento dei modelli operativi per offrire servizi più sostenibili e resilienti. Diventano dunque fondamentali i temi del rafforzamento organizzativo e del capacity building.

Fondazione Cariplo, negli anni, ha dato centralità a questa riflessione attraverso diversi strumenti, settoriali e intersettoriali, riconducibili alla volontà di accompagnare i processi di rafforzamento e trasformazione delle organizzazioni e, più in generale, di migliorare la capacità degli enti che si interfacciano con la Fondazione stessa di perseguire la propria mission in maniera più efficace ed efficiente e di rispondere ai bisogni delle comunità.

Nel 2022 la Fondazione ha lanciato il Programma intersettoriale “Riprogettiamo il futuro”, con la finalità di accompagnare i processi di rafforzamento organizzativo e trasformazione degli enti che operano nei settori dell’Ambiente, dell’Arte e della Cultura e dei Servizi alla persona, rispondendo a due obiettivi specifici:

  1. migliorare il funzionamento e la sostenibilità economico-finanziaria delle organizzazioni;
  2. potenziare le competenze del personale delle organizzazioni.

Il programma prevede tre linee di lavoro:

  • la formazione a distanza fruibile attraverso la piattaforma Cariplo Social Innovation Lab, che mette a disposizione delle organizzazioni non profit un ambiente digitale con un catalogo di risorse formative e approfondimenti su tematiche rilevanti per il comparto di riferimento4 e propedeutici alla partecipazione al bando;
  • percorsi laboratoriali di mentorship, gratuiti, fruibili online (nel periodo marzo – maggio 2025) previa iscrizione, per rafforzare le capacità di gestione del cambiamento e per immaginare azioni di transizione generazionale e di sostenibilità ambientale, anche ai fini della candidatura al presente Bando;
  • il presente Bando “Riprogettiamo il Futuro”, giunto alla terza edizione.

Promuovere l’educazione alla sostenibilità attraverso linguaggi artistico-culturali e creativi nelle scuole.

TIPO

Bando con scadenza.

SOSTEGNO FORNITO

€ 1.200.000

OBIETTIVO

Promuovere l’educazione alla sostenibilità ambientale attraverso linguaggi artistico-culturali e creativi nelle scuole.

PRINCIPALI LIMITI DI FINANZIAMENTO

Contributo massimo € 50.000

Premessa

Il bando “Clima creativo – Promuovere l’educazione alla sostenibilità attraverso linguaggi artistico-culturali e creativi nelle scuole” è emesso congiuntamente dall’Area Ambiente e dall’Area Arte e Cultura nell’ambito dell’omonimo progetto della Linea di mandato 2 “Ridurre le disuguaglianze”.

Contesto

La crisi ambientale e climatica è ormai un dato di fatto ed è fondamentale che l’intera cittadinanza e le istituzioni si impegnino a intervenire per conservare il patrimonio naturale esistente per le future generazioni. In merito, i e le giovani dimostrano una crescente consapevolezza dei rischi di deterioramento della qualità ambientale, in particolare a causa del cambiamento climatico, ed esprimono preoccupazione per il loro futuro. Secondo un sondaggio su Giovani e Clima realizzato da EMG Different e WWF, circa 6 giovani intervistati su 10 dichiarano che il cambiamento climatico ha un impatto sulla propria vita (58% molto o abbastanza) e il 56% si dice impegnato in azioni quotidiane per affrontare la crisi climatica. Circa 8 giovani su 10 (77%) si dichiarano molto o abbastanza preoccupati dal cambiamento climatico e il 44% si aspetta subito interventi dalle istituzioni.

In un’epoca in cui l’accesso all’informazione è molto ampio, la diffusione di dati scientifici, immagini e storie sugli impatti della crisi climatica ha contribuito a generare un senso di urgenza nelle nuove generazioni, spingendole a impegnarsi nell’attivismo e a sostenere azioni e politiche ambientali più efficaci per la tutela dell’ambiente.

Questo interesse, che è tangibile sui social e nella partecipazione alle manifestazioni di protesta, può essere stimolato e coltivato a scuola, in particolare attraverso l’arte: la sua potenza espressiva può far comprendere in modo profondo l’importanza della questione ambientale, ispirando azioni e cambiamenti positivi, promuovendo la consapevolezza e la responsabilità individuale e collettiva. Grazie alla capacità di raggiungere un pubblico ampio e diversificato, i linguaggi artistici possono incoraggiare la riflessione critica e promuovere un cambiamento culturale che porti a un mondo più sostenibile ed equo. Una narrazione efficace può mobilitare la comunità, spingendola a partecipare attivamente alla tutela dell’ambiente, a scalfire abitudini dannose consolidate e a sostenere politiche e iniziative che promuovano la sostenibilità ambientale.

Clima Creativo

Clima Creativo è un progetto intersettoriale nato nel 2024 dalla collaborazione tra le Aree Ambiente e Arte e Cultura della Fondazione, con l’obiettivo di promuovere l’educazione alla sostenibilità ambientale nelle scuole secondarie di secondo grado attraverso l’utilizzo di linguaggi artistico-creativi. Il progetto valorizza il ruolo della scuola come laboratorio sociale e come comunità di partecipazione, stimolando il protagonismo degli e delle studenti nello sviluppo di progetti culturali capaci di diffondere sul territorio consapevolezza sulla questione ambientale. 

Attraverso l’omonimo bando, sono stati sostenuti 51 progetti, coinvolgendo 102 enti culturali e ambientali, 51 scuole e circa 1.800 studenti. I progetti, della durata di due anni scolastici, prevedono la realizzazione di percorsi educativi che intrecciano la sostenibilità ambientale con la creatività, attraverso laboratori di co-progettazione, formazione, pratiche artistiche e la produzione di un output creativo (spettacoli, video, podcast, mostre, ecc.) a tema ambientale. In accompagnamento degli enti e delle scuole beneficiarie della prima edizione del bando, è stata attivata una Comunità di Pratica facilitata dall’Università di Milano Bicocca – Dipartimento di Scienze Umane: uno spazio di confronto e apprendimento finalizzato a favorire il dialogo tra diverse professionalità, la sperimentazione di modalità condivise di lavoro, lo scambio di esperienze e competenze e lo sviluppo di reti educative interdisciplinari.

Le tematiche ambientali trattate dai progetti finanziati spaziano dai cambiamenti climatici e i loro effetti sul territorio (siccità, eventi meteorologici estremi), all’economia circolare e al consumo sostenibile (fast-fashion e inquinamento da plastica), ma anche l’agroecologia, la tutela delle biodiversità, fino a trattare il tema della sostenibilità in relazione alle disparità economiche, energetiche e di genere e le migrazioni climatiche. I laboratori artistici previsti si basano su linguaggi diversi tra cui il teatro e la recitazione, incluso il lavoro dietro le quinte (drammaturgia, regia, sound e light design, sartoria, sceneggiatura e scenografia), il canto e la produzione musicale, la fotografia, la pittura, la scrittura, il citizen journalism fino alle forme di espressione quali il podcast, il videomaking, la comunicazione social,  la grafica e la progettazione web. 

Al termine dei percorsi educativi verranno realizzati due eventi finali di rappresentazione degli elaborati delle scuole, mentre i lavori della Comunità di pratica saranno oggetto della redazione di Linee guida per la diffusione della metodologia messa a punto durante il progetto.

AttivAree

Il 60% del territorio italiano è rappresentato da centri minori, spesso piccolissimi. Le ragioni sono principalmente dovute alla peculiare conformazione orografica territoriale ma anche alla storia, che ha determinato – nel corso del tempo – complesse dinamiche di insediamento. 
Si tratta, per la maggior parte dei casi, di centri lontani dalle aree urbane, incastonati tra i rilievi montani o spalmati al largo delle pianure: luoghi che un tempo, quando si viveva quasi esclusivamente di agricoltura, erano floridi e popolati, ma che con l’inversione della congiuntura economica, hanno cominciato a subire un progressivo spopolamento. Le persone hanno iniziato a migrare, orientandosi verso le città ricercando opportunità di lavoro e di vita più praticabili e comode. 

L’abbandono è stato lento e inesorabile e ha investito prima i borghi più isolati, poi i paesi ed infine intere aree: le aree marginali. Terre lontane, sia a livello geografico (perché distanti dai centri urbani più antropizzati e organizzati in termini di servizi e opportunità) sia dal punto di vista culturale, perché “allontanate” da un’evoluzione sociale che ha cambiato radicalmente le esigenze delle persone. 

Sono stati tempi  di transizione condizionati da una ripresa economica che sembrava inarrestabile e che ha convogliato le persone verso le città, dove si prospettava una vita migliore, lontano dai ritmi comandati dalla natura, dai “calli sulle mani” e dalle “fasi lunari”. 

Tutto questo, però, oggi è cambiato ed è iniziata una nuova fase. Nell’arco di un paio di generazioni è maturata una nuova consapevolezza rispetto al rapporto con la terra, e qualcuno, forte di una tecnologica e di un sapere che fa la differenza, ritorna (in un percorso a ritroso) a calcare le orme di chi, da questi luoghi era partito… 

Nelle aree rurali e nei borghi sparsi per l’Italia, oggi si sono riaccesi i riflettori e le speranze. Si è ricominciato a guardare a questi luoghi come a ideali bastioni che hanno custodito la nostra storia, rappresentando di fatto – con gli attrattori ambientali, culturali e sociali unici di cui dispongono – una parte importante del nostro Patrimonio
Oggi esiste anche un mercato, promettente e preparato  a valorizzare questo Patrimonio, che deve però essere messo a sistema e guardato in modo nuovo, trasformando ciò che un tempo è stato motivo di abbandono in risorsa e ciò che è stato tramandato ed è rimasto in esperienza

Ed è con questo nuovo sguardo rivolto alle potenzialità inespresse di queste aree, che Fondazione Cariplo promuove AttivAree, il Programma intersettoriale che mira a riattivare le aree marginali del territorio di riferimento della Fondazione e ad aumentare la forza attrattiva del territorio nei confronti dei residenti, di potenziali investitori e dei poli urbani di riferimento, facendo leva sulle risorse delle comunità. 

 Gli Obiettivi 

La parola d’ordine è rigenerazione del territorio attraverso un processo di cambiamento che favorisca crescita sociale, culturale ed economica che si realizzerà: 

  • promuovendo i processi partecipativi
  • valorizzando il  ruolo e le competenze del terzo settore
  • adottando approcci intersettoriali che integrino aspetti ambientali, sociali, culturali, economici e opportunità di ricerca; 
  • sviluppando interazioni proficue tra aree interne e aree urbane; 
  • riutilizzando manufatti esistenti che non comportino ulteriore consumo di suolo. 

 I territori  

Il Programma AttivAree finanzia due progetti di “rinascita” delle aree interne che sono stati selezionati tra le idee progettuali,  presentate da 11 territori della Lombardia e del Verbano-Cusio-Ossola, durante la fase di Call che si è chiusa il 30 giugno 2016. I progetti, che riguardano le aree interne dell’Oltrepò Pavese e delle valli bresciane Trompia e  Sabbia, hanno colto l’idea dello sviluppo e del consolidamento strutturato di un immaginario ponte verso la città e i centri urbani di maggiori dimensioni, non in chiave di subalternità o di perdita della propria identità ma di complementarietà e di scambio di know how e servizi. Così come hanno condiviso una reinterpretazione del ruolo dell’agricoltura in una chiave ambientale, sociale e scientifica più moderna. 

I progetti 

Nel  progetto Oltrepò(BIO)diverso, promosso dalla Fondazione Sviluppo Oltrepò Pavese, si punta  sulla biodiversità come fattore di competitività, connessione, sviluppo e ripopolamento, un  progetto che si può definire di “rigenerazione rurale e comunitaria”. La biodiversità è intesa anche in senso sociale, culturale e interculturale, attribuendo un rinnovato ruolo all’agricoltura e al paesaggio anche come ambiti di applicazione di ricerca scientifica. L’accesso alla terra è un elemento fondamentale per promuovere l’attività agricola multifunzionale e per questo si intende lavorare per il superamento della frammentazione fondiaria e per la valorizzazione del patrimonio di biodiversità (ad esempio, la ricchezza di specie di farfalle presenti in Oltrepò è  pari a quella dell’intera Gran Bretagna). Collegata a questa visione, è l’idea di aprire la comunità locale a giovani e migranti e di sviluppare nuovi servizi che favoriscano il ripopolamento rurale e la conciliazione lavoro-famiglie e quindi una maggiore occupazione femminile, nonché la riattivazione di luoghi che rafforzi il processo di identità culturale collettiva. 

Nel progetto “Valli Resilienti”, proposto dalle Comunità Montane di Valle Trompia e Valle Sabbia, l’idea di rilancio è basata su una strategia articolata su diversi ambiti tematici, che punta a valorizzare le esperienze e competenze del territorio, insieme alle opportunità offerte dalle nuove tecnologie. Vi è inoltre un buon equilibrio tra il “dentro” e il “fuori”: da un lato servizi di prossimità agli abitanti gestiti in rete attraverso cooperative sociali e azioni di valorizzazione di prodotti locali, dall’altro efficienza amministrativa per attrarre nuovi investitori o accoglienza specializzata per target sociali fragili provenienti anche da altri territori. La leva che si intende utilizzare si basa sulla volontà di collaborazione e reciproca contaminazione tra i partner, scambiandosi buone pratiche e replicando quelle che funzionano. 

Prevenire è meglio che curare.

TIPO

Bando con scadenza.

SOSTEGNO FORNITO

€ 3.450.000

OBIETTIVO

Sostenere interventi di recupero urgenti e prioritari su beni di interesse storico-architettonico, con particolare attenzione al cambiamento climatico.

PRINCIPALI LIMITI DI FINANZIAMENTO

Contributo massimo € 130.000 e comunque non superiore all’80% dei costi totali preventivati per progetti che non prevedano la realizzazione di un assessment diagnostico;

contributo massimo € 150.000 e comunque non superiore all’80% dei costi totali preventivati per progetti che prevedano anche la realizzazione di un assessment diagnostico.

Premessa

Il bando è emesso dall’Area Arte e Cultura di Fondazione Cariplo nell’ambito della Linea di mandato “Creare valore condiviso attraverso il sostegno alla creazione e allo sviluppo sostenibile di ecosistemi territoriali”. Il bando è con scadenza.

Contesto

Le risorse economiche destinate alla conservazione del patrimonio storico-architettonico nel nostro Paese sono sempre inferiori al reale fabbisogno. È evidente la necessità di un cambio di paradigma per facilitare la buona gestione dei beni, adottando strategie di conservazione programmata in una logica di prevenzione dei danni, di restauri basati sul criterio del “minimo intervento” e di cura continua. Trascurare la programmazione di azioni di conservazione del patrimonio culturale potrebbe condurre alla perdita di sicurezza nella fruizione dei beni, fino alla loro inevitabile chiusura e abbandono.

In un contesto di cambiamento climatico, tale scelta diventa ancor più decisiva, poiché gli eventi metereologici estremi contribuiscono ad aggravare il degrado del patrimonio culturale minacciandone l’integrità e la trasmissibilità alle future generazioni. Al contempo, risulta urgente,nell’ambito dei beni storico-architettonici, favorire l’individuazione di strategie efficaci per affrontare la transizione climatica, in un’ottica di sostenibilità finanziaria, ambientale e sociale.
In linea con i principi della Convenzione di Faro, risulta infine imprescindibile promuovere la partecipazione attiva della cittadinanza per garantire una gestione sostenibile e condivisa del patrimonio culturale, rafforzando il legame tra i beni e le comunità di riferimento. Per favorire la creazione di tale legame, di particolare rilievo risulta l’educazione, anche presso le giovani generazioni, all’importanza che il patrimonio culturale riveste per le nostre comunità come valore identitario da trasmettere.

Centro di competenza per la rigenerazione urbana a base culturale.

TIPO

Bando con scadenza.

OBIETTIVO

Sostenere gli Enti pubblici e gli Enti del Terzo Settore nella definizione di progetti di rigenerazione urbana a base culturale.

Contesto

La Call è emessa dall’Area Arte e cultura nell’ambito della Linea di mandato 4 – Creare le condizioni abilitanti al rafforzamento delle comunità, con particolare riferimento all’intenzione di promuovere percorsi di competence building per il Terzo Settore e gli enti territoriali.

L’Area Arte e cultura di Fondazione Cariplo promuove da tempo linee d’intervento riconducibili al tema della “rigenerazione urbana a base culturale”, un approccio che vede nell’arte e nella cultura una leva di sviluppo per la ripresa di territori, aree e luoghi caratterizzati da condizioni di degrado o di abbandono.

Nel corso della realizzazione delle iniziative illustrate è diventata sempre più evidente la necessità di competenze tecniche specifiche su temi quali l’analisi del contesto di intervento, la progettazione di spazi ibridi e flessibili e la definizione di un business plan credibile e sostenibile.

In tal senso, Fondazione Cariplo può esercitare la propria natura sussidiaria non solo sostenendo la realizzazione di progetti di rigenerazione urbana a base culturale, ma anche promuovendo la diffusione delle competenze presenti nel proprio territorio di riferimento, il dibattito su tali temi e la creazione di nuove reti e partenariati tra le istituzioni e gli enti attivi da tempo nella progettazione e realizzazione di progetti orientati a creare spazi di produzione e fruizione culturale aperti, innovativi e sostenibili.

Get it! 4 Music  

Nell’ambito della collaborazione tra Fondazione Cariplo e Fondazione Social Venture Giordano dall’Amore (FSVGDA), nel 2024 è stata avviata “Get it! 4Music”, linea dedicata al sostegno dell’imprenditoria musicale italiana e realizzata anche grazie al coinvolgimento di Music Innovation Hub (MIH), oltre che di Cariplo Factory

L’iniziativa punta a stimolare l’innovazione nel settore musicale, favorire l’accesso al mercato per nuove realtà e promuovere un ecosistema musicale creativo e inclusivo

Per individuare i progetti imprenditoriali più promettenti e sostenerne il potenziamento, attraverso l’offerta di un percorso di empowerment e di un investimento diretto, Get it! 4 Music promuove una Call indirizzata a progetti innovativi e a start-up, imprese ed ETS economicamente sostenibili che promuovano soluzioni innovative a impatto sociale, ambientale e culturale. 

Restituire alle comunità attraverso la cultura luoghi in condizione di disuso.

TIPO

Bando con scadenza.

SOSTEGNO FORNITO

€ 5.000.000

OBIETTIVO

Promuovere la rigenerazione culturale di edifici ed aree in condizione di disuso.

PRINCIPALI LIMITI DI FINANZIAMENTO

Contributo massimo € 350.000 e non superiore al 70% dei costi totali.

Premessa

Il bando è emesso dall’Area Arte e Cultura di Fondazione Cariplo nell’ambito della Linea di mandato 1 “Creare valore condiviso, attraverso il sostegno alla creazione e allo sviluppo sostenibile di ecosistemi territoriali”. Il bando è con scadenza.

Contesto

Fondazione Cariplo lavora da oltre un ventennio a favore della conservazione e della valorizzazione del patrimonio storico-architettonico di pregio sia per la creazione ed il consolidamento di sistemi e distretti culturali, sia per la realizzazione di interventi di rifunzionalizzazione di beni, con particolare attenzione alla loro riattivazione, gestione e sostenibilità economica.

La sempre più diffusa presenza – all’interno dei tessuti urbani ed extra urbani – di edifici ed aree circostanti inutilizzati o sottoutilizzati, rappresenta una delle ragioni che concorrono al verificarsi di fenomeni di degrado fisico e rischio sociale per le comunità locali. Pertanto, è importante facilitare percorsi di rigenerazione che possano rappresentare un’occasione per le persone di rivivere questi luoghi, ormai privi della loro funzione originaria, come luoghi in attesa di essere riscoperti e come risorse da riattivare.

La rigenerazione degli edifici e il ripristino di condizioni di originaria integrità delle aree esterne circostanti contribuiscono infatti a creare condizioni favorevoli per il benessere delle comunità, promuovendo inoltre la consapevolezza che vivere in un contesto riattivato e partecipato possa contribuire a migliorare la qualità della vita delle persone.
In tal senso, meritevole di attenzione ed intervento è anche la perdita d’uso di molti edifici legati al culto e all’ambito religioso, fenomeno crescente in tutta Europa, che in Italia si distingue non solo in termini numerici, ma anche per l’impatto proprio sul patrimonio architettonico di pregio.

In anni più recenti, la Fondazione ha sperimentato su questi temi approcci innovativi, come quello del riuso transitorio, per la rifunzionalizzazione di beni storici ed edifici in condizioni di disuso e sottoutilizzo, e nuove modalità di azione per la valorizzazione e la riqualificazione di contesti paesaggistici degradati.

In molti di questi casi si è confermato che il sostegno a questo tipo di operazioni, per avere un’efficacia di medio-lungo termine, debba contemplare non solo la componente economica dedicata agli investimenti strutturali, ma fornire anche un incentivo all’avvio e alla gestione diattività, con particolare attenzione al coinvolgimento delle comunità di riferimento, sia nelle fasi di progettazione degli interventi che, poi, in quelle di realizzazione e monitoraggio. Decisivo, poi, appare il loro posizionamento in strategie più ampie di valorizzazione del contesto territoriale, sia in chiave di sviluppo e reinterpretazione delle filiere locali che di inserimento nel tessuto sociale e culturale. In queste diverse esperienze è inoltre diventata sempre più evidente la necessità di competenze tecniche specifiche; a tal fine Fondazione Cariplo promuove dal 2024 il progetto “BeiLuoghi” volto alla condivisione di competenze sulla rigenerazione urbana a base culturale e alla creazione di nuove reti e partenariati tra le istituzioni e alcuni soggetti attivi da tempo nella progettazione e realizzazione di progetti orientati a creare spazi di natura culturale.