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L'Ottocento

Costituito da 242 dipinti e sculture, l’Ottocento comprende opere di fondamentale importanza nella serie di paesaggi e scene urbane – tra cui spiccano quelle ambientate a Milano - eseguiti dai maestri del vedutismo romantico italiano, tra cui Luigi Bisi, Carlo e Giuseppe Canella, Giovanni Migliara; Francesco Hayez e Giuseppe Molteni, rispettivamente capiscuola della pittura storica e di quella di genere, sono presenti invece con opere capitali.

Le opere dei fratelli Domenico e Gerolamo Induno, Sebastiano De Albertis ed Eleuterio Pagliano, spesso di impianto monumentale, documentano la fase successiva della pittura di soggetto risorgimentale, sia quello epico delle battaglie che quello intimista e familiare. Di Vincenzo Vela si conta una scultura raffigurante una figura femminile; ai diversi filoni della pittura di genere, ispirati alle scuole regionalistiche dopo l’unità nazionale, fanno riferimento i nomi dei veneti Guglielmo Ciardi e Giacomo Favretto, del toscano Telemaco Signorini, dell’abruzzese Francesco Paolo Michetti e dei napoletani Filippo e Giuseppe Palizzi e Antonio Mancini.

I vertici delle raccolte si toccano nell’ambito della pittura lombarda, con opere dei principali esponenti del naturalismo tra cui Leonardo Bazzaro, Mosè Bianchi, Filippo Carcano, Eugenio Gignous, Emilio Gola, Pompeo Mariani, mentre i maestri del divisionismo, esperienza che allinea gli artisti italiani a quelli europei, sono rappresentati da Emilio Longoni, Angelo Morbelli, Gaetano Previati e Giovanni Segantini, quest’ultimo con una tela giovanile.

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