Più imposte, erogazioni a rischio

Cari amici,

questo periodo e' il momento normalmente dedicato alla programmazione per l'anno futuro. Lo stiamo facendo anche noi, in Fondazione Cariplo, con la discussione dei documenti che delineeranno la strategia e le risorse a disposizione per l'attività filantropica del 2015.

Proprio in questi giorni e' arrivata la notizia di un nuovo provvedimento in materia fiscale, all'interno della cosiddetta Legge Stabilità dello Stato per il 2015, che dispone un ulteriore prelievo sulle fondazioni, dopo quello già avvenuto a luglio e negli anni precedenti.

È giusto che le persone e le organizzazioni non profit che lavorano con noi conoscano la situazione e le prospettive che questi provvedimenti fanno immaginare.
 

I DATI

Continua a crescere la tassazione sulle Fondazioni di origine bancaria. L’impressionante progressione in cinque anni è così quantificabile:

- Anno 2011: 100 milioni di euro

- Anno 2012: 170 milioni di euro

- Anno 2013: 170 milioni di euro

- Anno 2014: 340 milioni di euro (stima)

- Anno 2015: 360 milioni di euro (stima)

Con i provvedimenti degli ultimi mesi e quelli annunciati nella legge di stabilità per il 2015 si passa, dunque, dai 100 milioni di euro del 2011 a 340 milioni nel 2014, per arrivare a 360 nel 2015. Questo è il risultato dell’effetto combinato dell’aumento degli oneri sui rendimenti derivanti dagli investimenti finanziari - passati dal 12,5% al 20% nel 2012 e poi al 26% nel luglio 2014 - e l’ulteriore aggravio sulle rendite finanziarie che emerge dalle  bozze della legge di stabilità.


LE CONSIDERAZIONI

Una progressione esponenziale, attuata a ritmi quasi vertiginosi, che metterà senz’altro in difficoltà tutte quelle organizzazioni del volontariato, del privato sociale e gli stessi enti territoriali, che vedranno decurtate le loro risorse, perché ogni centesimo in più di tasse a carico delle Fondazioni è un centesimo in meno da dare a chi è al servizio del bene comune.

Le Fondazioni di origine bancaria sono soggetti non profit, privati e autonomi che svolgono attività filantropica erogando risorse ad altri soggetti non profit, privati o pubblici, per dare sostegno al welfare, all’integrazione sociale, allo sviluppo culturale e civile dei territori. Penalizzare la loro attività erogativa significa togliere risorse utili per la ricerca, per l’arte e, soprattutto, per le categorie più svantaggiate, come anziani, disabili, malati, bambini in difficoltà a cui l’infanzia è negata, immigrati e tanti altri a cui la mano pubblica non è più in grado di provvedere da sola.

Le bozze circolate riguardo alla legge di stabilità 2015 mostrano una norma che presenta un impatto diretto sulle Fondazioni di origine bancaria, attribuendo loro di fatto – in maniera del tutto irrazionale rispetto alle loro finalità - una tassazione sui dividendi percepiti di gran lunga superiore a quella dei soggetti privati profit: soggetti le cui risorse, a differenza di quanto avviene per le Fondazioni, non vengono riversate a favore della collettività. Questa nuova penalizzazione allontanerà ancor di più le Fondazioni di origine bancaria da quegli analoghi soggetti non profit che in tutta Europa godono, per la loro funzione, di una fiscalità di vantaggio.

La scelta di un ulteriore incremento della tassazione pare, dunque, incomprensibile per chi vuole valorizzare il ruolo del volontariato e dell’intero mondo del terzo settore, di cui le stesse Fondazioni fanno parte e a cui danno alimento. Inoltre la prospettata decorrenza retroattiva dal 1° gennaio 2014 rischia di impattare sul sostegno ad attività già programmate. Così, oltre a un rafforzamento dell’irrazionalità della norma, paiono profilarsi anche elementi di incostituzionalità.


Fondazione Cariplo

 

DALL'INTRODUZIONE DI GIUSEPPE GUZZETTI AL CONVEGNO "PROMUOVERE L'INNOVAZIONE PER IL PROGRESSO SOCIALE"